Crotone, 27 Feb 2023 – Ieri ennesima strage in mare di poveri del mondo. Infatti ieri, in provincia di Crotone, si è verificata una nuova strage di migranti. La tragedia è avvenuta prima dell'alba di ieri nel naufragio di un barcone che è andato in mille pezzi di fronte alle coste calabresi. È salito a 59 il numero dei cadaveri recuperati, tra cui 14 bambini e 33 donne, dopo la tragedia a "Steccato" di Cutro. Il bilancio delle vittime è stato comunicato dal ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, al termine della riunione da lui presieduta in prefettura a Crotone. C'è però ancora un numero imprecisato di dispersi.
Le persone salvate sono 81 dopo il tentativo di sbarco dei migranti a Steccato di Cutro, a una ventina di km da Crotone.
I corpi vengono recuperati in mare man mano che il tempo passa, sia al largo sia sulle spiagge. Tra le vittime, anche un neonato di pochi mesi: il suo cadavere, secondo la drammatica testimonianza di un vigile del fuoco, è tra quelli finora tratti fuori dall'acqua dai soccorritori e dalle forze di polizia impegnati nelle operazioni, complicate dal vento forte e dal mare mosso.
I superstiti, tutti sotto i trent'anni, sono stati soccorsi sulla spiaggia e rifocillati dal personale del 118 e della Croce Rossa. Degli 81 superstiti 59 sono stati ospitati presso il Centro richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto mentre altri sono stati ricoverati presso l'ospedale civile di Crotone, tra di essi un bambino di 9 anni in terapia intensiva.
Le forze dell'ordine stanno cercando di raccogliere le testimonianze dei sopravvissuti per capire in quanti fossero sul barcone affondato che, pare, portasse a bordo tra i 200 e i 250 migranti provenienti da Iraq, Iran, Afghanistan e Siria. E' stato fermato un presunto scafista.
Il barcone era partito quattro giorni fa dal porto di Izmir, in Turchia: si trattava di uno dei tanti viaggi della speranza che segue la rotta turca, quella più battuta dai migranti provenienti dai Paesi dell'area.
È stata una telefonata giunta verso le 4 al reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Vibo Valentia a fare scattare l'allarme: nella chiamata non sono state fornite notizie dell'incidente a causa dell'inglese poco comprensibile di chi chiedeva aiuto. Gli operatori della centrale operativa, tuttavia, hanno intuito che potesse essere successo qualcosa ed hanno allertato le forze dell'ordine di Crotone.
Nell'area, dove il mare è forza 3 - 4, sono attive due motovedette e un elicottero della Guardia Costiera. Secondo le fonti i migranti "non hanno fatto in tempo a chiedere aiuto" e alcuni dei sopravvissuti avrebbero raggiunto la costa con i propri mezzi.
"Quando siamo arrivati sul punto del naufragio abbiamo visto cadaveri che galleggiavano ovunque e abbiamo soccorso due uomini che tenevano in alto un bimbo. Purtroppo il piccolo era morto". A raccontarlo è Laura De Paoli, medico che opera per la Fondazione Cisom cavalieri di Malta a supporto della Guardia costiera per gli interventi di soccorso in mare. La dottoressa, che ha una lunga esperienza in soccorsi in mare, era sulla motovedetta della Capitaneria di porto di Crotone intervenuta nell'immediatezza. "C'era mare forza 3 o 4, era difficile avvicinarci. La barca dei migranti era già a pezzi sulla spiaggia e noi avevamo intorno tanti cadaveri galleggianti. Abbiamo visto due uomini che tenevano in alto un bambino e siamo riusciti a recuperarli. Erano il fratello e lo zio del bambino che, però, era senza vita. Abbiamo provato a rianimarlo ma aveva i polmoni pieni di acqua... aveva 7 anni". La motovedetta con i due superstiti è rientrata al porto di Crotone. La dottoressa De Paoli ha operato in altri teatri di guerra e in soccorsi in mare con varie associazioni umanitarie ed ong. Non si era mai trovata davanti ad una catastrofe simile: "Io ho fatto soccorsi in mare, anche quello con la nave Prudence, ma sempre salvataggi senza morti, questa volta è stata devastante".
Sul posto per i soccorsi sono intervenuti la Capitaneria di porto e la Guardia di finanza. Presenti anche la polizia di Stato ed i carabinieri, assieme al personale del 118 e della Croce rossa.
La Guardia di Finanza ha reso noto che il barcone salpato da Izmir, in Turchia, era stato avvistato nella serata di ieri a circa 40 miglia dalla costa crotonese da un velivolo dell'agenzia europea Frontex in pattugliamento.
Scattato l'allarme, erano salpati una vedetta della sezione operativa navale di Crotone e un pattugliatore del gruppo aeronavale di Taranto. Le condizioni proibitive del mare “hanno tuttavia impedito di raggiungere la zona e i mezzi sono dovuti rientrare agli ormeggi”.
È stato quindi avviato il dispositivo di ricerca via terra e l'allarme è stato girato anche alle forze di polizia. Giunti sul luogo dello sbarco, non è stato possibile fare altro che constatare lo spezzamento del barcone ormai completamente distrutto dalle onde.
“C'erano stati sbarchi ma mai una tragedia così”, questo il primo commento a caldo del Sindaco di Cutro, Antonio Ceraso. “Il mare continua a restituire i corpi, è qualcosa che non si vorrebbe mai vedere”.












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