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Donald Trump e tre dei suoi figli accusati di frode: devono pagare allo stato 250 milioni e poi risponderanno dei reati commessi con il profilo penale.

New York, 22 Sett 2022 - La procuratrice generale di New York Letitia James ha presentato una causa civile presso il tribunale di Manhattan, accusando l'organizzazione Trump di "numerosi atti di frode e false dichiarazioni" nella preparazione dei bilanci dal 2011 al 2021. Secondo James, l'ex presidente Usa avrebbe gonfiato la sua ricchezza di miliardi di dollari per aiutare la sua società a ottenere condizioni finanziarie favorevoli sulle transazioni, tra cui tassi di interesse più bassi e coperture assicurative più convenienti. La denuncia di oltre duecento pagine nomina anche i figli adulti di Trump, Donald Jr, Eric e Ivanka, oltre a dirigenti di lunga data della società, tra cui l'ex direttore finanziario Allen Weisselberg.

La Trump Organization gestisce hotel, campi da golf e altre proprietà immobiliari in tutto il mondo ed è stata oggetto di indagine da parte di James per più di tre anni. La procuratrice, democratica, ha dichiarato che il valore di 23 beni è stato "gonfiato in modo fraudolento" e che il suo ufficio ha scoperto più di 200 esempi di valutazioni ingannevoli. Tra questi beni figurano proprietà come Mar-a-Lago in Florida e l'attico di Trump in cima alla Trump Tower di Manhattan. L'azione legale mira a recuperare almeno 250 milioni di dollari di presunti guadagni impropri.

In una conferenza stampa James ha giocato con le parole: affermare di avere soldi che non si hanno - ha detto - equivale all'arte del furto (the art of steal) non all'arte dell'affare (the art of deal), citando il titolo del libro di memorie di Donald Trump del 1987.

 Non si è fatta attendere la risposta di Trump che in una dichiarazione pubblicata su Truth Social, ha definito la causa "un'altra caccia alle streghe da parte di un procuratore generale razzista", che sta perseguendo il caso per un guadagno politico.

Sebbene il caso non comporti accuse penali, James ha dichiarato che Trump potrebbe aver violato diverse leggi penali statali e federali, e ha chiesto ai procuratori degli Stati Uniti e all'Internal Revenue Service di indagare. Un portavoce del procuratore di Manhattan, Damian Williams, non ha voluto commentare.

La causa si aggiunge ai numerosi problemi legali che Trump deve affrontare. Tra questi, un'indagine penale in Georgia sui suoi tentativi di annullare le elezioni presidenziali del 2020 e un'indagine federale sulla sua gestione dei registri presidenziali, che ha portato a una perquisizione dell'FBI nella tenuta di Trump a Mar-a-Lago l'8 agosto. E a questo proposito, nelle stesse ore dell'annuncio della causa civile di James arriva un'altra notizia poco piacevole per l'ex inquilino della Casa Bianca: ribaltando la decisione di un giudice federale, una corte d'appello di tre giudici ha concesso al Dipartimento di stato di continuare ad usare un centinaio di documenti sequestrati a Mar-a-Lago, stabilendo che prevale il pubblico interesse agli accertamenti, essendo in gioco la sicurezza nazionale.

Non si è fatta attendere la risposta di Trump che in una dichiarazione pubblicata su Truth Social, ha definito la causa "un'altra caccia alle streghe da parte di un procuratore generale razzista", che sta perseguendo il caso per un guadagno politico.

Sebbene il caso non comporti accuse penali, James ha dichiarato che Trump potrebbe aver violato diverse leggi penali statali e federali, e ha chiesto ai procuratori degli Stati Uniti e all'Internal Revenue Service di indagare. Un portavoce del procuratore di Manhattan, Damian Williams, non ha voluto commentare.

La causa si aggiunge ai numerosi problemi legali che Trump deve affrontare. Tra questi, un'indagine penale in Georgia sui suoi tentativi di annullare le elezioni presidenziali del 2020 e un'indagine federale sulla sua gestione dei registri presidenziali, che ha portato a una perquisizione dell'FBI nella tenuta di Trump a Mar-a-Lago l'8 agosto. E a questo proposito, nelle stesse ore dell'annuncio della causa civile di James arriva un'altra notizia poco piacevole per l'ex inquilino della Casa Bianca: ribaltando la decisione di un giudice federale, una corte d'appello di tre giudici ha concesso al Dipartimento di stato di continuare ad usare un centinaio di documenti sequestrati a Mar-a-Lago, stabilendo che prevale il pubblico interesse agli accertamenti, essendo in gioco la sicurezza nazionale.

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