Roma, 12 Magg 2023 - “Un figlio non è solo un affare di famiglia, un fatto privato, ma un investimento per il Bene Comune. Un figlio è di tutti e per tutti”. Con questa premessa si sono aperti ieri all'Auditorium della Conciliazione di Roma gli Stati Generali della Natalità, l'evento dedicato all'analisi dello stato di salute demografico del nostro Paese, interessato dal più grave calo delle nascite da 160 anni a questa parte.
"La struttura demografica italiana manifesta uno squilibrio che deve richiamare l'attenzione", ha scritto il Presidente della Repubblica in un messaggio indirizzato agli Stati Generali della Natalità: “Alle istituzioni compete la responsabilità di attuare politiche attive che permettano alle giovani coppie di realizzare il loro progetto di vita, superando le difficoltà di carattere materiale e di accesso ai servizi che rendono ardua la strada della genitorialità. Si tratta di una puntuale prescrizione della Costituzione che, all'articolo 31, richiama la Repubblica, “ad agevolare con misure economiche ed altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose". Proteggendo "la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari e tale scopo".
Politiche abitative, fiscali e sociali appropriate, conciliare l'equilibrio tra vita e lavoro, sono questioni fondamentali per lo sviluppo delle famiglie. Il tema interpella in particolare i giovani - ha detto Mattarella - costretti, sovente, a rimandare il proposito di formare una famiglia inattesa di "tempi migliori", posticipando l'esperienza della genitorialità fino, a volte, alla definitiva rinuncia. La nascita di un figlio è segnale di speranza e di continuità delle comunità".
"Sono molto d'accordo su un approccio strutturale per contrastare il crollo demografico: il Pd s'è speso per incrementare l'assegno unico, uno strumento equo e universale". Lo afferma la leader del Pd, Elly Schlein, collegata anche lei con gli Stati generali della natalità. "Importante poi incentivare l'occupazione femminile, non c'è contrapposizione tra i due strumenti, anzi vanno di pari passo. Poi giusto ridurre il peso della prima casa nel calcolo dell'Isee. Poi è vero che c'è paura del futuro: c'è un nesso tra denatalità e precarietà che colpisce soprattutto donne, giovani e meridionali. Per questo siamo contro i contratti a termine. Poi siamo ossessionati dall'aumento degli asili nido, aumentare il suo accesso".











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