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Calenda dopo soli 4 giorni rompe il patto elettorale con il Pd e va da solo imbarcando Renzi.

Roma, 7 Ago 2022 - Calenda, un uomo con un ego ipertrofico. Amico solo di se stesso e dall’alto della sua arroganza con un partitino valutato attorno al 4-5 per cento. A tratti l’uomo matura sembra un bambino che fa i capricci sapendo di aver vissuto sempre nell’aggio, e quindi poco cosciente dei bisogni dei poveri. Ma è un uomo arrogante e con una vita vissuta con tanti vizi e ci pare con pochi pregi. Ma oggi, il capo del nuovo partitino italiano dopo solo 4 giorni, strombazza da Lucia Annunziata, che lui non intende più mantenere l’impegno sottoscritto con il Pd solo, appunto, pochi giorni fa. Quindi esponente politico è di poca affidabilità. Ma questa qualità se così si può dire dei politici di oggi. Infatti Lucia Annunziata, nell’introdurre la sua «Mezz’ora in più», ha presentato un Carlo Calenda “strepitosamente pensoso e silenzioso”, pronto ad annunciare la decisione di rompere con l’alleanza con il Pd di Letta e il cartello elettorale messo su negli ultimi giorni. «Una delle decisioni più sofferte prese da quando ho iniziato a fare politica», conferma il leader di Azione, spiegando la sua scelta con un lunghissimo preambolo durante la trasmissione su Rai Tre. Non sente un “minimo di coerenza valoriale”, il succo dell’intervista, e questo lo ha spinto ad annunciare che non intende “andare avanti” con un’alleanza che considera un’”ammucchiata di chi dice no a tutto”.

Caustica la replica di Letta su Twitter: “Ho ascoltato Carlo Calenda. Mi pare da tutto quel che ha detto che l’unico alleato possibile per Calenda sia Calenda. Noi andiamo avanti per l’interesse dell’Italia». E sui canali social del Pd i toni sono altrettanti severi: “Carlo Calenda parla di onore. Onore è rispettare la parola data. Un accordo, una firma, una stretta di mano tra persone leali e serie: questo è onore. Il resto, compreso l’attacco alla destra e alla sinistra tutte uguali, è populismo. Populismo di qualità, ma pur sempre populismo”. Sulla vicenda è intervenuta, con un post su Facebook, anche la leader di FdI Giorgia Meloni: “Nuovo colpo di scena nella telenovela del centrosinistra. Calenda ci ha ripensato e non si sposa più con Letta, forse scappa con Renzi. Letta mollato sull’altare pensa ora al suo vecchio amore, mai dimenticato, Conte. Il gran finale di stagione tra sette giorni, quando scadrà il termine per la presentazione delle alleanze». Angelo Bonelli invece esprime «vicinanza e sostegno» a Letta, prendendo «atto della scelta di Calenda”. A questo punto sarà contento Rezi e la Boschi che hanno avuto, forze, un piccolo colpo di fortuna, trovando qualcuno che posso dargli un seggio per tornare in parlamento altrimenti si devono cercare lavoro fuori dalla Politica.

Sulla rottura del patto tra Pd e Azione, si è inserito Bonelli, che dopo il confronto ruvido a distanza con Carlo Calenda, "lo invito a prendere un tè, così ci conosciamo di persona e parliamo un po'", dice - in un'intervista a La Stampa - Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, che propone al leader di Azione di stabilire "un canale di comunicazione che non sia quello dei social".   Bonelli rimarca come "la cornice di questa alleanza elettorale è la difesa della democrazia e della nostra Costituzione, rispetto a una destra che la vuole cambiare. Una destra alleata con Vox in Spagna, con Le Pen in Francia e con Afd in Germania: conosciamo le loro posizioni, anche in tema di diritti". "I nostri elettori spero capiscano che, se fossimo andati da soli, avremmo fatto vincere al centrodestra circa 20 collegi, non potevamo farlo - aggiunge -. Né avremmo potuto ritenerci soddisfatti di ritrovarci dopo a fare opposizione a Meloni e Salvini, senza aver provato a fermarli prima".   Quanto al governo Draghi, dice: "non abbiamo nessun pregiudizio sull'operato del governo, mica ha fatto solo cose negative. Certo è che sulla transizione ecologica Cingolani è stato un disastro. Non a caso, ora Salvini e Meloni lo vorrebbero tenere come ministro".

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