Kiev, 10 Mar 2023 - La sua immagine, con la sigaretta in bocco prima di essere barbaramente ucciso, e mentre pronuncia 'Gloria all'Ucraina' a colpi di fucile mitragliatore, ha fatto il giro del mondo. Ora però occorre dare un nome a quello che è diventato uno degli 'eroi' della resistenza ucraina nel conflitto con la Russia. Come riporta il Guardian, ci sono ancora dubbi sull'identità del soldato ucciso nei pressi di Bakhmut e ripreso in un video diventato virale.
Secondo alcuni si tratta di Tymofiy Shadura, di 41 anni, militare della 30a brigata meccanizzata separata, nato a Liubar Raion e cresciuto nel villaggio di Mala Derevychka, nell'oblast di Zhytomyr, di professione agricoltore: è scomparso il 3 febbraio vicino a Bakhmut. Alcuni suoi parenti hanno detto di averlo riconosciuto nelle macabre immagini dell'esecuzione. Inoltre, per alcuni organi di stampa e blogger ucraini, invece, l'eroe è Oleksandr Igorevich Matsievskyi, di 42 anni, di professione elettricista, scomparso il 30 dicembre scorso mentre combatteva alla periferia di Soledar. Nelle ultime foto aveva un cerotto sul sopracciglio destro proprio come l'uomo ucciso nel video.
A differenza di Shadura, il corpo di Matsievskyi è stato restituito dai russi ed è sepolto nel cimitero di Nizhyn, a nord-est di Kiev, dove molti cittadini gli hanno reso omaggio. Anche in questo caso è stato riconosciuto nelle immagini dai parenti stretti e da membri della sua unità di combattimento. Per dirimere la questione si attende ora l'esito dell'inchiesta avviata dallo stato maggiore delle forze armate ucraine ma potrebbero volerci parecchie settimane.
Il bombardamento di ieri, 9 marzo sull'Ucraina - il più grande attacco aereo della Federazione Russa nel 2023 - non ha portato alcun vantaggio sul campo di battaglia e fa parte di un'azione di propaganda. Lo sostengono gli analisti dell'American Institute for the Study of War (Isw) sottolineando che "il Cremlino ha probabilmente lanciato deliberatamente missili che il sistema di difesa aerea ucraino non può intercettare per ottenere risultati nello spazio informativo russo, nonostante la riduzione delle scorte di tali missili". In dettaglio si tratterebbe di una "vendetta" per gli attacchi terroristici avvenuti nella regione di Bryansk, in territorio russo, il 2 marzo scorso. Il 9 marzo sono stati lanciati dalla Russia 84 missili su varie città dell'Ucraina, provocando almeno 11 morti e 22 feriti.
Il presidente russo Vladimir Putin ha cambiato i suoi piani sull'operazione speciale e si è preparato ad una lunga guerra convenzionale in Ucraina, e non è successo da poco tempo. Lo rivela un lungo reportage della Cnn, che ha ha raccolto anche la testimonianza di un ex giornalista investigativo russo. Dall'estate scorsa Putin ha trasferito il controllo del conflitto dall'agenzia di intelligence interna del paese, il Servizio federale per la sicurezza della Federazione Russa, noto con la sigla FSB, e lo ha messo nelle mani dell'intelligence militare, il Gru (Direttorato generale per le informazioni militari).
"Dall'estate scorsa i generali dell'intelligence militare hanno assunto un ruolo più importante quando Putin si è reso conto che non si trattava più di un'operazione speciale, ma di una guerra convenzionale", ha detto alla Cnn Andrei Soldatov, giornalista investigativo russo ed esperto di intelligence ora in esilio a Londra. E "sfortunatamente, significa che Putin sta preparando il Paese per una lunga guerra convenzionale".
La cosiddetta task force REPO (Russian Elites, Proxies, and Oligarchs) ha annunciato di aver congelato oltre 58 miliardi di dollari di beni russi. Lo riporta il sito Kyiv Independent. I membri della task force: Italia, Australia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti e Commissione Europea, hanno promesso di "raddoppiare" gli sforzi per ritenere la Russia responsabile della sua guerra contro l'Ucraina e di resistere agli sforzi russi per eludere le sanzioni. "La REPO continuerà a identificare, localizzare e congelare i beni dei russi sanzionati, con l'obiettivo di privare il Cremlino dei fondi necessari per combattere la sua guerra illegale".












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