Press "Enter" to skip to content

Il Movimento 5 stelle verso la scissione: i “dimaiani” preparano un nuovo gruppo sia al Senato che alla Camera.

Roma, 21 Giu 2022 - Luigi Di Maio è pronto a lasciare il Movimento 5 Stelle, perché non gli vuole concedere il terzo mandato parlamentare. Lui è cosciente che se non ha un seggio sicuro alle prossime elezioni politiche rimane disoccupato e senza lavoro. Rientrando così nel suo mondo dal quale era uscito dopo aver vinto la lotteria che Beppe Grillo aveva organizzato a dei perfetti ‘signor nessuno’. Ed ora dopo aver assaggiato le comode poltrone della Camera, dei suoi uffici, essere stato ministro, occupando importantissimi dicasteri, ed esser stato omaggiato, servito e riverito a bordo dei voli di stato, che contravvenendo ai principi del Movimento, che in origine si doveva rifiutare con forza le cosiddette auto blu, scorte e tutti gli altri confort elargiti ad una classe politica immeritevole di tanto lusso e piaceri, ora secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, è in dirittura d'arrivo alla Camera il nuovo gruppo che avrà come “guida” l'attuale titolare della Farnesina. 

È, infatti, in corso la raccolta delle firme: i dimaiani avrebbero raggiunto quota 46 firme tra Camera e Senato. Dopo il dibattito sulle risoluzioni dopo le comunicazioni del premier Draghi verrà fatta la comunicazione ai presidenti di Camera e Senato con i numeri. Poi nelle prossime settimane, spiega una fonte parlamentare, ci sarà il nuovo soggetto politico che dovrebbe chiamarsi “Insieme per il futuro”. 

Sarebbero "ben più di una decina" i senatori del M5s vicini a Luigi di Maio che a palazzo Madama avrebbero già firmato per la costituzione di una componente autonoma. Il regolamento del Senato prevede che per la costituzione di un gruppo parlamentare servano almeno dieci senatori. 

Si starebbe lavorando, al momento, per superare un cavillo che impedirebbe ai dimaiani di poter costituire un gruppo al Senato: l'art. 14 dice, infatti che i gruppi devono "rappresentare un partito o movimento politico che abbia presentato alle elezioni del senato propri candidati con lo stesso contrassegno, conseguendo l'elezione di senatori". Ma i più esperti delle cose di Palazzo Madama sostengono che sia un intoppo assolutamente superabile.

La storia di Luigi Di Maio nel Movimento 5 Stelle sembra ormai giunta ai titoli di coda. Nelle prossime ore il ministro degli Esteri dovrebbe formalizzare il suo addio, portandosi dietro le sue truppe. Lo scouting dei dimaiani per costituire una nuova compagine parlamentare si è intensificato, di molto, tra ieri e oggi e sta dando i suoi frutti. Alla Camera il nuovo gruppo plasmato dal titolare della Farnesina sarebbe già pronto: "Il numero esatto dei componenti ancora non c'è perché potrebbero aggiungersi ulteriori indecisi dell'ultima ora ma penso che nel pomeriggio avremo il numero definitivo", spiega un deputato dimaiano. 

Secondo fonti “contiane” sarebbero tutt'al più una ventina, massimo venticinque gli eletti intenzionati a seguire Di Maio nella sua nuova avventura parlamentare lontano dal M5s di Giuseppe Conte. Ma per alcune fonti vicine all'ex capo politico i numeri "potrebbero essere più importanti". 

Diverso il discorso per quanto riguarda Palazzo Madama, dove Di Maio potrebbe contare su una decina di senatori. "Ma al Senato - spiega un dimaiano - la questione numerica è ininfluente. Per formare un gruppo servirebbe un simbolo: che siano dieci o venti, la sostanza non cambia". L'annuncio dell'addio potrebbe arrivare già questo pomeriggio o comunque prima dell'assemblea congiunta fissata per domani, alla quale Di Maio non dovrebbe prendere parte.

Inizia la diaspora grillina, con l'addio di Luigi Di Maio al M5s ormai considerato a un passo, tanto da poter essere ufficializzato già nelle prossime ore. Alla Camera, stando a fonti vicine al ministro degli Esteri, i deputati pronti a seguire l'ex capo politico sarebbero al momento 22, tra questi vengono annoverati l'ex sottosegretario Gianluca Vacca, Sergio Battelli, Alberto Manca, Caterina Licatini, Luigi Iovino, Vincenzo Caso, Davide Serritella, Daniele Del Grosso, Paola Deiana e Filippo Gallinella. Anche la deputata Elisabetta Barbuto starebbe accarezzando l'idea di lasciare il Movimento per seguire Di Maio, che la scelse candidandola al collegio uninominale di Crotone. Anche al Senato in molti potrebbero seguire il ministro degli Esteri. Tra gli eletti a Palazzo Madama girano i nomi di Emiliano Fenu, Fabrizio Trentacoste e Antonella Campagna, oltre a quelli di Vincenzo Presutto, Primo Di Nicola e Simona Nocerino.

"La luce del sole è il miglior disinfettante. Luce sia, dunque, sulle nostre ferite, sulla palude e sull'oscurità. Qualcuno non crede più nelle regole del gioco? Che lo dica con coraggio e senza espedienti. Deponga le armi di distrazione di massa e parli con onestà". È quanto scrive Beppe Grillo, garante del M5s, sul suo blog senza nominare nessuno dei protagonisti dello scontro interno al Movimento,  lanciando però un messaggio che esprime una prossima resa dei conti.

Il post si intitola "Dictyostelium", che è un tipo di amebe che vivono in forma unicellulare nel terreno del sottobosco. "Quando il MoVimento fece i primi passi, Steve Jobs chiese agli studenti di Stanford di accettare la morte come agente di cambiamento della vita e disse loro "ora il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, diventerete gradualmente il vecchio e verrete spazzati via. Scusate se sono così drastico, ma è vero". La sua Apple è oggi diventata la più grande impresa del mondo e la Silicon Valley resta la culla dell'innovazione tecnologica. Ma nella vicina Arizona c'è anche una foresta pietrificata da milioni di anni. Siamo tutti qui per andarcene, comunque, ma possiamo scegliere di lasciare una foresta rigenerata o pietrificata", conclude Grillo.

Comments are closed.