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Il presidente ucraino Zelensky: parla da Lugano dove si tiene la conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina. “La nostra ricostruzione è missione del mondo democratico”.

Cagliari, 4 Lug 2022 - "L'aggressione della Russia contro l'Ucraina non è semplicemente un tentativo di impossessarsi della nostra terra e distruggere le nostre istituzioni statali e indipendenza. È un confronto molto più ampio di prospettive conflittuali di un sistema antidemocratico e antieuropeo". "Mosca vuole provare che l'Europa è debole e che non può difendere i propri valori". Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky in video-collegamento alla conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina, a Lugano. 

"La ricostruzione dell'Ucraina non è dunque solo un fatto locale ma è la missione di tutto il mondo democratico". E spiega il leader ucraino: "Con la resistenza all'aggressione russa l'Ucraina ha messo in campo "la più grande riforma dell'area euroatlantica, abbiamo riunito l'Europa e abbiamo rinvigorito la Nato, come non si vedeva da anni".

Il presidente ucraino fa un bilancio delle perdite e dei danni. Circa 800 mila gli edifici che sono stati distrutti in Ucraina dall'inizio dell'invasione russa. "Sono state distrutte scuole, università, asili, pregiudicando il nostro sistema di istruzione", "sono state colpite 79 unità ospedaliere". Secondo Zelensky, il lancio di missili su obiettivi civili "non è tattica militare" ma è "il metodo di uno Stato terroristico che vuole affermare che la nostra scelta democratica non è realizzabile". "Più di 12 milioni di ucraini sono stati costretti a diventare rifugiati o sfollati", ha detto ancora Zelensky, "alcuni di loro torneranno anche se non avranno la casa nella stessa città, dopo questa guerra sarà difficile avere sensazione di casa".  

Oltre al presidente ucraino Volodymyr Zelenskyì alla Conferenza di Lugano il presidente svizzero Ignazio Cassis ospita diversi leader, fra cui il premier ucraino Denys Shmyhal, accompagnato da una delegazione di ministri e deputati. Fra i partecipanti anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e la ministra degli Esteri britannica Liz Truss. L'invito è stato esteso a capi di Stato, ministri e organizzazioni internazionali, tra cui vi è l'Onu. I diplomatici svizzeri affermano che l'obiettivo dell'incontro è di tracciare una via da seguire per il mondo per aiutare il Paese martoriato dalla guerra a riprendersi e ricostruirsi quando un giorno la guerra russa finirà.

"Con il nostro supporto i nostri amici ucraini possono ricostruire l'Ucraina non solo com'era, ma come i suoi giovani vogliono che sia. So che questo può sembrare eccessivamente ambizioso, mentre le bombe russe continuano a cadere, mandando in frantumi non solo scuole e ospedali, ma anche innumerevoli vite. Ma ormai lo sappiamo tutti che niente è impossibile al popolo coraggioso dell'Ucraina", ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento di apertura alla Conferenza di Lugano sulla ricostruzione dell'Ucraina. 
"L'obiettivo del Cremlino è minare l'esistenza stessa dell'Ucraina come Stato e noi non lo permetteremo mai". "Dobbiamo assicurarci che l'Ucraina non solo vinca la guerra, ma anche la pace", ha proseguito von der Leyen.

Questo "è un passo fondamentale per concordare i principi dello sforzo internazionale di ricostruzione dell'Ucraina. Il presidente Ignazio Cassis e io sosteniamo la dichiarazione di Lugano e attendiamo con ansia la sua approvazione. L'Ucraina può contare sul nostro costante sostegno, per tutto il tempo necessario", ha scritto poi Von der Leyen su Twitter.  

Proprio oggi per l'occasione la ong svizzera Public Eye in polemica con l'organizzazione della Conferenza, definisce il Paese un "porto sicuro" per gli oligarchi russi e un hub commerciale per petrolio, grano e carbone russi, invitando il governo elvetico a "usare tutte le leve a sua disposizione per fermare il finanziamento di questa aggressione disumana". Public Eye afferma che "come porto sicuro per gli oligarchi vicino al Cremlino e come hub commerciale per petrolio, grano e carbone russi, la Svizzera ha una grande responsabilità politica" e denuncia che le aziende utilizzano la Svizzera come "centro commerciale di materie prime non regolamentato" e sfruttano la mancanza di trasparenza sulle operazioni finanziarie nel Paese. Nessuna risposta immediata da parte del governo svizzero.  

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