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Dove eravamo rimasti? Dichiarazione dell’ex Senatore Silvio Lai candidato come capolista in Sardegna dal Partito Democratico.

Cagliari, 27 Ago 2022 – L’ex Senatore ed ex Segretario della Regione Sardegna, Dottor Silvio Lai, in una nota afferma: “A più di quattro anni dalla conclusione del mio primo mandato parlamentare i Democratici mi hanno chiesto di nuovo di rappresentare le nostre comunità a Roma, alla Camera dei Deputati.

Un grande onore che mi carica, o meglio ancora, ci carica di responsabilità.

C'è da proseguire un lavoro che era stato ben avviato. Il lavoro in commissione bilancio a tutela dei cittadini e della nostra piccola grande comunità sarda, l’impegno per la continuità aerea e navale e i trasporti in Sardegna, la tutela dei cittadini consumatori con la normativa contro le bollette ingannevoli a 28 giorni, la prima norma per l’equo compenso dei giovani professionisti, avvocati, commercialisti, ingegneri e architetti, la battaglia per la verità con la commissione Moby Prince solo per citarne alcuni.

Come ho detto tanto altro deve essere fatto per la Sardegna anche per dare corpo e sostanza a quella continuità territoriale che abbiamo rivendicato anche attraverso la modifica costituzionale che ha introdotto il principio di insularità.

Ci sarà, come in tutte le cose, un prima e un dopo. Prioritario oggi è difenderci ancora dal Covid e sostenere in primis quelle imprese e quelle migliaia di famiglie che sono in forti difficoltà economiche, anche per gli effetti di una sciagurata guerra, e che chiedono certezze per riprendere l'attività e per avere una vita più serena.

Il governo Draghi ha fatto un buon lavoro ma c'è da fare di più per ridurre diseguaglianze, garantire giustizia sociale, rafforzare diritti, dare l'opportunità ai nostri giovani di non scappare all'estero e costruirsi il loro futuro.

C'è bisogno di un nuovo modello di sviluppo improntato alla qualità e alla sostenibilità. Ma di questo parleremo insieme nei prossimi giorni con proposte puntuali.

In questi 5 anni sono tornato al mio lavoro di medico e al mio impegno associativo nelle Acli.

E nei luoghi di lavoro e di impegno ho continuato a portare il mio apporto da cittadino responsabile a favore dei più fragili e di chi rischia di stare indietro. Ho sperato che non si interrompesse il lavoro ispirato dal Presidente Mattarella per tenere al sicuro l’Italia dagli effetti della pandemia e della guerra nel porto sicuro dell’Europa e siamo invece finiti ad un appuntamento elettorale anticipato che poteva e doveva essere evitato per il bene dei più esposti alla crisi.

Ma ora la scelta è netta, tra chi vuole l’Italia tra le democrazie e chi la può rendere simile alle autocrazie senza libertà e opinione pubblica. Guardare al passato e non al futuro, avere paura o avere speranza, essere egoisti o essere solidali: queste sono le scelte. Per questo bisogna combattere.

Ora combatto e combattiamo per portare la voce autorevole della Sardegna nel nuovo Parlamento. Non da comprimari ma da protagonisti come dobbiamo alla gloriosa storia di sardi alle nostre spalle.

Vi chiedo una mano. Vi chiedo di essere parte di questa avventura per camminare insieme perché, come dice Papa Francesco "Camminare è aprire frontiere, uscire, aprire porte, cercare nuove strade. Camminare.

Non stare seduti. Non installarsi, nel cattivo senso della parola. Veramente bisogna organizzare, ci sono lavori che esigono di starsene quieti, ma con l’anima, con il cuore e la testa bisogna camminare, cercare".

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