Roma, 21 Ott 2022 - “Oggi, insieme a tutta la coalizione del centrodestra, saliremo al Quirinale per le consultazioni con il Presidente della Repubblica Mattarella. Siamo pronti a dare all'Italia un Governo che affronti con consapevolezza e competenza le urgenze e le sfide del nostro tempo”.
Lo ha scritto su Facebook la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. Terminato il giro di consultazioni, se riceverà l'incarico di formare un governo dal Capo dello Stato, Meloni potrà decidere se accettarlo con riserva oppure senza, presentando in questo secondo caso una lista di ministri nella stessa serata di domani.
"Ho paura si disperda l'entusiasmo e la spinta che avevamo incassato il 25 settembre. Ora la fiducia è ancora intatta, la gente ci ha dato credito, ma non abusiamo della pazienza degli italiani". Commenta così a La Stampa le ultime polemiche sugli audio di Silvio Berlusconi il capogruppo di FdI al Senato Luca Ciriani. "Domenica mattina mi auguro ci ha il giuramento del governo" aggiunge. "Berlusconi fa male a se stesso, si danneggia da solo. L'opinione pubblica non apprezza certe uscite. La linea di politica estera non può essere messa in discussione. Dovremmo invece pensare alle difficoltà economiche e più in generale ai problemi del Paese" prosegue il senatore. L'opinione pubblica non apprezza "il continuo battibecco interno" del centrodestra. "La gente è stanca di questo tira e molla su qualunque cosa. Ci parliamo addosso da trenta giorni su cose che non esistono. Tolta questa melina intorno ai ministeri, anche Forza Italia avrà interesse a far funzionare le cose".
Ma ieri è stato il giorno, davanti al presidente Sergio Mattarella che di solito non fa sconti a nessuno si sono presentate le opposizioni. E il più grande partito dell’opposizione uscito dalle urne, il Pd per bocca del segretario in scadenza dopo il fallimento della sua campagna elettorale ha affermato: “Abbiamo espresso riconoscenza e apprezzamento al presidente della Repubblica ma anche grande preoccupazione per la fatica delle famiglie, delle imprese che stanno subendo inflazione e caro-energia”, ha detto il segretario del Partito democratico Enrico Letta al termine del colloquio con il capo dello Stato. "Dal Consiglio d'Europa di oggi possono arrivare decisioni molto importanti - ha proseguito - ma a Mattarella abbiamo detto che in mancanza di decisioni europee su tetto al prezzo del gas e disaccoppiamento tra gas e elettricità servirà un'iniziativa nazionale, perché le diseguaglianze stanno crescendo nel paese. È fondamentale che il paese abbia risposte efficaci su questo terreno. Abbiamo sottolineato al presidente della Repubblica quanto per noi sia stato importante la lettura del rapporto Caritas uscito questa settimana".
“Saremo convintamente all'opposizione - ha messo in chiaro Letta - faremo un'opposizione rigorosa e ferma a una maggioranza uscita vincitrice dalle elezioni e maggioranza in parlamento, anche se non maggioranza assoluta nel paese. A partire da lavoro, diritti e ambiente. Su questi punti saremo vigili, non accetteremo arretramenti o ambiguità. Il governo dica parole chiare su campagna vaccinale e sanità per tutti, sulla scuola, sulla giustizia. Non vogliamo ambiguità da parte della maggioranza creatasi nelle urne”, nemmeno “sulle alleanze europee ed atlantiche”, che “sono i punti centrali della nascita della nostra Repubblica. Il governo che nascerà non abbia ambiguità sull'invasione operata dalla Russia e sui comportamenti criminali di Putin, nel sostegno alla resistenza del popolo ucraino, nel tentativo di arrivare alla pace”.
Rispetto all'audio di Berlusconi trapelato ieri e sulle critiche del presidente della Camera Lorenzo Fontana alle sanzioni alla Russia, Letta ha parlato di “parole che a noi hanno fatto suonare un campanello d'allarme molto forte: “Si è resa ancora più marcata la divisione a una maggioranza molto elettorale e poco politica. Ci sono strade molto diverse, concetti diversi, amicizie diverse. Quelle di Berlusconi sono parole gravissime e altrettanto lo sono gli applausi che si sentono nell'audio, se è tutto autentico. Riallacciare l'amicizia con Putin non può essere la linea di politica estera del nostro paese”.
Ha infine garantito che il Pd “difenderà la Costituzione repubblicana” da ogni ipotesi di “stravolgimento”, affermato di aver chiesto a Mattarella di essere “garante dell'unità nazionale", perché “l'aiuto a tutti i territori del nostro paese ad avere sviluppo è assolutamente centrale” e auspicato “una maggiore convergenza tra le opposizioni, è l'unica se vogliamo mettere in difficoltà questa maggioranza”.
Poi è toccato al presidente del Movimento 5 Stelle che ha detto: “Ringrazio il presidente della Repubblica per questo confronto, confidiamo sempre nella sua competenza e saggezza”, ha esordito il Presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte al termine del colloquio con Matterella. “Ci aspettiamo - ha proseguito - un esecutivo a forte connotazione europeista. È necessaria e indiscutibile. Un esecutivo che abbia chiara la collocazione euroatlantica e sia pronto per affrontare la crisi in atto, economica e sociale. Abbiamo esposto al presidente le nostre preoccupazioni per il conflitto russo-ucraino. Nessuno può porre in discussione la risoluta condanna all'invasione russa e il sostegno alla popolazione ucraina ma sono oltre 200 giorni che questa strategia ha impostato un percorso lastricato di escalation militare, che ci sta esponendo al rischio nucleare. Abbiamo bisogno di un negoziato di pace. Questo esecutivo sia protagonista a livello europeo della svolta verso il negoziato di pace. Una soluzione che preveda il cessate il fuoco. Sarebbe una iattura per l'Ue e per i popoli interessati da questa carneficina non riuscire ad avere un ruolo da protagonista. Ne verrebbe della leadership dell'Unione, questo è un conflitto europeo”.
Interpellato dai cronisti sull'intenzione o meno di votare un ulteriore invio di armi a Kiev, non ha risposto esplicitamente ma ha detto di non credere “che armare ancora l'Ucraina sia ora una priorità”. Ha inoltre specificato di non trovare, rispetto a questa affermazione, “nessuna contraddizione con la collocazione euro-atlantica, che non può essere cieca obbedienza a decisioni prese altrove” e che "non ci si può arrendere di fronte al fatto che si dice che Putin non vuole la pace. L'escalation porta solo a nuove carneficine, a un conflitto nucleare”.
Conte ha poi espresso "sconcerto" per i contrasti tra le forze di maggioranza: "Immagino che lo scontro si comporrà nel momento di formare il nuovo esecutivo ma i protagonisti devono essere consapevoli che il paese non può attendere". Sui contenuti dell'audio di Berlusconi trapelato ieri ha definito "inaccettabile la premessa che l'aggressione russa non sia da condannare: è in contrasto con il diritto internazionale. Abbiamo detto a Mattarella che ci lascia perplessi che la Farnesina possa andare a un esponente di Forza Italia".
"Da questo esecutivo - ha detto inoltre il presidente M5s - non ci aspettiamo una capacità trasformatrice della società. Bisogna restituire dignità al lavoro, contrastare il precariato. Auspichiamo che questo esecutivo non sia indifferente alle diseguaglianze economiche e sociale, alle sacche di indigenza che si infittiscono ogni giorno di più, lo ha certificato anche la Caritas. Ci aspettiamo un esecutivo che in Europa chiama a responsabilità tutti gli stati membri per una risposta comune, che è già in ritardo. Abbiamo rappresentato al presidente della Repubblica che noi distinguiamo una politica conservatrice da una politica reazionaria. Queste sono forze di centrodestra molto distanti dalla nostra sensibilità politica. Se si vogliono mettere indietro le lancette dei diritti civili, si troveranno di fronte a un muro da parte nostra. Lo stesso se vorranno disarticolare presidi di protezione sociale, in questa congiuntura assolutamente necessari per garantire coesione sociale".
Alla domanda di Enrica Agostini di RaiNews24 sulla possibilità che il Movimento 5 stelle possa votare provvedimenti del governo, ha risposto che "Non è il momento di una prospettiva consociativa, a ognuno spetta il proprio ruolo". Sulla possibilità di un coordinamento con Partito democratico e Azione-Italia Viva ha chiarito che "un'opposizione unitaria non è nell'ordine delle cose".
Poi è toccato a Carlo Calenda che ha affermato: tra i componenti della delegazione di Azione-Italia Viva, al termine del colloquio con il presidente della Repubblica, ha parlato ai cronisti solo Carlo Calenda. “Abbiamo ringraziato Mattarella per essere un punto di riferimento morale e valoriale del paese - ha detto - Azione e Italia Viva saranno all'opposizione, senza sconti ma cercando di ingaggiare il governo su tematiche concrete. Abbiamo ribadito anche la gigantesca preoccupazione per il costo dell'energia. Crediamo che sia percepito a sufficienza né dalla maggioranza né dalle altre opposizioni. C'è un rischio di tenuta sociale del paese. Faremo un'opposizione non pregiudiziale, ma sui temi della collocazione internazionale e dei diritti per noi non è possibile nessun compromesso. Abbiamo segnalato anche la viva preoccupazione per gli incidenti che hanno visto protagonisti Berlusconi e Fontana, e che danno la sensazione che la linea di politica estera italiana traballi. Dalla maggioranza venga un chiarimento definitivo. Abbiamo apprezzato le parole di ieri sera di Meloni, ma una cosa sono le parole e una cosa i fatti”. Rispondendo all'inviata di RaiNews24 Enrica Agostini rispetto alle perplessità sulla nomina al ministero degli Esteri del vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani, ha spiegato che “a Mattarella non abbiamo fatto nomi”, ma sarebbe “inconcepibile” che il titolare della Farnesina sia "espresso da una forza politica che con il suo capo più volte ha definito l'invasione russa una risposta alla provocazione ucraina per portare persone per bene al governo di Kiev. A fronte delle bombe e dei morti non è concepibile". Interrogato infine rispetto al fatto che ad Azione-Italia Viva non sia andata nessuna delle vicepresidenze delle camere spettanti alle opposizioni, Calenda ha affermato che "abbiamo fatto un passaggio, nei modi corretti e giusti" con il presidente della Repubblica, perché "c'è una forza politica che ha avuto 8% alle elezioni che è rimasta fuori dal diritto di presenza dalle istituzioni, ma non ne facciamo una malattia, esiste su questo un chiaro intento di escludere da parte delle opposizioni, che dice essere unica, ma non lo è, forse ce ne sono sicuramente due".











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