Cagliari, 30 Apr 2023 – “Il lavoro è dignità, libertà, fonte di accrescimento culturale, economico e sociale. Il lavoro rappresenta la dimensione fondamentale per la vita di ogni uomo e di ogni donna, un diritto sacrosanto che abbiamo il dovere di difendere per costruire una società migliore, inclusiva e giusta. Oggi il mio pensiero va a tutte le donne e gli uomini che si impegnano nel loro lavoro, a tutti coloro che ancora attendono stabilità e certezze nell'occupazione e, in modo particolare, ai lavoratori di Portovesme e San Gavino che la multinazionale Glencore sta condannando ad una stagione drammatica di incertezza. La Regione non li abbandonerà e garantirà non solo il sostegno di ammortizzatori sociali, ma anche ogni azione finalizzata a esplorare possibili soluzioni per la ripresa degli impianti”. Lo ha detto il Presidente della Regione sarda, alla vigilia della Festa nazionale del Lavoro.
“Davanti a una precarietà dilagante – spiega il Presidente - la Regione ha messo in campo azioni e risorse per combattere l’impoverimento occupazionale, l’emorragia di posti di lavoro, le difficoltà di reinserimento lavorativo per le categorie considerate più fragili e per creare nuove opportunità di sviluppo che nei diversi ambiti possano accrescere la competitività del sistema sardo e offrire più certezze lavorative”.
Rivolgendo un pensiero particolare ai giovani, il Presidente ha evidenziato come “la Sardegna abbia bisogno dell’intraprendenza e dell’entusiasmo delle nuove generazioni, che si affacciano con spirito genuino e positivo al mercato del lavoro”.
“La lotta allo spopolamento - ha proseguito il Presidente - consiste anche nel creare nuove opportunità in grado di lenire la piaga dell’esodo giovanile per lasciare nella nostra terra capitale umano, ricchezza, saperi. Oggi abbiamo il dovere di pensare a chi il lavoro non lo ha, a chi lo ha perso e fatica a ritrovarlo, a chi lo cerca per la prima volta e a chi, per i motivi più disparati, non riesce a costruire una propria identità lavorativa”.
Dietro i numeri, ha aggiunto, “ci sono sempre delle persone. Penso ai nostri giovani ma anche alle donne, tante volte vittime di una società che ancora oggi tende ad emarginare anziché accogliere, ad escludere anziché includere, a penalizzare anziché valorizzare sia in termini di opportunità, sia in termini di competenze, adattamento e attitudini al lavoro, oltre che in termini salariali. Red











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