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L’Italia cambia strada verso un commino incerto con Giorgia Meloni verso Palazzo Chigi. Ma se Meloni si insedia a Chigi allora i due partiti minori pretenderanno i ministeri più pesanti.

Roma, 26 Sett 2022 – Ora l’Italia, dopo la vittoria di Meloni, verso un sentiero incerto. Verso, forse, un isolamento in Europa e nel mondo. Perché, ne siamo convinti, che la Giorgia non rispetterà nessuna delle promesse fatte. Non crediamo che manterrà la parola sul Ucraina, Europa e patto atlantico. Poi c’è l’incognita della creazione del governo: la Meloni se sarà primo ministro dovrà mollare tutti i dicasteri pesanti e importanti che saranno pretesi dai due partiti minori. Che in futuro alla donna della Garbatella se vuole mantenere il suo posto dovrà sottostare a tutte le pretese di Forza Italia e Salvini, se sarà ancora a capo della Lega, ma sarà comunque lo stesso con chi lo sostituirà.

Ora si sa che il Centrodestra ha vinto e in particolare Fratelli d'Italia raggiunge un risultato storico arrivando ad essere primo partito con il 26%. E questo risultato lo si deve solamente a tutti gli errori di Letta, che ha condotto una campagna elettorale pessima (su questa pagina avevamo scritto che bisogna togliere subito il segretario dal condurre la campagna elettorale che ha inoltre fatto rimanere a casa il popolo della sinistra, viste le percentuali di astensione, specialmente in Sardegna dove ha perso il primato di essere sempre stato il primo partito e dove è andato a votare circa il 50 per cento. Quindi per gli errori dell’uomo dagli occhi di gattino invece che di tigre, il centro destra ha trionfato, assieme ai 5 Stelle di Conte che ha quasi raggiunto il Pd per ‘minchiata’ di Letta di non volersi alleare con conte e quest’ultimo per questo rifiuto ha vinto specialmente al Sud dove rimane il primo partito. Quindi la destra, con qualche spruzzata di quasi centro, è stato un trionfo, se si pensa che fino a poco tempo fa viaggiava sul 4%, e 9 anni or sono debuttò con un risicato 1,96%. Come ha detto Giorgia Meloni, alle tre meno venti del mattino, quando si affaccia davanti ai giornalisti sulle note di Rino Gaetano per commentare “a caldo” la vittoria: “Il voto degli italiani ha dato un'indicazione chiara per un governo di centrodestra a guida Fratelli d'Italia”. La Meloni dunque si prepara a diventare la prima premier donna, leader di un partito che raccoglie un numero di seggi importante rispetto agli altri alleati della stessa coalizione di Centrodestra.

Inoltre sorprende il risultato del Carroccio. La Lega raccoglie solo il 9%, quindi sotto la soglia psicologica del 10%. E per questo, dopo la battosta, Salvini ha scelto di non parlare e abbia affidato a un laconico tweet i ringraziamenti agli italiani per i voti ricevuti da tutto il centrodestra. In realtà, quei voti fanno tremare i polsi al leader del Carroccio, non più così sicuro di poter rimanere in sella alla guida del partito.

Una sconfitta che trova la sua fotografia più nitida proprio in quello che è stato il territorio della sua affermazione storica: in Veneto, dove di recente il governatore Zaia è stato rieletto con un plebiscito, oggi la Lega viene doppiata da Fratelli d'Italia, prendendo il 14% rispetto al 32,5% della Fiamma tricolore. E non solo. Anche in Lombardia la Lega è dietro FdI. 

L'altra soglia psicologica che segna queste elezioni riguarda il Pd, primo partito dell'opposizione, ma con meno del 20%. Un risultato decisamente basso, inferiore alle aspettative. Letta è l'altro leader a non farsi vedere durante le ore della notte elettorale. 

Il Movimento Cinque Stelle si è invece reso protagonista di una grande rimonta, avvenuta negli ultimi giorni prima del voto, conquistando il 15%. Tanto da far dire con orgoglio a Conte, che era la prima volta che si misurava con una campagna elettorale: “Tutti ci vedevano a una cifra e in discesa e invece abbiamo fatto una grande rimonta. Siamo terzo partito in Italia e primo al Sud”.

All'indomani di un risultato così netto del Centrodestra, e in particolare di Fratelli d'Italia, si aprono adesso le questioni urgenti: dal costo dell'energia e del caro bollette, a rassicurare l'Europa che ancora risulta timida rispetto al risultato del voto. 

Non si sono per il momento affollate le dichiarazioni delle principali cancellerie europee per congratularsi con la leader di Fratelli d'Italia. Ma certo, dopo le dichiarazioni di Ursula von der Leyen e la sua mezza marcia indietro alla vigilia delle elezioni, quella rimane la partita da giocare per Giorgia Meloni, convincere l'Europa di essere una formazione responsabile rispetto agli impegni presi. E, infatti, “responsabilità” e "unire la nazione" sono state le parole ricorrenti del discorso di Giorgia Meloni appena ha preso la parola nel cuore della notte. La sua ultima citazione riguarda San Francesco: “Cominciate col fare il necessario, poi ciò che è possibile e all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile”. Ecco, a partire dalle prossime ore, chi prenderà la responsabilità di guidare il governo dovrà cominciare col fare il necessario, a partire dalla legge di bilancio per proseguire con il tetto al prezzo del gas.

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