Roma, 13 Ott 2022 – Le destre, che si apprestano a tornare al governo dell’Italia, alla guida della principessa nera, restano le distanze viste nell'incontro di Villa Grande, ma le trattative proseguono no stop nella notte. Regge l'accordo per La Russa al Senato e Molinari a Camera ma ci sono timori su possibili “agguati” in aula. La notizia dell'esclusione di Licia Ronzulli dal futuro governo di centrodestra è ormai quasi certa.
La presidente di Fratelli d'Italia, a quanto si apprende, sarebbe stata irremovibile sul punto, e allo stato, Ronzulli sarebbe fuori dal Consiglio dei Ministri. Il condizionale è d'obbligo, perché le trattative continueranno nella notte e fino all'ultimo momento tutto è possibile. Se Ronzulli, come sembra, dovesse restare fuori dal governo, molti scommettono che potrebbe scattare la sua contromossa: capogruppo al Senato di Fi e in questo caso se la vedrebbe con Maurizio Gasparri e Gianfranco Miccichè.
In ogni caso, l'esclusione della senatrice azzurra, attuale responsabile nazionale per i rapporti con gli alleati, potrebbe avere ripercussioni sui rapporti all'interno della coalizione. Ma la notte porta consigli, dice a mezza bocca un big azzurro, impegnato nella trattativa ad oltranza con Lega e Fdi sul risiko ministeriale, ancora da risolvere.
“Tenete i cellulari accesi, la notte può portare consiglio” dice il segretario leghista che, fanno sapere fonti di partito, oggi ha avuto un incontro con Giorgia Meloni lontano da occhi indiscreti. A questo punto non ci dovrebbe essere l'atteso vertice di centrodestra questa sera, ma non è escluso che Salvini domani mattina possa incontrare nuovamente la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, prima del voto al Senato. Salvini ha assicurato il sostegno della Lega per Calderoli, ma allo stesso tempo ha sostenuto che il centrodestra dovrà rimanere compatto. Tenendosi quindi la porta aperta riguardo l'ex ministro della Difesa e la possibilità che i voti del partito, qualora La Russa, rimanesse in campo, vadano a FdI.
"C'è ancora stasera, c'è tempo, non troppo ma ce n'è". Così il leghista Giancarlo Giorgetti, lasciando Montecitorio, ha risposto a chi gli chiedeva se ci siano problemi per trovare la quadra su presidenti delle Camere e governo, dato che al momento il vertice di centrodestra pare saltato.
Infine, anche ieri notte, la Lega si è detta pronta ad occuparsi del Viminale. Ma, pare, non con Salvini perché la Meloni sa che l’uomo gli metterebbe in crisi il governo e la sua azione di governo.
È il messaggio della Lega inviato da Matteo Salvini al termine del consiglio federale. Salvini è tornato a rivendicare per sé e per il partito di via Bellerio il dicastero dell'Interno, sottolineando ancora una volta il lavoro svolto durante il governo Conte I. Un ruolo che Salvini potrebbe tornare a ricoprire ma non si esclude, secondo quanto si apprende, la “soluzione” di Matteo Piantedosi, suo capo di gabinetto negli anni al Viminale. Un'opzione che, sempre all'interno di uno schema gradito alla Lega che potrebbe essere considerata positiva, secondo quanto si apprende.
"Il partito di Matteo Salvini - come filtra dal partito - non vede l'ora di cominciare a occuparsi dei dossier di governo. Il segretario ha spiegato che se verrà chiesto alla Lega di occuparsi di temi fondamentali come economia, sicurezza, opere pubbliche e autonomia "sappiamo come farlo e con chi farlo". Per Salvini "sarà un onore".











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