Kiev, 1 Nov 2022 - Ieri mattina l'esplosione dopo un attacco russo alla centrale idroelettrica di Dnipro è arrivata a 5 chilometri dalla centrale di Zaporizhzhia.
Lasciarli al freddo, senz'acqua ed elettricità, fiaccando il morale della popolazione (e il consenso verso il governo, che osteggia qualsiasi trattativa con la Russia che porti alla cessione di territori): la nuova strategia bellica di Putin sembra puntare a disarticolare l'autonomia energetica ucraina, con i continui attacchi missilistici e con droni, alle infrastrutture energetiche del paese.
Per quasi 24 ore la capitale, Kiev, è rimasta senz'acqua ed elettricità, con l'80% delle abitazioni al buio. In strada gli abitanti con taniche e bottiglie per rifornirsi alle pompe disseminate per la città.
Mentre attorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia si è registrata una morìa di pesci, galleggianti o finiti in massa sulle sponde, dopo che la temperatura dell'acqua del lago ha raggiunto i 18 gradi, a causa dell'interruzione dell'alimentazione elettrica di uno dei reattori, che ha danneggiato l'impianto di raffreddamento.
Il video postato dall'Energoatom - l'azienda di Stato che gestisce le quattro centrali nucleari attive nel territorio del paese - descrive una "Catastrofe ambientale". La compagnia atomica ucraina spiega che "a causa dell'arresto delle unità elettriche, l'acqua calda ha smesso di entrare nello stagno di raffreddamento". È una delle conseguenze dei continui attacchi nei pressi della centrale.
A spiegare cosa è successo, è l'Aiea - l'Agenzia internazionale per l'energia atomica - che scrive in un tweet:
"Ieri l'esplosione di una mina fuori dal perimetro della centrale nucleare, ha interrotto il collegamento di alimentazione principale all'unità reattore 4, che ora riceve elettricità per le funzioni essenziali di sicurezza e protezione da una linea di riserva a una vicina centrale termoelettrica".
Mentre sul fronte, sul terreno, la fase di stallo continua nonostante le continue controffensive ucraine e la difesa dei russi nei territori invasi, la guerra ora si svolge nei cieli, mirando "all'energia" ed alle fonti primarie: ieri a Kiev anche le pompe d'acqua hanno iniziato ad avere problemi (funzionando ad elettricità).
E a centinaia nella capitale sono scesi in strada con bottiglie, secchi e barili, dopo che i bombardamenti russi avevano causato l'interruzione della luce e dell'erogazione dei servizi idrici.
Problemi risolti solo questa mattina, come comunicato dal sindaco, Vitali Klitschko: "Ripristinata l'energia e l'acqua".
Le forze russe ieri hanno lanciato 60 missili, effettuando 15 raid aerei - così lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine colpendo "le aree di oltre 50 insediamenti, tra cui Soledar, Vuhledar, Yakovlivka e Vesele nella regione di Donetsk". Ed anche a Donetsk, ieri, si sono riviste le autobotti: le immagini diffuse sui social, con gli inviti alla popolazione delle autorità alla responsabilità nell'uso dell'acqua.
In campagna, nelle remote province del paese, il governo cerca di sopperire alle carenze idriche inviando il personale con gli automezzi accolti dagli abitanti che accorrono con bottiglie di plastica e cercano di fare provvista.
Ma non è la prima volta che i bombardamenti russi mettono in ginocchio l'approvvigionamento elettrico e l'erogazione dell'acqua potabile in diverse città dell'Ucraina.
Le autorità invitano su Telegram i cittadini a forti razionamenti nei consumi, invitando alla responsabilità, mentre vengono ridotte le corse della metropolitana nella capitale, e si pianificano interruzioni dell'elettricità "spot", in alcune fasce orarie del giorno.










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