Roma, 29 Dic 2022 - Incassata la fiducia con 206 voti favorevoli, governo e maggioranza si apprestano ad affrontare una seduta fiume per arrivare all'approvazione definitiva del decreto Rave entro la dead line del 30 dicembre, data in cui il provvedimento deve essere convertito in legge pena la sua decadenza. Il via libera finale è atteso venerdì 30.
Il decreto, tra le novità più discusse, introduce il cosiddetto 'reato rave', affronta la questione dell'ergastolo ostativo e prevede il reintegro dei medici no vax. Modificato durante l'esame al Senato, anche con interventi emendativi da parte dell'esecutivo, nei primi articoli il decreto inasprisce i termini per l'accesso ai benefici penitenziari e alla liberazione condizionale, in assenza di collaborazione con la giustizia, da parte dei detenuti condannati per i cosiddetti (gravi) reati ostativi.
L'articolo 5, come modificato nel corso dell'esame da parte del Senato, introduce nel codice penale, all'articolo 633-bis, il nuovo delitto di "Invasione di terreni o edifici con pericolo per la salute pubblica o l'incolumità pubblica", in base al quale è punito, con la pena della reclusione da tre a sei anni e con la multa da euro 1.000 a euro 10.000, chiunque organizza o promuove l'invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di realizzare un raduno musicale o avente altro scopo di intrattenimento.
Si prevede inoltre che fino al 31 dicembre 2025 le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti relativi alla ammissione ai campionati professionistici e dilettantistici adottati dalle federazioni sportive nazionali, riconosciute dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni) e dal Comitato Italiano Paralimpico (Cip) possano essere trattate attraverso la disciplina speciale dettata durante il periodo dell'emergenza epidemiologica.
Si stabilisce che le norme transitorie sull'obbligo di vaccinazione contro il Covid-19 per i lavoratori che operano nei settori sanitario, sociosanitario e socioassistenziale non trovano più applicazione dal 2 novembre 2022 e si stabilisce la sospensione fino al 30 giugno 2023 delle sanzioni amministrative pecuniarie, pari a cento euro, previste per l'inadempimento dell'obbligo di vaccinazione.
“È sconcertante notare come il governo, in sodalizio con il Terzo Polo di Renzi e Calenda, ormai parte ufficiosa dell'esecutivo Meloni, continui a concentrare la sua azione sul garantire praterie di impunità per coloro che commettono reati invece che per sostenere cittadini e imprese in difficoltà. L'ultima novità in tal senso arriva da un odg al dl Rave per cancellare il blocco della prescrizione dopo il primo grado voluto dal ministro Bonafede". Lo afferma in una nota Francesco Silvestri, capogruppo M5s alla Camera. "Come abbiamo più volte denunciato, l'attacco a tutti i presidi di legalità è diventato ancor più feroce con l'avvicinarsi delle fasi più delicate nella gestione delle risorse del Pnrr, e cioè proprio quando ce ne sarebbe più bisogno. Questo governo ha fatto una scelta chiara: attuare un sovranismo dell'illegalità da far pagare ai vulnerabili per stendere tappeti rossi a colletti bianchi, evasori e corrotti. Per noi tutto questo è inaccettabile e ci batteremo con tutte le nostre forze per difendere quella parte di Paese onesto che si vede ogni giorno calpestato da questo esecutivo", conclude l'esponente pentastellato.
Protesta di Pd e M5s in Aula della Camera, dopo il via libera alla fiducia posta dal governo sul decreto Rave, per l'annuncio fatto durante una trasmissione televisiva dal ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, sul fatto che si sarebbe ricorsi all'uso della 'ghigliottina', ovvero lo strumento che taglia i tempi di esame di un provvedimento.
"Vorrei ricordare ai colleghi, nell'interesse del Parlamento tutto ma soprattutto delle prerogative della presidenza della Camera, che la ghigliottina o tagliola, non è prerogativa del governo, ma una sua prerogativa, presidente. E' inaccettabile che sia il ministro a dire che si ricorrerà alla ghigliottina", ha detto in aula la capogruppo dem Debora Serracchiani. A cui fa seguito Vittoria Baldino, vicecapogruppo M5s: "Ricordo che il ministro Ciriani non soltanto ha violato una prerogativa della presidenza della Camera, ma ha dimostrato poco rispetto verso il Parlamento in quanto in una trasmissione tv ha detto che l'atteggiamento delle opposizioni è inaccettabile, per noi è inaccettabile la maggioranza che ha un atteggiamento arrogante. Siamo sconcertati da questo atteggiamento".
Alle parole di Pd e M5s replica direttamente il presidente Lorenzo Fontana: "Chiamerò il ministro Ciriani per chiedergli delucidazioni su quanto letto sulle agenzie, e immagino che sicuramente ci intenderemo su quanto è avvenuto ma è chiaro che il ricorso alla 'ghigliottina' è prerogativa della presidenza, strumento che in questo momento non è stato ancora adottato. Mi auguro tutti lavorino per evitarlo".
Terminate le operazioni di voto in Aula della Camera si procede ora con l'illustrazione dei 157 ordini del giorno presentati, per i quali si prospetta una lunga seduta fiume. Il voto sugli ordini del giorno, tuttavia, non avrà inizio prima delle 19 di domani, come stabilito dalla conferenza dei capigruppo.
Disertate sia la prima che la seconda 'chiama' per appello nominale durante la votazione, i deputati delle opposizioni hanno risposto alla terza chiama, votando no alla fiducia posta dal governo sul decreto Rave. Oltre ai deputati Pd, anche i parlamentari di Alleanza Sinistra e Verdi e M5s non hanno risposto alla prima chiama. Hanno risposto tutti all'ultimo momento utile con l'obiettivo di allungare i tempi, per protesta contro l'intenzione di governo e maggioranza di ricorrere alla ghigliottina. Alla protesta messa in atto dalle forze di opposizione hanno preso parte anche i parlamentari di Azione-Italia viva.
Le opposizioni hanno protestato, accusando maggioranza e esecutivo di "umiliare" il Parlamento e annunciando l'utilizzo di qualsiasi strumento previsto dal regolamento per tentare di evitare la conversione in legge del decreto.
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ospite di 'Oggi è un altro giorno' su Rai1, aveva annunciato che sul provvedimento il governo ha deciso di adottare la cosiddetta “ghigliottina”: "Adotteremo la ghigliottina per il dl Rave alla Camera, sono reduce dalla conferenza dei capigruppo e tutti i tentativi di trovare una mediazione sono falliti. L'opposizione intende andare avanti allo scontro, in maniera irragionevole secondo me, quindi per forza di cose dovremo ricorrere a questo strumento. Il decreto scade il 30 dicembre - ricorda - ma contiene misure molto importanti, non solo sui rave ma anche sull'ergastolo ostativo. È molto importante quindi che venga convertito e faremo di tutto perché ciò avvenga".
In pratica, visto il numero elevato di ordini del giorno presentati, 157, e il rischio di allungare i tempi oltre la dead line di venerdì, governo e maggioranza (anche se l'ultima parola spetta al presidente della Camera) hanno deciso il ricorso alla cosiddetta 'ghigliottina', ovvero lo strumento regolamentare che dimezza i tempi di esame e discussione di un provvedimento, e taglia di netto le dichiarazioni di voto, in modo da passare direttamente al voto finale.
La battaglia è prevista proseguire sugli ordini del giorno: interventi in massa per l'illustrazione e le dichiarazioni di voto. Giovedì 29 dicembre: alle 19 si inizieranno a votare gli odg, poi la seduta dell'Aula proseguirà ad oltranza fino al voto finale. Che, appunto, potrebbe arrivare non prima della tarda mattinata o ora di pranzo di venerdì, nonostante la ghigliottina che eliminerà le dichiarazioni di voto finale, ma che - viene spiegato - dovrebbe scattare non prima dello scoccare del 30 dicembre, data ultima entro cui approvare il decreto.












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