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Consiglio Sardegna – Commissione Sanità: parere positivo alle delibere su case ed ospedali di Comunità, strutture per minori, formazione, procreazione assistita e oratori. La minoranza si è astenuta.

Cagliari, 27 Ott 2022 – La commissione Sanità, presieduta da Antonio Mario Mundula (Fdi) ha espresso parere favorevole, con l’astensione della minoranza, alle delibere di Giunta riguardanti Case ed ospedali di Comunità (P/199), strutture per minori (P/203), formazione degli operatori sanitari (P/204), procreazione assistita (P/208) ed oratori (P/209).

Approvato anche il Documento di economia e finanza regionale (Defr) con i voti favorevoli della maggioranza, l’astensione del Pd ed il voto contrario di Progressisti e Leu.

Le seconda parte della seduta, alla quale ha partecipato l’assessore della Sanità Mario Nieddu, è stata interamente dedicata ai problema della “copertura” territoriale del servizio sanitario regionale ed alle modalità di reclutamento del personale medico.

Il tema è stato introdotto dal capogruppo della Lega Pierluigi Saiu secondo il quale, a fronte del grande impegno della Giunta per ridurre le carenze di personale, la situazione delle realtà periferiche non è migliorata perché i vincitori di concorso si orientano verso le aziende più grandi. Il sistema, quindi, va corretto.

Per Daniele Cocco di Leu è necessaria la ricognizione urgente del personale medico sul territorio regionale per colmare il divario che penalizza le aziende più piccole e di conseguenza i cittadini, mettendo a rischio la loro salute e gli stessi livelli essenziali di assistenza. Le risorse ci sono, ha concluso, ma vanno utilizzate meglio.

Bisogna riconoscere, ha osservato il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, che per molti professionisti il lavoro nel servizio sanitario regionale non è la prima scelta e in futuro sarà ancora peggio perché la “finestra” pensionistica di quota 41 causerà molte altre uscite. Nello stesso tempo, occorre intervenire anche sui punti di pronto soccorso, perché stanno diventando una alternativa agli ambulatori.

Per il Pd il capogruppo Gianfranco Ganau ha affermato che l’obiettivo della riforma di spostare la sanità verso i territorio è fallito più per problemi di cattiva organizzazione che per la mancanza dei medici, che c’è ma non appare drammatica, in base ai dati del Ministero della Salute. Sono stati stanziati 4 milioni per la sanità privata, ha concluso, ma non serviranno se saranno assegnati con criterio della spesa storica a Cagliari e (pochi) a Sassari.

Bisogna correggere il sistema ed applicare il principio del riequilibrio fra territori, ha detto il consigliere della Lega Michele Ennas, esaminando tutte le opzioni possibili compresa quella dell’utilizzo dei medici Usca, dopo la pandemia.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha evidenziato che il Nuorese, area sempre più marginale dell’Isola, è diventato l’epicentro della crisi del sistema sanitario ma in realtà si tratta di una crisi che tocca tutta la Sardegna. La crisi si può superare, ha concluso, con una revisione profonda del modello organizzativo e, in emergenza, col riequilibrio territoriale dei fondi per la sanità privata.

Le gravi difficoltà di oggi, ha commentato Rossella Pinna del Pd, vengono da lontano e sono riconducibili in buona parte alla mancate stabilizzazioni, al precariato ed ai concorsi fermi, in alcuni casi dal 2019. Lea e liste d’attesa sono alcune delle criticità più preoccupanti, ha aggiunto, ma i vuoti di organico vanno recuperati, anche ricorrendo al richiamo su base volontario dei pensionati. Com

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