Kiev, 28 Mar 2023 - "Le forze armate ucraine hanno ricevuto ieri dalla Germania 18 carri armati Leopard 2 per respingere l'attacco russo". Lo ha confermato il cancelliere Olaf Scholz durante una conferenza stampa con il primo ministro olandese Mark Rutte, confermando le notizie dei media tedeschi.
Dopo aver visitato Zaporizhzhia, il presidente ucraino Zelensky è andato nel distretto di Nikopol, nella regione di Dnipropetrovsk. "Uno dei territori costantemente bombardato dai russi" ha scritto su Telegram il leader ucraino, aggiungendo di aver "discusso le conseguenze degli attacchi terroristici a Nikopol, Marhanets e altri insediamenti nella regione". Zelensky ha parlato del fatto che nel distretto "quasi 5.000 edifici sono stati distrutti, comprese le istituzioni mediche ed educative" e ha poi ringraziato "tutti coloro che lavorano per il ripristino e il ritorno alla vita normale per la nostra gente".
"Al termine di questa giornata intensa, ho parlato con Presidente Andrzej Duda", scrive su Twitter il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Ho raccontato dell'andamento delle ostilità, della situazione in alcune zone del fronte. Abbiamo discusso le attuali esigenze di difesa dell'Ucraina e gli sforzi diplomatici congiunti per il prossimo futuro. Ci stiamo preparando per eventi importanti" ha concluso Zelensky.
Kiev annuncia che un attacco missilistico sulla città di Sloviansk, nell'est dell'Ucraina, ha ucciso due persone che si trovavano in auto e ne ha ferite altre 30, distruggendo immobili amministrativi e uffici.
Lo ha scritto sul suo profilo Facebook il governatore della regione Pavlo Kyrylenko, precisando che gli attacchi sono avvenuti con due missili S-300 nella serata d ieri. Le due vittime si trovavano in due automobili diverse, nel centro della città. Degli oltre 30 feriti, cinque sono gravi. Sloviansk si trova a 40 chilometri in linea d'aria da Bakhmut, il piccolo centro strategico per il quale da settimane continuano feroci combattimenti fra le forze ucraine e quelle russe.
“L'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia ha dato luogo a numerosi crimini di guerra, ha generato una crisi energetica globale e ha favorito un'ulteriore frattura di un sistema multilaterale già indebolito. Ha anche messo in evidenza l'ipocrisia degli Stati occidentali, che hanno reagito con forza all'aggressione russa ma hanno condonato, o ne sono stati complici, gravi violazioni dei diritti umani altrove”.
Il “Rapporto 2022-2023. La situazione dei diritti umani nel mondo”, presentato da Amnesty International (pubblicato in Italia da Infinito Edizioni) rivela come i doppi standard e le risposte inadeguate alle violazioni dei diritti umani nel mondo abbiano “alimentato impunità e instabilità”, come nel caso “dell'assordante silenzio” sulla situazione dei diritti umani in Arabia Saudita, della mancanza d'azione rispetto a quella dell'Egitto e del “rifiuto di contrastare il sistema di apartheid israeliano nei confronti dei palestinesi”. Il Rapporto segnala anche l'uso di “pesanti tattiche da parte della Cina per impedire l'azione internazionale sui crimini contro l'umanità che ha commesso”, così come “il fallimento delle istituzioni regionali e internazionali, favorito dagli interessi egoisti degli stati membri, di fronte alle migliaia di uccisioni in Etiopia, Myanmar e Yemen”.
“L'invasione russa dell'Ucraina è un esempio agghiacciante di cosa può accadere quando gli Stati ritengono di poter aggirare le norme internazionali e violare i diritti umani senza conseguenze”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.
“Se la guerra di aggressione russa ha dimostrato qualcosa per il futuro del mondo, è l'importanza di un ordine internazionale basato su regole efficaci e applicate in modo coerente”, ha commentato Callamard. Per i palestinesi della Cisgiordania occupata, rileva Amnesty, il 2022 è stato uno degli anni più mortali da quando, nel 2006, le Nazioni Unite hanno iniziato a registrare i numeri delle vittime: lo scorso anno sono stati 151 i palestinesi uccisi, tra i quali decine di minorenni, dalle forze israeliane. Queste hanno anche continuato a espellere i palestinesi dalle loro case. Il governo israeliano 'ha in programma una grande espansione degli insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata', ma “invece di chiedere la fine del sistema israeliano di apartheid, molti Stati occidentali hanno scelto di attaccare i promotori di tale richiesta”.












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