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La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di Cospito e resta al 41 bis. Ormai l’uomo deciso a morire.

Roma, 25 Feb 2023 - "Assassini, assassini". Si è alzato subito un coro dal presidio degli anarchici presente da più di 7 ore davanti alla Cassazione, dopo la conferma del 41bis per Alfredo Cospito. Infatti, appena appresa la notizia del verdetto, i manifestanti hanno urlato "lo hanno condannato a morte". "Saranno responsabili di tutto quello che succederà", hanno aggiunto i manifestanti.

È stato dunque rigettato dalla Cassazione il ricorso contro il regime carcerario del 41bis presentato dalla difesa del leader anarchico in sciopero della fame da quasi quattro mesi, detenuto nel reparto penitenziario dell'ospedale San Paolo di Milano. 

Il regime di 41bis, carcere duro, resta così in vigore. La decisione è stata presa dopo otto ore di Camera di Consiglio dai giudici della I sezione della Suprema corte.

I giudici non hanno accolto la richiesta della procura generale che nella requisitoria scritta aveva chiesto di annullare con rinvio per un nuovo esame l'ordinanza del tribunale di Sorveglianza di Roma del 1 dicembre 2022 che aveva confermato il 41bis per l'anarchico. 

La prima sezione penale della Corte di Cassazione inoltre "condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali". Questa la decisione dopo il "no" del tribunale di Sorveglianza di Roma al reclamo avanzato dall'avvocato Flavio Rossi Albertini contro il 41bis. 

Nei giorni scorsi al suo legale che è andato a trovarlo all'ospedale San Paolo in diverse occasioni, Alfredo Cospito aveva detto che, in caso di pronuncia negativa per lui della Cassazione, avrebbe smesso con gli integratori che aveva ricominciato ad assumere dopo il parere favorevole del Procuratore Generale della Suprema Corte, Pietro Gaeta, alla revoca del 41bis. Grazie agli integratori alcuni suoi valori, arrivati a soglie minime pericolose per la sua salute, erano migliorati. Cospito è in sciopero delle fame dall'ottobre del 2022.

''Leggendo i pareri favorevoli della Dna, Dda, Dap inviati al Ministro avevamo capito che la decisione ministeriale fosse stata politica e non giuridica. Dopo la lettura della requisitoria del Pg Gaeta pensavamo che il diritto potesse tornare ad illuminare questa buia vicenda. La decisione di questa sera dimostra che ci sbagliavamo''. Cosi l'avvocato Flavio Rossi Albertini, difensore di Alfredo Cospito, dopo la decisione della Cassazione di rigettare il ricorso presentato. La sentenza con cui la Cassazione ha confermato il 41 bis "è una condanna a morte", ha aggiunto.

"Abbiamo saputo della decisione della Corte di Cassazione: che fossero dei venduti e dei servi lo abbiamo sempre saputo. Da oggi, ufficialmente, sono degli assassini. Si stanno marchiando del sangue di un compagno valoroso, di un nostro fratello, di una persona degna". Così l'anarchico Lello Valitutti davanti alla Corte di Cassazione a Roma, dopo la decisione della Cassazione di non revocare il 41bis ad Alfredo Cospito. "Quello che hanno fatto stasera resterà scritto nella storia: sarà una vergogna per questa Corte, sarà una vergogna per questo Paese", aggiunge specificando che loro "saranno i soli responsabili di tutto quello che succederà, insieme a quelli che li hanno forzati a prendere questa decisione assolutamente illegale, anticostituzionale, contraria a tutti i trattati sui diritti umani. Siete dei miserabili assassini".

"Prendiamo atto della decisione della Corte di Cassazione. Come più volte illustrato in Parlamento, essa attiene al procedimento giurisdizionale di competenza esclusiva della magistratura nella sua piena autonomia e indipendenza". Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. 

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