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Letta su Meloni: “Tenta di incipriarsi, ma è difficile”. La replica: “Misogino”. Ma la ex picchiatrice del Fuan romano conosce il significato di Misogino? Letta sarà incapace in mille cose ma questo termine proprio non gli appartiene.

Roma, 11 Ago 2022 – Botta e risposta tra la poco colta e capo dell’estrema destra italiane Meloni e il professor Letta. Infatti, ieri, "Il segretario del Pd Enrico Letta ha attaccato il posizionamento in politica estera di Fratelli d'Italia e dice che Giorgia Meloni sta cercando di incipriarsi. Non ho bisogno di incipriarmi per essere credibile. La posizione di Fratelli d'Italia in politica estera è coerente ed estremamente chiara. E ha come stella polare la difesa dell'interesse nazionale italiano". Lo scrive la leader di FdI, Giorgia Meloni su fb, replicando al segretario del Pd.

Dal canto suo la ex del Fuan anche se all’università non vi è mai entrata, ma si era diplomata con il massimo dei voti e poi diventata giornalista, anche se nessuno ricorda qualche suo articolo, in uno stucchevole videomessaggio in tre lingue, inglese, francese e spagnolo, (forse per dimostrare che è pronta a sedersi tra i grandi del mondo) per smentire che con la vittoria di Fratelli d'Italia ci sarebbe il rischio di una svolta autoritaria: lo ha realizzato la presidente del partito, Giorgia Meloni, inviandolo ai giornalisti internazionali nel nostro paese.

"Ho letto che la vittoria di Fratelli d'Italia nelle elezioni di settembre - afferma Meloni in uno dei tre spezzoni del video forniti dalla agenzia France Presse - sarebbe un disastro, verso una svolta autoritaria, l'uscita dell'Italia dall'euro e altri sciocchezze di questo genere. Nulla di questo è vero - sottolinea Meloni -. La destra italiana ha consegnato il fascismo alla storia da decenni ormai, condannando senza ambiguità la soppressione della democrazia e le vergognose leggi contro gli ebrei". "Per anni - continua Meloni - ho anche avuto l'onore di guidare il partito conservatore europeo, che condivide valori ed esperienze con i Tory britannici, i Repubblicani statunitensi e il Likud israeliano".

"La nostra posizione nel campo occidentale è cristallina, come abbiamo dimostrato di nuovo condannando senza se e senza ma la brutale aggressione della Russia contro l'Ucraina, e aiutando dall'opposizione a rafforzare la posizione dell'Italia nei forum europei e internazionali", conclude la presidente di Fratelli d'Italia.

Tra le parole forti dei capi partito si inserisce Renzi affermando che "Se vince la destra è in pericolo il nostro portafoglio non la democrazia. Meloni, Berlusconi e Salvini sono un pericolo per le casse dello Stato".  Così il leader di Italia Viva e ha continuato: "O noi siamo un centrino o siamo decisivi. Io penso che siamo decisivi e in grado di fare l'unica cosa seria, riportare Mario Draghi a palazzo Chigi. Per me l'arrivo di Draghi non è stata una debacle della politica, ma il trionfo della politica, perché abbiamo rischiato l'osso del collo su una scelta e una operazione politica con la P maiuscola", ha aggiunto. Per Renzi "se siamo bravi e lo siamo riusciremo a spostare la politica".

Nessuna candidatura è stata proposta all'infettivologo Matteo Bassetti da parte di FdI. A sottolinearlo sono fonti del partito di Giorgia Meloni, dopo i rumors su un possibile ingresso dell'infettivologo del San Martino di Genova tra i nomi in lista con Fratelli d'Italia per le prossime elezioni politiche.

"Lo potremmo chiamare il balletto del balzello. La destra da giorni parla di flat tax, l'aliquota piatta che vale per tutti. Ma da quelle parti non sembrano aver proprio le idee chiarissime e, come se fosse una televendita, partono le offerte". E' quanto si legge in post pubblicato sulla pagina Facebook del M5S. “A cominciare da Berlusconi: aliquota del 23% dell'Irpef per tutti, dai miliardari a chi vive sotto la soglia di povertà. Salvini non vuol certo esser da meno, dice invece 15% ma solo per alcuni. Poi arriva la Meloni che per competere nell'asta di chi la spara più grossa va direttamente di controsenso: flat tax incrementale. Il classico ”silenzio assordante", “ghiaccio bollente” e via dicendo".

"A questo punto aspettiamo solo che Giorgio Mastrota aggiunga una batteria di pentole ed è fatta. Ad ogni appuntamento elettorale puntuali arrivano queste proposte confuse inique e, soprattutto, irrealizzabili, infatti non diventano mai realtà"

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