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Da oggi il vertice Eu, nessuna intesa sul limite del prezzo energetico.

Bruxelles, 23 Giu 2022 - Oggi inizia l'ultimo vertice Ue prima dell'estate, due gli argomenti sul tavolo dei capi di stato e di governo dei 27 paesi europei: il prezzo dell'energia, ormai fuori controllo e l'adesione di nuovi paesi al blocco europeo, a partire dall'Ucraina. Nonostante l'inflazione alle stelle, tra i 27 continua a mancare il consenso sul tetto ai prezzi del gas, infatti ancora non c'è la proposta della Commissione, anche se sembra che Francia e Germania si stiano muovendo in questa direzione. Per Mario Draghi la misura è invece una priorità europea, sia per raffreddare l'aumento dei prezzi, ma anche come contro-sanzione alla Russia. Mosca sta via via chiudendo i rubinetti all'Europa e sta usando l'energia, come anche il grano, alla stregua di un arma di guerra contro l'Europa.

Nelle conclusioni dell'Eurosummit ci sarà un riferimento "all'utilizzo come arma" da parte di Mosca di gas e petrolio, ma bisognerà vedere se ci sarà un riferimento diretto al limite del prezzo e in particolare alle conclusioni del vertice del 30 e 31 maggio scorso, quando il Consiglio invitava la commissione ad esplorare le opzioni per calmierare i prezzi dell'energia, incluso un limite al prezzo temporaneo.

Per una parte degli stati membri, con i tagli al gas attuati da Mosca il limite al prezzo "potrebbe peggiorare la situazione", la tesi dell'Italia va in direzione opposta: il progressivo stop alle forniture di Mosca vanifica il timore che, con il tetto ai prezzi, la Russia possa chiudere i rubinetti. Una tesi che trova conferma nelle parole del capo dell'Agenzia internazionale per l'energia: l'Ue deve essere "pronta nel caso in cui il gas russo sia completamente tagliato fuori", ha detto Fatih Birol in un'intervista al Financial Times. "Più ci avviciniamo all'inverno, più comprendiamo le intenzioni della Russia - ha aggiunto - credo che i tagli siano orientati a evitare che l'Europa riempia i depositi e ad aumentare la leva della Russia nei mesi invernali".

Nella giornata di domani l'Ue concederà lo status di candidato a Ucraina e Moldavia. A Georgia e Bosnia sarà data una chiara prospettiva europea, ma per lo status Bruxelles chiederà un passo in più. E anche per l'apertura dei negoziati di adesione di Albania e Macedonia, a Bruxelles assicurano che si tratta solo di una questione di giorni. Il veto bulgaro, è l'assicurazione fornita da Sofia, dovrebbe cadere al di là della nuova crisi di governo in atto.

"Ancora una volta questo è il momento dell'Europa", ha esultato Ursula von der Leyen. Un'Europa che ribadirà il sostegno finanziario, umanitario e militare a Kiev "finché sarà necessario". È probabile che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, rimarrà deluso dagli impegni sulle sanzioni. Il suo appello ad approvare "il prima possibile" il settimo pacchetto per far sentire la pressione sulla Russia al momento non è stato raccolto. 

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