Cagliari, 14 Magg 2023 – Oggi forse la Turchia sarà liberata dall’aspirante dittatore ed emulo di Putin Erdogan, 18 anni al potere che in questi lunghi anni ha sempre più limitato la libertà delle opposizioni e mandando in galera che lo poteva ostacolare nelle sue rielezioni continuate per quasi 4 lustri. E oggi, Infatti, secondo il Consiglio supremo per le elezioni (Ysk) saranno almeno un milione i cittadini terremotati che non riusciranno a votare oggi, un dato che da solo racconta uno dei temi più caldi di queste elezioni. Nel sisma del 6 febbraio sono morte più 50mila persone, e alcune delle zone più colpite sono considerate roccaforti dell'elettorato di Recep Tayyip Erdogan. Anche per questo motivo, secondo molti analisti, il leader da 20 anni (10 da primo ministro e 10 da presidente), sarebbe per la prima volta indietro nei sondaggi. Erdogan è stato duramente criticato per la gestione del post-terremoto e lo scontento tra la popolazione sembra diffuso.
Ma l'esito non è affatto scontato. Dei 64 milioni di cittadini turchi alle urne, più della metà sono donne, e circa 5 milioni sono nuovi elettori. Questi ultimi potrebbero essere l'ago della bilancia verso il cambiamento e l'ammodernamento del Paese.
Alle tv turche, in diretta, Erdogan ha detto che è arrivato in modo democratico a guidare il Paese, e in modo democratico ne lascerà la guida se perderà le elezioni. Intanto lo sfidante, Kemal Kiliçdaroglu, ha detto ai suoi elettori di evitare manifestazioni di piazza e festeggiamenti in caso di una vittoria, questo perché si temono ritorsioni della polizia e violenze di piazza.
Intanto è stato arrestato Kemal Ozkiraz, fondatore dell'istituto di sondaggi Avrasya che ha previsto una sconfitta alle elezioni del presidente Erdogan (qui sotto il tweet fissato in apertura del suo profilo Twitter). Ozkiraz è stato fermato con altre 17 persone a seguito della denuncia del Presidente del Country Party, Muharrem İnce, perché avrebbe ottenuto e diffuso illegalmente dati personali, violando la riservatezza della vita privata del candidato che si è ritirato giovedì dalla corsa alle presidenziali.
Si vota dalle 8 alle 17, solo la Commissione dell'Ysk potrà diffondere risultati ufficiali dalle 21, mentre dalle 18 cominceranno a esserci i primi dati. Se nessun candidato alla presidenza otterrà più del 50% dei voti, domenica 28 maggio si terrà il ballottaggio tra i due più votati. I candidati in questa tornata elettorale sono rimasti in tre: Erdogan, Kemal Kilicdaroglu e Sinan Ogan.
La Commissione elettorale turca ha reso noto di non voler annullare i voti espressi all'estero per il leader centrista Muharremm Ince, che ha ritirato la propria candidatura. I seggi esteri infatti si erano aperti il 27 maggio e si sono chiusi il 9 maggio, con il nome di Ince ancora regolarmente sulla scheda.
L'ultimo attacco di Erdogan a Kiliçdaroglu questa mattina: "Il signor Kemal Kilicdaroglu prende ordini dai terroristi. Noi prendiamo ordini dal nostro Dio e dalla nostra Nazione. Questa è la differenza tra noi". L'accusa, durante un comizio nel quartiere di Umraniye a Istanbul,sarebbe quella di presunti legami con il Pkk (considerato "organizzazione terroristica" dal governo di Ankara). Lo riporta l'agenzia Dpa.
A conclusione dell'ultima giornata prima delle elezioni, Erdogan, ad Istanbul, si recherà a Santa Sofia. Un appuntamento dal grande valore simbolico. Proprio Santa Sofia è stata resa dal presidente turco moschea nel 2020. Una decisione che ha rappresentato un punto di rottura con il passato, quando la struttura era stata dichiarata museo con la fondazione della Repubblica. Prima chiesa per 916 anni, poi moschea dal 1453, anno della conquista di Costantinopoli da parte degli ottomani, fino al 1934, anno in cui è stata dichiarata museo. Dal 1985 è patrimonio dell'Unesco. La conversione in moschea di Santa Sofia nel luglio 2020 creò grande consenso nei confronti del presidente turco.
Erdogan: “Se vinco, dopo elezioni, emendamento costituzionale per evitare ballottaggio”
Aleggia anche un'altra ipotesi di mutamento del sistema elettorale turco. Erdogan ha annunciato che si potrebbe introdurre un emendamento costituzionale per cambiare la legge che obbliga i candidati alla presidenza ad ottenere il 50%+1 dei voti per evitare il ballottaggio. Ne parla il quotidiano dal Daily Sabah: “Si potrebbe fare un passo in questa direzione, che richiede un emendamento costituzionale. Possiamo agire dopo le elezioni”.
Il 24 giugno 2018 la Turchia ha ufficialmente abbracciato il sistema presidenziale, lasciandosi alle spalle il vecchio sistema parlamentare. Gli elettori in questa tornata elettorale potranno scegliere tra Erdogan, Kemal Kilicdaroglu, suo principale avversario e Sinan Ogan. Muharrem Ince, altro candidato alla presidenza, si è ritirato dalla corsa alla presidenza giovedì.











Comments are closed.