Cagliari, 15 Feb 2023 – Si è giunti ormai alla quota di oltre 41mila morti, il bilancio delle vittime del terremoto in Turchia e Siria.
Secondo il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, infatti in Turchia sono morte 35.418 persone e 1.6 milioni gli sfollati. A queste si devono aggiungere i morti in Siria che, secondo l'ultimo bilancio, sono almeno 5.714 (dati riferiti dal governo siriano e dai ribelli che controllano la maggior parte delle aree colpite). Tra i due Paesi devastati dal terribile sisma oggi è stato aperto un terzo valico di frontiera per il passaggio di aiuti umanitari diretti alla popolazione siriana. 11 tir dell'Onu sono passati attraverso il confine turco di Oncupinar per dare sollievo alla già stremata popolazione siriana.
Erdogan ha parlato questa sera al termine del consiglio dei ministri e ha dichiarato che "non c'è un minuto da perdere" per la ricostruzione e a Marzo partirà la costruzione di 30 mila "case sicure". Per il momento sono in arrivo 10 mila container, grazie al sostegno del Qatar, ma Erdogan ha ribadito che la ricostruzione avverrà in un anno e annunciato aiuti economici per chi ha perso familiari. Il presidente turco ha respinto le accuse e affermato che il 98% delle case crollate erano state edificate prima del 1999, vale a dire prima del terremoto del mare di Marmara che sconvolse il nord ovest del Paese, ma soprattutto prima della sua ascesa al potere.
Un uomo di 45 anni di nome Ramazan Yucel è stato salvato dopo 207 ore dalle macerie della sua casa nella città turca di Adiyaman, uno dei centri più colpiti dal sisma che ha devastato il sud della Turchia e il nord della Siria lunedì 6 febbraio.
In Siria il sanguinario, assieme alla Russia, dittatore siriano ha finalmente aperte le ‘porte’ di casa. Infatti una delegazione delle Nazioni Unite è entrata oggi per la prima volta dopo il terremoto nelle aree controllate dai ribelli della Siria nord-occidentale per valutare le necessità delle regioni duramente colpite: lo ha dichiarato un corrispondente dell'Afp. La delegazione è entrata attraverso il valico di frontiera di Bab al-Hawa con la Turchia.
"Si tratta in gran parte di una missione di valutazione", ha dichiarato all'Afp Kenn Crossley, direttore del programma alimentare mondiale in Siria, a Ginevra. È arrivato oggi nella zona anche il primo convoglio di aiuti internazionali dalla Turchia, attraverso il valico frontaliero di Bab As Salama. Lo riferisce la tv Panarabo-Saudita al Hadath, citando testimoni oculari nei pressi del valico che collega la regione turca di Gaziantep da quella siriana a nord di Aleppo.
È stata estratta due volte in una settimana dalle macerie della sua casa: la prima volta era incinta, la seconda era con il suo piccolo appena nato. Il doppio salvataggio che ha dell'incredibile è avvenuto a Jindayris, nella Siria nord occidentale. Dima, riporta il Guardian, era incinta di sette mesi quando parte della sua casa è crollata durante il sisma del 6 febbraio. È stata tirata fuori dalle macerie con lievi ferite e subito dopo ha dato alla luce il suo piccolo, che ha chiamato Adnan, in un ospedale di Afrin sostenuto dalla Syrian American Medical Society (Sams). Sono tornati a casa, ma quel riparo, l'unico possibile in un Paese dove gli aiuti sono arrivati col contagocce è crollato completamente tre giorni dopo. Adnan è stato ricoverato all'ospedale al-Shifa di Afrin dai soccorritori: in condizioni critiche, affetto da grave disidratazione e ittero, mentre Dimaha riportato lesioni agli arti inferiori.
Il piccolo miracolato sta rispondendo bene ai trattamenti. "Lo stiamo solo nutrendo e stiamo intervenendo attraverso fleboclisi endovenose", ha detto il pediatra che lo ha in cura, il dottor Abdulkarim Hussein al-Ibrahim, che ha diffuso foto del piccolo dorme tranquillo all'interno di un'incubatrice con il polso collegato a una flebo.












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