Cagliari, 12 Feb 2023 - Nel mezzo delle polemiche sui soccorsi post sisma, il governo turco stringe la rete sui costruttori: per il New York Times, sono oltre 100 le persone arrestate nelle province colpite dal terremoto di lunedì, col ministero della Giustizia che ha ordinato ai funzionari locali di istituire 'Unita' investigative sui crimini di terremoto'. Secondo quanto riferito ufficialmente dalla polizia turca, solo ieri sono state arrestate 12 persone, tra cui anche degli appaltatori, in merito al crollo di intere palazzine nelle province sud-orientali di Gaziantep e Sanliurfa.
Il dicastero della Giustizia ha anche ordinato di nominare pubblici ministeri per formulare accuse penali contro tutti i "costruttori e responsabili" di edifici che, a quanto è emerso, non rispettavano gli standard di legge, varati dopo un simile disastro avvenuto nel 1999. In tutta la zona del terremoto, i residenti hanno espresso indignazione per quelli che hanno definito costruttori corrotti, responsabili agli occhi della popolazione del peggior disastro della Turchia in quasi un secolo. Secondo le informazioni ufficiali da Ankara, 12.141 edifici sono stati distrutti o gravemente danneggiati dal sisma di magnitudo 7,8.
Una squadra di soccorso dell'Azerbaigian ha estratto due sorelle vive dalle macerie di un edificio crollato nella città di Kahramanmaras, nel sud della Turchia, epicentro di un devastante terremoto che ha provocato migliaia di vittime. Lo ha indicato l'agenzia di stampa Anadolu, che sul suo profilo Twitter ha pubblicato un video del salvataggio.
Secondo le Nazioni Unite, le vittime del terremoto in Turchia e in Siria, potrebbe raddoppiare rispetto al numero di 28.000 morti registrati finora. Appena arrivato sabato a Kahramanmaras, vicino all'epicentro del sisma in Turchia, il capo umanitario delle Nazioni Unite, Martin Griffiths, ha detto a Sky News che il bilancio delle vittime potrebbe aumentare ancora considerevolmente. "E' davvero difficile stimare in modo molto accurato, perché devi andare sotto le macerie, ma sono sicuro che raddoppierà o più", ha detto Griffiths. "E' terrificante", ha aggiunto. Ad oggi il bilancio delle vittime del terremoto è di 28.191 morti (24.617 in Turchia e 3.574 in Siria). In uno scenario devastante e al freddo gelido, decine di migliaia di soccorritori locali e stranieri lavorano tra le rovine alla ricerca di segni di vita.
L’Onu ha stimato che nella sola Siria fino a 5,3 milioni di persone sono rimaste senza casa e che almeno 870.000 persone hanno un disperato bisogno di cibo in entrambi i Paesi. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha stimato che 26 milioni di persone sono state colpite dal terremoto e ha lanciato un appello urgente per raccogliere 42,8 milioni di dollari per finanziare i bisogni sanitari immediati. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha esortato il Consiglio di sicurezza ad autorizzare l'apertura di più posti di frontiera per inviare aiuti dalla Turchia alle aree controllate dai ribelli della Siria.
"Anche se non abbiamo ancora dati verificati, sappiamo che decine di scuole, ospedali e altre strutture mediche ed educative sono state danneggiate o distrutte dalle scosse, con un forte impatto sui bambini". Lo ha dichiarato in una nota il portavoce di Unicef James Elder. "Questo è il terremoto più potente che ha colpito la regione in circa 100 anni ed è avvenuto nel momento peggiore possibile per i bambini e le famiglie vulnerabili nelle aree colpite. Migliaia di case sono state distrutte, le famiglie sono sfollate e sono esposte alle intemperie in un periodo dell'anno in cui le temperature regolarmente si abbassano sotto le zero e sono frequenti neve e pioggia gelata", ha spiegato.
"Le famiglie sfollate in Siria nordoccidentale e le famiglie siriane rifugiate che vivono in accampamenti informali in Turchia sono fra le più vulnerabili mentre le temperature notturne continuano a scendere sotto lo 0. Nel nord-ovest della Siria c'era già una situazione emergenziale. Le comunità lottano con l'epidemia di colera in corso e forti piogge e nevicate. In questo contesto, caratterizzato da oltre un decennio di conflitto, questo terremoto è assolutamente insopportabile".
In termini di risposta dell'Unicef, in Siria l'attenzione immediata è rivolta a garantire ai bambini e alle famiglie colpite l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienici, alla protezione dell'infanzia, all'istruzione e alle forniture mediche. "La popolazione sfollata in Siria ha bisogno di cibo e di servizi nutrizionali essenziali. Garantire il soddisfacimento dei bisogni nutrizionali dei bambini sotto i 2 anni e delle donne in gravidanza è fondamentale", ha sottolineato Elder. "In Turchia, gli sforzi sono attualmente concentrati sulla ricerca e il salvataggio e l'Unicef si sta coordinando con il governo e la presidenza per la gestione dei disastri e delle emergenze sulle necessità che emergono legate alla più ampia risposta umanitaria".












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