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Qatargate, la procura belga ha deciso: Eva Kaili dovrà rimanere in carcere per un altro mese.

Bruxelles, 23 Dic 2022 - “Con ordinanza emessa questa mattina, la Camera di Consiglio ha prorogato di un mese la carcerazione preventiva di E.K”. È questa la decisione presa dalla Procura federale belga in merito alla richiesta di scarcerazione dell’ex vice presidente del Parlamento europeo, Eva Kaili, in arresto per corruzione nell'ambito del Qatargate.

Uno dei legali di Kaili ha fatto sapere che “non faremo appello contro proroga carcere”. 

L’ex vicepresidente del Parlamento europeo, ricorda la nota della Procura, si è presentata questa mattina davanti alla camera di consiglio del Tribunale di primo grado di Bruxelles “nell’ambito di un’indagine su larga scala condotta dalla Procura federale e dalla Polizia federale relativa a presunti atti di organizzazione criminale, corruzione e riciclaggio di denaro”.

L'udienza si era tenuta in mattinata in tribunale a Bruxelles. Eva Kaili Il 9 dicembre fu arrestata assieme al suo compagno Francesco Giorgi, la loro residenza fu perquisita in relazione a un'indagine sulle accuse di corruzione nel Parlamento europeo associate allo svolgimento della Coppa del mondo in Qatar, e le attività di "lobbying illecite", a favore della monarchia del Golfo e del Marocco. 
Successivamente Kaili è stata sollevata dal suo incarico ed espulsa dal partito politico greco di cui faceva parte.

"Non è mai stata corrotta" e "spero che la liberino presto", aveva dichiarato a caldo il suo avvocato ai cronisti fuori dal tribunale in Belgio.

I suoi due legali, avevano chiesto nell'udienza la scarcerazione con la misura della sorveglianza con il braccialetto elettronico: "Sta partecipando attivamente all'inchiesta e noi rigettiamo tutte le accuse - avevano detto i legali al termine dell'udienza - "abbiamo chiesto la scarcerazione con il braccialetto elettronico, ha una figlia da cui tornare, non vuole scappare", aveva spiegato l'avvocato greco, Michalis Dimitrakopoulos. 

Eva Kaili ha una figlia piccola - che ha meno di due anni - con Francesco Giorgi, che in questo momento riferiscono cronisti greci alle agenzie di stampa, sarebbe con il padre di Kaili, anch'egli fermato dalla Polizia belga ma poi rilasciato, malgrado sia stato sorpreso - a quanto riportato da Le Soir - con un trolley pieno di banconote (cosa che ha consentito il fermo dell'allora vicepresidente del Parlamento Europeo in flagranza).         

"Non abbiamo mai visto una fuga di notizie di questa portata con la violenza del segreto istruttorio, mettendo a rischio il diritto alla difesa". Così gli avvocati dell'ex vice presidente del Parlamento europeo, al termine dell'udienza: "La procura federale ha aperto un'inchiesta", hanno confermato.

Un procuratore della Corte Suprema greca, ha ordinato il congelamento di un terreno sull'isola di Paros acquistato dall'ex vicepresidente del Parlamento europeo assieme al compagno Francesco Giorgi, nell'ambito dell'indagine per riciclaggio di denaro, portata avanti dalle autorità greche sulle attività della coppia. 
Come riportato dal sito di Kathimerini, assieme al terreno congelato anche il conto corrente utilizzato per il suo acquisto.   
Nei giorni scorsi l'avvocato Dimitrakopoulos, aveva ribadito che l'acquisto della proprietà a Paros era "in regola sotto ogni punto di vista e che il denaro utilizzato per comprarla, proveniva dal legittimo reddito della politica greca."

Eva Kaili, ex conduttrice della tv greca, è ormai detenuta da 11 giorni nel nuovo carcere di Haren, alla periferia nord-orientale della capitale belga. Giorni durante i quali ha potuto vedere soltanto il padre, al quale è stata affidata la figlia di due anni nata dall'unione con Giorgi.

I suoi legali promettono di "combattere per lei" davanti alla giustizia belga perché Kaili ai loro occhi non è "né una sospetta latitante, né ha la capacità di inquinare le prove": è soltanto una donna che si sente "tradita" dal compagno e "infelice" sapendo che ad attenderla a casa c'è una bambina "orfana".

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