Roma, 26 Apr 2023 - La ricostruzione dell’Ucraina parte dall’Italia, da Roma, dove oggi erano riuniti i vertici istituzionali e imprenditoriali dei due Paesi, uniti ormai da un solido rapporto di collaborazione, di sostegno militare ed economico; e, in prospettiva, dagli aiuti futuri per ripartire dopo i disastri dell’invasione russa. Circa mille aziende italiane e ucraine riunite presso il Palazzo dei Congressi dell’Eur per siglare memorandum, fissare i punti di interventi strategici in campo economico, finanziario, infrastrutturale, edilizio, del commercio, della salute, perfino dello spazio.
Accanto al gotha dell’industria italiana, dei consorzi e delle associazioni di categoria, il parterre istituzionale: i vicepremier Tajani e Salvini, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, quello delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, dal lato italiano. Da quello ucraino, il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, il premier di Kiev Denys Shmyhal – che in mattinata era stato ricevuto dal presidente Mattarella al Quirinale e che si intrattiene con la presidente del Consiglio Meloni prima di partecipare alla plenaria. Su tutti, svetta l’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, collegato in video. Il capo dello Stato di Kiev ringrazia la “cara Italia” per il sostegno dimostrato finora, ricordando che questo l’Ucraina “non lo dimenticherà”.
Volodymyr Zelensky esordisce: “So che i rappresentanti di tante imprese italiane mi ascoltano e vorrei parlare loro non soltanto come rappresentanti del business ma come genitori, figlie, figlie. Noi siamo tutti insieme nel desiderio della libertà, della sicurezza, del benessere per i nostri genitori, per i nostri figli, per le nostre città, per i nostri paesi. Di queste vi propongo di parlare e di come dare più libertà e sicurezza ai bambini, al popolo, alle città ucraine”. Ringraziando poi “personalmente Giorgia Meloni per il suo sostegno”, il capo di Stato ucraino rammenta che “l'Ucraina non cederà mai il proprio territorio al nemico. Anche se centinaia di nostri villaggi sono stati bruciati dagli attacchi missilistici, siamo pronti a farli rinascere, non lasceremo mai queste ferite sul nostro territorio”. Zelensky mette in chiaro che “vogliamo ricostruire ma con standard moderni, per far sì che la nostra popolazione possa vivere come milioni di altri, in sicurezza. In modo che ogni padre e ogni madre possa essere tranquillo che nessuna organizzazione terroristica possa colpire i loro figli. E noi invitiamo le vostre aziende a costruire questo futuro per tutti”, ha aggiunto Zelensky.
La mattinata di lavori era cominciata con l’intervento del ministro degli Esteri, e vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, che aveva messo in chiaro che “la Russia pagherà per i danni causati dall’invasione”, che “la ricostruzione è parte fondamentale dell'azione di vicinanza che noi italiani, noi europei, vogliamo concretamente dimostrare all'Ucraina. È un passo importante perché l'Ucraina sarà parte importante dell'Ue e del mercato unico. È giusto quindi che si inizi a lavorare. La ricostruzione inizia ora e noi vogliamo essere in prima fila, ponendone le basi”.
Il titolare della Farnesina aveva anche ricordato che “mettiamo a disposizione il meglio del sistema Italia nelle sue filiere di eccellenza. Il saper fare di quattro milioni di piccole e medie imprese a disposizione dei nostri amici ucraini. A dimostrazione che l'Italia sa essere solidale”, aggiungendo poi che “le infrastrutture, la finanza, sono settori chiave nei quali vogliamo essere protagonisti, nell'ottica di consolidare un partenariato virtuoso” e sottolineando che bisogna “mettere a sistema risorse e progettualità”, “capitali privati e capitali pubblici”.
Antonio Tajani, infine, ha sottolineato che “stiamo mettendo in campo iniziative per la protezione del patrimonio culturale, abbiamo già sostenuto la città di Odessa perché venisse dichiarata patrimonio dell'umanità e auspichiamo ogni possibile sinergia con Odessa per la candidatura di Roma a Expo 2030”.
Nel suo intervento, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, e vicepremier, Matteo Salvini aveva posto l’accento sul fatto che “l'Italia può e deve rappresentare un valore aggiunto per la ricostruzione dell'Ucraina, per il mio settore, quello delle infrastrutture e dei trasporti e dei lavori pubblici ritengo che il valore aggiunto dell'Italia sia riconducibile ad almeno tre tipi di fattori”. E li elenca, Salvini, punto per punto: “Il primo è rappresentato dalla straordinaria capacità di fare delle nostre imprese, nell'ambito delle costruzioni”.
Il leader della Lega accenna agli accordi firmati da Webuild e Mermec, evidenziando la presenza dell'ad di Ferrovie, Luigi Ferraris. “Le imprese italiane possono essere un supporto per la ricostruzione dell'Ucraina di assoluta eccellenza”, anche per le opportunità in Italia ora legate al PNRR. “Il secondo fattore decisivo è rappresentato dalla logistica”, aggiunge il vicepresidente del Consiglio, soffermandosi sul “completamento delle reti Ten-t a livello europeo”, ai porti, “penso a Trieste, penso a Venezia e penso a Ravenna”.
Il “terzo filone è quello relativo al quadro normativo e regolatorio”, aggiunge infine Salvini, citando “l'esperienza maturata in Italia, negli affidamenti e contratti pubblici grazie al nuovo codice degli appalti, che entrerà in vigore dal prossimo mese. Siamo disponibili ad avviare da subito forme di cooperazione per la definizione degli standard tecnici che saranno fondamentali per la realizzazione di opere infrastrutturali, specie nel settore delle ferrovie e della pianificazione urbanistica”.











Comments are closed.