Press "Enter" to skip to content

Forti proteste in 38 città russe contro la mobilitazione ordinata da Putin ma il popolo gli si rivolta contro. Migliaia gli arresti.

Cagliari, 22 Sett 2022 - Luci e ombre su questa giornata che vede il Cremlino mostrare due facce. Per tutto il giorno ed in serata la faccia della repressione, con l’arresto di più di mille persone che stavano protestando nelle piazze contro le iniziative di Putin. Un bilancio che sta salendo di ora in ora. Secondo l'ong Ovd-Info, le manifestazioni sono avvenute in almeno 38 città del Paese. Queste sono le più grandi proteste in Russia da quelle successive all'annuncio dell'offensiva di Mosca in Ucraina a fine febbraio. Fra le città coinvolte prima di tutto Mosca e San Pietroburgo, ma anche Ekaterinenburg, Ufa, Perm, Krasnojarsk, Irkutsk, Novosibirsk, Tomsk, Samara e Belgorod, quasi al confine con l’Ucraina, dove arrivano molti profughi dal Donbass.

Il ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Lavrov in una intervista a Newsweek citata dalla Tass ha denunciato l’occidente di alimentare il conflitto: "Le armi Nato vengono usate dal regime neonazista di Kiev per uccidere i civili nel territorio russo al confine con l'Ucraina", "Il Pentagono non nasconde di fornire all'intelligence di Kiev le coordinate degli obiettivi" ed ha aggiunto che "Stati Uniti e il Regno Unito erano spaventati dalla prospettiva che Russia e Ucraina potessero raggiungere un accordo, quindi hanno proibito a Kiev di intrattenere ulteriori colloqui con Mosca".

Ma in giornata Putin ha voluto usare anche la faccia più accomodante della mediazione ed ha rilasciato una decina di prigionieri. Russia e Ucraina concludono infatti oggi, un clamoroso scambio di prigionieri con la mediazione saudita. Dieci stranieri di diversi Paesi - cinque britannici, due americani e un cittadino a testa di Svezia, Marocco e Croazia -sono stati trasferiti in Arabia Saudita, dove le autorità di Riad ne stanno "facilitando le procedure per il ritorno sicuro nei rispettivi Paesi".

Fra i cinque britannici rilasciati figura il 28enne Aiden Aslin, catturato ad aprile a Mariupol e condannato a morte a giugno da un tribunale dell'autoproclamata repubblica separatista di Donetsk per "attività mercenarie" insieme al connazionale 49enne Shaun Pinner, fatto prigioniero in circostanze analoghe. La sua liberazione rappresenta un colpo a sorpresa, dopo che i filorussi avevano insistito sulla sua esecuzione come un monito per i volontari delle brigate internazionali che combattono per Kiev.

La notizia del rilascio di cinque cittadini britannici mette fine a "mesi di incertezza e sofferenza per loro e per le loro famiglie". Lo ha detto la premier britannica Liz Truss. Truss ha ringraziato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky "per i suoi sforzi per garantire il rilascio dei detenuti e l'Arabia Saudita per la loro assistenza". "La Russia deve porre fine allo spietato sfruttamento dei prigionieri di guerra e dei detenuti civili per fini politici", ha aggiunto.

La tensione è salita questa mattina quando il presidente Putin ha tenuto un discorso in cui ha annunciato una mobilitazione parziale in Russia, con il richiamo dei militari della riserva. Il presidente russo, Vladimir Putin ha ordinato una "mobilitazione parziale" delle forze di riserva per "difendere la Russia" che "l'Occidente vuole distruggere", ha assicurato che il Lugansk "è già stato quasi completamente ripulito dai nazisti" e ha ribadito che rimangono invariati gli obiettivi dell'operazione militare speciale, terminando il suo atteso discorso alla nazione con una serie di minacce sulle armi nucleari. "Useremo certamente tutti i mezzi militari a nostra disposizione per difendere il Paese e il popolo. Non è un bluff", ha detto nel discorso video preregistrato il capo del Cremlino, secondo cui l'Occidente vuole "indebolire, dividere e distruggere la Russia". "Coloro che cercano di ricattarci con armi nucleari dovrebbero sapere che le abbiamo anche noi".  Secondo Putin, l'Occidente che "dice apertamente di aver sciolto l'URSS nel 1991", ora ritiene sia arrivato "il momento di fare lo stesso con la Russia". 

Questo messaggio ha gettato i cittadini russi in uno stato confusione, oltre alle proteste nelle città russe, molti hanno pensato di uscire dal paese. I biglietti per i voli che portano fuori dalla Russia, in paesi dove non occorre il visto ai cittadini Russi, sono terminati entro l’ora di pranzo, ed il loro prezzo è salito vertiginosamente. Nel pomeriggio già non si trovavano neanche per i gironi prossimi. Chi non ha voluto o potuto tentare di scappare per via aerea ci sta provando via terra, Centinaia di persone si sono dirette verso l’unico varco ancora aperto con l’Europa, la frontiera con la Finlandia, dove nel pomeriggio si registrava una fila di decine di Chilometri per uscire dal paese.

La minaccia di ricorrere alla minaccia nucleare ha preoccupato i Paesi occidentali, ma è stata anche considerata un segno di debolezza. L'ultima decisione del presidente russo richiede un nuovo round di sanzioni dell'Unione Europea contro Mosca. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in un'intervista alla Cnn. "Il Presidente Putin sta mostrando la sua debolezza ora, perché si vede che cerca di mobilitare personale meno addestrato, meno esperto, meno motivato. Quindi penso che questo richieda ancora una volta sanzioni da parte nostra", ha dichiarato von der Leyen.

 Il responsabile della politica estera dell'Ue, Josep Borrell, ha confermato la riunione ad hoc dei Ministri degli Esteri per discutere una linea comune sul conflitto ucraino, dopo il discorso con cui il presidente russo Vladimir Putin ha avvertito di non escludere il ricorso alla deterrenza nucleare. La linea comune comprende il pieno sostegno alla sovranità e alla democrazia e lo sforzo diplomatico per porre fine alle ostilità: "La questione delle sanzioni sarà sicuramente sul tavolo, e abbiamo già detto che in caso di referendum o di annessione arriveranno delle nuove sanzioni" nei confronti di Mosca, ha concluso.

Il conflitto in Ucraina "è la guerra di un solo uomo", Vladimir Putin, che inseguendo "ambizioni imperiali" vuole "estinguere il diritto dell'Ucraina ad esistere come Stato", ricorrendo a "referendum farsa" e a minacce nucleari "spericolate e irresponsabili": Joe Biden attacca frontalmente lo zar davanti alla platea dell'assemblea generale dell'Onu (presente anche il premier Mario Draghi),rispondendogli poche ore dopo la sua decisione di alzare il livello dello scontro con una mobilitazione parziale di 300mila riservisti e agitando lo spettro della bomba atomica.

La Cina invece sollecita il dialogo dopo il discorso di Putin: "Chiediamo alle parti interessate di realizzare un cessate il fuoco attraverso il dialogo e la consultazione e di trovare una soluzione che soddisfi le legittime preoccupazioni di sicurezza di tutte le parti il “prima possibile", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin, nel briefing quotidiano sulle ultime novità provenienti da Mosca. La scorsa settimana Putin e il presidente cinese Xi Jinping,per la prima volta dall'aggressione di Mosca all'Ucraina, si sono incontrati a Samarcanda, in Uzbekistan, a margine del vertice dei Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) che ha radunato i leader asiatici anche per definire un nuovo "ordine internazionale" sfidando l'influenza occidentale.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky infine, rispondendo ad un intervista a Bild ha detto: "Non credo che userà queste armi. Non credo che il mondo gli consentirà di impiegarle".

More from ARCHIVIOMore posts in ARCHIVIO »

Comments are closed.