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Crisi di governo, Letta: “Una vergogna, l’Italia tradita da alcuni partiti per interessi egoistici”. Ma il Pd ancora non sa cosa fare per allargare il campo dei progressisti avendo rotto con il M5S.

Roma, 23 Lug 2022 - Parole durissime, quelle del segretario del Pd Enrico Letta, pronunciate ai microfoni della BBC, sulla crisi di governo e le dimissioni di Mario Draghi: “Credo che sia stata una vergogna, l'Italia è stata tradita perché quei partiti che hanno deciso di non votare la fiducia al governo lo hanno fatto soltanto per interessi egoistici”.

Nel commentare la crisi politica che ha portato alla fine della legislatura e alla convocazione di elezioni anticipate, il segretario dem ha aggiunto: “Gli italiani non volevano quello che è successo e sono sicuro che puniranno i partiti che hanno ucciso il governo”. Una scelta, a detta di Enrico Letta, “tremenda, molto negativa. Una brutta notizia per l'Italia, l'Ue e anche per l'Ucraina. Mario Draghi è stato un ottimo primo ministro”.

Ma comunque il tentennante segretario, che non si sa se sia lui il vero timoniere del Pd ma i capi bastone che ogni piè sospinto mettono con i loro veti contro qualcuno e, in questo modo, certamente il partito, non più rappresentante della classe operaia del ceto medio, come la loro vecchia Democrazia Cristiana dalla quale provengono, facendo così scomparire la sinistra da questo partito che si dice progressista e socialista. Ma di queste fede, non vi è traccia. Non difende appunto i deboli, gli emarginati e tutti quelli che non arrivano mai alla fine del mese vivendo così di stenti perché in questa momento di instabilità economica e l’inflazione alle stelle, non ce la fanno più. Quindi, un partito che si dice di sinistra, lasciando indietro questa parte di popolo, non lo è ma sta con quelli che bene. La destra pare difensa solo gli evasori, il partito di Giorgia Meloni pare accetti nelle sue fila le persone propense a delinquere, fuoriusciti da Forza Italia e ben accolti dalla Meloni che sta già organizzazione il nuovo arredamento di Palazzo Chigi, convinta di sedersi li, ma certamente Mattarella non lo permetterà perché vorrà un garante e convinto sostenitore del patto Atlantico e fortemente europeista e che rispetti gli accordi di aiuti ai poveri martiri dell’Ucraina invasa dal brutale e sanguinario dittatore russo, amico giurato dell’inconsistente comunista padano, prima, ora fervente osservatore del più becero fascismo, Salvini, che assieme alla Meloni sono attirati verso le dittature con la speranza di diventarlo a loro volta, ma sicuramente il popolo italiano tiene sempre aperte le sponde di piazzale Loreto a Milano.

Infine, il segretario Democratico, aggiunge che sul sostegno all'Ucraina “spero che l'Italia continui in questa direzione, ma non è sicuro”, ha precisato ancora il leader del Partito democratico. “Una delle ragioni per cui Draghi ha chiesto la fiducia - ha aggiunto ancora Letta - è perché alcuni partiti hanno avuto un'attitudine ambigua a quanto sta accadendo, come l'invio delle armi e le sanzioni. Auspico che l'Italia continui con il sostegno e combatterò per questo”.

Ma Letta per poter far avverare questi desideri, deve allearsi, senza veti, e ricomporre quel campo progressista, compreso i Movimento cinque Stelle, lasciando fuori, per il momento, Calenda e Renzi che potrebbero non arrivare neanche alla Camera o al Senato. Magari, se qualcuno di loro entrerà in parlamento, essendo una democrazia parlamentare, nelle Aule della Camera e Senato si faranno eventuali alleanze di governo, essendo, dai sondaggi, il Pd, il primo partito Italiano superando di vari punti la Meloni. Ma, attenti, che quest’ultima, potrebbe fare la fine della Le Pen che veniva data sempre vincente ma poi, gli elettori francesi l’hanno bocciata per ben tre volte, perché resisi conto che la donna era pericolosamente filo Putin e contro la Comunità Europea.

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