Brasilia, 10 Gen 2023 - Il ministro della Giustizia brasiliano Flavio Dino ha reso noto che la Polizia federale ha già identificato in dieci Stati del Paese persone sospettate di avere legami economici con gli organizzatori del tentato colpo di Stato di domenica a Brasilia e ha affermato che sono già stati emessi mandati di arresto. Lo riporta il sito online del quotidiano Estadao. I nomi non sono stati resi noti. I sospettati avrebbero anche finanziato il noleggio di autobus per portare gli estremisti nella capitale. Il ministro ha affermato che la responsabilità riguarda anche coloro che non erano presenti agli assalti: finanziatori e organizzatori.
Inoltre il presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva ha incontrato, a Brasilia, i governatori e i vice governatori delle 27 unità federative del Paese. Di seguito, Lula ha lasciato il Palazzo Planalto per una passeggiata simbolica con le autorità al Tribunale supremo federale (STF). La riunione era stata convocata dopo gli attacchi in Praça dos Três Poderes, domenica, quando i radicali bolsonaristi hanno distrutto il Palazzo Planalto e gli edifici del Congresso e della Corte Suprema. In mezzo alla piazza, Lula ha detto ai giornalisti che il governo "non concederà una tregua" fino a quando non scoprirà chi ha finanziato gli atti terroristici, riporta Globo tv. "Non ci arrenderemo finché non scopriremo chi ha finanziato tutto ciò che è accaduto in questo paese", ha aggiunto il presidente.
Infatti, sono nel mirino dell’A.G. oltre cento aziende, secondo quando riferisce il quotidiano O Globo, le aziende identificate dall'Avvocatura generale dell'Unione (Agu) e sospettate di aver finanziato la manifestazione golpista di domenica a Brasilia. Denaro speso per pagare i pullman dei manifestanti e sostenere l'accampamento dei bolsonaristi radicali davanti al quartier generale dell'esercito.
Martedì, l'avvocatura chiederà al Tribunale distrettuale federale di bloccare i beni di queste società, con l'obiettivo che queste risorse siano destinate a coprire i danni causati dall'invasione delle sedi istituzionali.











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