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A Milano già un assaggio dei provvedimenti del governo di destra: caccia ai poveri e benefici agli evasori e delinquenti. Immensa folla mai vista alle mense dei poveri: a Natale oltre diecimila persone in coda.

Milano, 28 Dic 2022 – Nei giorni scorsi, nella più grande città italiana si è visto in anticipo cosa potrà, e causa già ora, l’ingrossamento del grande fiume dei poveri che affollano fuori dalla mensa dei poveri: ma nei giorni scorsi, di Natale, fuori vi erano affollati oltre 10 mila persone. E l’anno prossimo saranno molto più del doppio per le sciagurate scelte del primo e speriamo ultimo, governo della camicetta nera, Meloni, fatte nella finanziaria che in queste ore a Roma si sta approvando. Tanta caccia ai poveri e tanti regali a evasori e delinquenti. Con in testa il babbo natale ministro della Giustizia ma viste le sue idee, dell’ingiustizia che con le sue proposte dentro i poveracci e liberi i colletti bianchi e delinquenti che abolendo le intercettazioni, potranno delinquere allegramente con il benestare del primo governo di ultra destra.

Infatti un anticipo della situazione che si è creata alle 7 circa del mattino di sabato scorso, vigilia di Natale a Milano. Era freddo, ancora buio, eppure più di duemila persone erano già lì, ferme, a formare una lunga coda in attesa che i volontari aprissero il cancello del “Pane quotidiano” di viale Toscana, che ogni giorno distribuisce aiuti alimentari a chiunque si presenti per riceverli.

Il menù, semplice con pasta al sugo, il latte, il panettone. Poi verso le 11 in tanti avevano già in mano il loro piccolo ‘regalo’ alimentare. E sabato, vigilia di Natale, a mettersi in coda per quel pacco sono state quasi 2.200 persone. E alla sede di viale Monza di “Pane quotidiano” anche di più. Numeri record replicati anche nel giorno di Natale. In tutto fanno diecimila persone in due giorni. Si sono visti anche tanti i bambini al seguito delle mamme, come succede quando le scuole sono chiuse, mentre secondo gli operatori sono pochissimi i clochard che partecipano: in coda si mettono soprattutto persone che la casa ce l’hanno ma si dibattono in difficoltà economiche tra affitti, bollette, libri di scuola dei figli e quindi limano le uscite alla voce pranzo e cena. E allora arrivano così, con il buio, da tutti i quartieri della città.

E in tutto il 2022, complessivamente, sono andate a chiedere aiuto al Pane quotidiano 1,3 milioni di persone. E le cifre-spia della povertà milanese andrebbero completate con gli accessi a tutte le mense aperte a chi ne ha bisogno (a partire da quella dell’Opera San Francesco) e dalla distribuzioni di pacchi viveri e aiuti d’ogni sorta che si ramifica nell’area metropolitana attraverso associazioni, istituzioni, Ong e reti di volontariato.

Infine, quello che si attende per i non abbienti, sarà nuova povertà, fragilità e solitudini per mancanza dei mezzi necessari, non per vivere ma per sopravvivere.

Infatti, gli operatori dei nostri centri d’ascolto segnalano anche maggiori difficoltà nell’intercettare nuove fasce di bisogno, quelle che coinvolgono persone che lavorano, ma in condizioni precarie e sottopagate, e che non hanno mai fatto ricorso a sostegni solidali. 

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