Roma, 20 Feb 2023 - "Dal mio punto di vista" il superbonus "nasceva con intenti condivisibili" ma "la misura è stata scritta così male e fatta così male che ha generato una serie enorme di problemi che noi oggi abbiamo ereditato e siamo tenuti a cercare di risolvere". Così la premier nel suo appuntamento video entra nel merito delle polemiche sullo stop al superbonus edilizio.
“Il superbonus - spiega - aveva sostanzialmente due grandi errori: il primo era poter scaricare il 110% di quello che spendevi, perché se ovviamente a me rimborsano più di quello che spendo… se non sarò tenuto a controllare quanto spendo, non mi interessa: tanto lo Stato rimborsa. Questo ovviamente ha prodotto una serie di risultati tra cui che i costi dei materiali sono lievitati in modo esorbitante e che la bolla piano piano si è gonfiata”.
"È la ragione per la quale il nostro Governo è già intervenuto portando il bonus 110% al 90% perché è ovvio che se io devo mettere un 10% di quello che sto spendendo sarò più accorto, più attento a guardare quanto spendo e a guardare se per esempio i prezzi non siano in alcuni casi limitati senza motivo. Ma la seconda e più complessa questione - chiarisce Meloni - riguarda il fatto che il superbonus ideato dall'allora Governo giallorosso prevedeva la possibilità che il credito che io avevo quando facevo i lavori nei confronti dello Stato potesse essere cedibile, a una banca, a un intermediatore finanziario, un'impresa. Lo potevo cedere illimitatamente e all'inizio senza alcun controllo. Addirittura all'inizio non era possibile, su crediti ceduti anche dieci volte, risalire a chi avesse generato quel credito".
“Ora è evidente - sottolinea la presidente del Consiglio - che un sistema del genere si presta un tantino alle truffe e si presta anche a creare una bolla che fa lievitare questo meccanismo. Risultato: il costo totale attualmente è di 105 miliardi di euro. E questo è interessante perché io ricordo quando qualcuno che aveva inventato questa misura fatta così andava in giro in campagna elettorale a dire che grazie a lui avevate gratuitamente potuto ristrutturare casa”.
"Però c'è un problema: quando lo Stato fa una cosa non è mai gratuito, perché i soldi che spende sono soldi dei contribuenti e quindi quando spende dei soldi da una parte li mette e dall'altra li toglie. Sapete quanto è costata per ogni singolo italiano? Poco meno di 2000 euro. Anche chi non ha una casa, anche i senzatetto, anche un bambino, anche un neonato ha sulle proprie spalle la spesa di quasi 2000 euro. Quindi ovviamente la misura non era affatto gratuita: è una misura che ovviamente impatta oggi sulle casse dello Stato, perché dove c'è un creditore c'è anche un debitore e quel debitore sono i contribuenti italiani".
Ecco perché, ribadisce Meloni, “ovviamente questa cosa qui ha bisogno di essere sistemata. Perché intanto ci sono state moltissime truffe: ad oggi stimati circa 9 miliardi di euro di truffe, cioè di lavori che non sono stati fatti, di lavori che sarebbero stati fatti su edifici che non esistono, truffe di ogni genere. E ovviamente è accaduto anche che la bolla si è gonfiata così tanto che a un certo punto chi aveva questi crediti, le aziende prevalentemente, non poteva compensarli più perché aveva esaurito diciamo la sua possibilità di compensare quel credito con le tasse e non riusciva più neanche a cederli perché anche i cassetti fiscali delle banche degli altri attori che potevano comprare quei crediti si sono chiusi”.
"C'è gente perfettamente onesta che ha fatto dei lavori, che si è fidata dello Stato, che si è ritrovata in mano con dei lavori fatti e dei soldi che non può prendere perché questo ha prodotto questa interessantissima misura gratuita. E noi oggi abbiamo migliaia di aziende che rischiano il tracollo e quindi siccome abbiamo ereditato noi questa situazione adesso dobbiamo cercare una soluzione".
Alle Regionali in Lazio e Lombardia c'è stata "un'affermazione del centrodestra ma anche un segnale che arriva dai cittadini sul consenso attorno lavoro che governo porta avanti. Ripagheremo consenso con le tanto attese riforme che l'Italia si attende e non sono state fatte negli ultimi anni". Così la premier Giorgia Meloni nella sua rubrica social 'Appunti di Giorgia' su Facebook. "Tanti italiani vanno convinti a partecipare alle elezioni, il tasso di astensione alle Regionali è stato alto, ogni cittadino che decide di non partecipare al voto è una sconfitta per la politica".
"Sulla conclusioni del Consiglio sono molto soddisfatta: con sana volontà l'Italia può difendere i suoi interessi in Europa. Sui migranti è sotto gli occhi di tutti che le conclusioni rappresentano un totale cambio di paradigma e di approccio. Entrano concetti come che l'emigrazione è un problema europeo e servono adeguate risorse".
Lo afferma la premier Giorgia Meloni, in collegamento sui social. "Si parla di un piano per il mediterraneo: è una grande vittoria".
"Abbiamo approvato dl sulla spesa dei fondi europei a partire dal Pnrr: ci lamentiamo che non abbiamo soldi e quando li abbiamo non sappiamo spenderli. Ne sono stati spesi meno della metà nell'ultima programmazione. Abbiamo fatto un decreto per trasformare risorse in sviluppo, accorpando le competenze su una struttura che segue e monitora e tratta tutti i fondi".
"Dal 16 gennaio scorso, grazie alla sicurezza nelle stazioni, abbiamo avuto 144 arresti, 155 stranieri espulsi, sequestrato quantità enormi di droga e armi, continua il lavoro. Ora questo governo va alla guerra contro le occupazioni abusive, cominciamo con gli sgomberi". "È finita l'era in cui lo stato si volta dall'altra parte sul fronte della legalità: le case popolari vadano a chi ha bisogno".












Comments are closed.