Sanremo, 10 Feb 2023 - Il monologo di Paola Egonu, campionessa pallavolista italiana, emozionatissima, parte affermando che “Questa sera non sono qui a dare lezioni di vita, cerco di ricavare da ogni giorno un insegnamento e così è stato anche nelle ultime settimane”.
“Spesso in passato sono stata definita ermetica così ho provato a raccontarmi di più. Questo non ha evitato che alcune frasi venissero estrapolate dal contesto con titoli usati per far rumore. Ogni pensiero quando si trasforma in parola non è più sotto il controllo di chi l’ha pronunciata”.
E continua: “Io sono la prima di 3 fratelli e devo tutto ai miei genitori, mi hanno fatto vivere un’infanzia felice e mi hanno insegnato che se vuoi qualcosa devi guadagnartela. Mi hanno aiutata a trovare il mio percorso. Le vostre carezze mi sono mancate ma so che questa è la mia strada”.
Enogu ha parlato dei timori di diventare, in futuro, madre e di far vivere a suo figlio lo stesso “schifo” del razzismo che ha vissuto lei. E di far vivere a suo figlio lo stesso “schifo” del razzismo che ha vissuto lei. Lo ha ripetuto anche in conferenza stampa, questa mattina, quando ha detto: “Sì, l’Italia è un paese razzista, il che non vuol dire che lo siano tutti, che siano ignoranti. Sta migliorando, sicuramente. Non voglio fare la vittima ma solo dire come stanno le cose”.
Poi, durante il suo monologo, ha raccontato la sua esperienza: “Da bambina ero fissata con i perché. Perché sono alta? Perché mi chiedono se sono italiana? Col tempo ho capito che la mia diversità è la mia unicità, io sono io. Sono quella che quando mi fanno la domanda sul razzismo risponde: ‘Siamo tutti uguali oltre le apparenze‘. Sono quella a cui lo sport ha dato tanto e che non crede che la sconfitta sia solo quando perdi una partita.
Infine ha aggiunto: “Le critiche non sono mai mancate: alcune sono costruttive, altri sono veri macigni. Ho imparato che sta a noi dare il giusto peso. Sono stata accusata di vittimismo e di non avere rispetto per il mio Paese e questo solo per aver mostrato le mie paure. Amo l’Italia, vesto con orgoglio la maglia azzurra che per me è la più bella del mondo. Ho un senso profondo di responsabilità nei confronti di questo Paese. Non è perdente chi a scuola prende il voto più basso o non riesce a realizzare subito il suo sogno. Dalle sconfitte più dure possono nascere i successi più grandi, come ci ha insegnato Vasco Rossi che su questo palco arrivò penultimo”. Sulle note e le parole di Vita Spericolata, “ognuno col suo viaggio, ognuno diverso“, ha concluso, tra gli applausi.












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