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Francia, proiezioni: un terremoto politico, Macron perde la maggioranza, Le Pen mai così in alto.

Parigi, 20 Giu 2022 - Un vero terremoto politico questo secondo turno delle elezioni legislative in Francia: secondo le ultime proiezioni, dopo quasi due ore dalla chiusura dei seggi, c'è un lieve aumento della forbice per Ensemble!, la coalizione presidenziale, che dovrebbe ottenere fra 210 e 230 seggi, sempre a grande distanza dall'obiettivo di quota 289, necessaria per la maggioranza assoluta. Insegue, stabile, la Nupes di Jean-Luc Mélenchon, con 170-190 seggi. Aumenta sensibilmente, ancora, Marine Le Pen, con il Rassemblement National che sale a 80-95 seggi. Scende, invece, il partito dei Républicains, la destra tradizionale, a 58-65 seggi.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, a due mesi dalla rielezione all'Eliseo ottiene con la sua formazione Ensemble il maggior numero di seggi all'Assemblea nazionale francese, ma perde la maggioranza assoluta, un risultato ben lontano dalla soglia della maggioranza assoluta, che era di 289 deputati visto che l'Assemblea nazionale è composta da 577 seggi.

Per la prima volta in 20 anni, un presidente neoeletto sembra non essere riuscito a raccogliere la maggioranza assoluta nell'Assemblea nazionale, il che non fermerà l'agenda interna di Macron, ma farà crescere l'influenza del Parlamento dopo un primo mandato durante il quale lo stile di governo di Macron aveva per lo più emarginato i legislatori. Il voto è stato anche segnato da un record di bassa affluenza: un segnale di avvertimento per Macron, che ha promesso di governare più vicino al popolo per il suo secondo mandato. Solo il 46 per cento circa dell'elettorato francese è andato alle urne, sempre secondo le proiezioni, il secondo livello più basso dal 1958.

Per l'alleanza dei partiti di sinistra, nota come Nouvelle Union Populaire Écologique et Sociale il risultato finora previsto tra i 150 e i 190 seggi non è sufficiente a prendere il controllo dell'Assemblea nazionale e costringere Macron a nominare primo ministro Mélenchon, come sperava il NUPES. Ma è comunque una forte dimostrazione per i partiti di sinistra che erano stati in gran parte considerati come irrimediabilmente divisi.

"La sconfitta del partito del presidente" Emmanuel Macron “è totale e non c'è nessuna maggioranza”, ha detto il leader della sinistra Jean-Luc Mélenchon, commentando i risultati. "Noi non rinunciamo all'ambizione di governare il Paese", ha aggiunto. "Il risultato elettorale di questa sera è soprattutto la sconfitta del presidente Emmanuel Macron". A giudizio di Mélenchon "il macronismo ha fatto precipitare il Paese in un vicolo cieco". Ai marconisti che fanno appello al superamento delle divisioni, ha replicato in modo polemico: "Non c'è divisione da superare con noi perché non siamo dello stesso mondo, non abbiamo gli stessi valori, non vediamo lo stesso futuro", ha detto.

"Il popolo ha deciso di inviare un gruppo parlamentare molto potente di deputati del Rassemblement National all'Assemblea nazionale, che diventa così un po' più nazionale. Questo gruppo sarà di gran lunga il più numeroso nella storia della nostra famiglia politica. Faremo una opposizione ferma, senza connivenze, ma anche una opposizione responsabile e costruttiva": lo ha detto la leader del Rassemblemnt National, Marine Le Pen, commentando le proiezioni del secondo turno delle elezioni legislative. "La nostra unica bussola è l'interesse della Francia e del popolo francese", ha sottolineato Le Pen parlando dal suo "feudo" di Henin-Beaumont, dove Le Pen è stata eletta deputata oggi con oltre il 60% delle preferenze.

La prima ministra francese, Elisabeth Borne, che ha preso la parola questa sera per la coalizione presidenziale sconfitta alle legislative, ha affermato che la situazione "inedita" creata dal voto "rappresenta un rischio per il nostro Paese viste le sfide che dobbiamo affrontare, sia sul piano nazionale che internazionale". Il voto "dovremo rispettarlo e trarne le conseguenze" ha aggiunto la Borne, lanciando un appello alle forze politiche "di buona volontà" a "unirsi" e a lavorare per "costruire una maggioranza d'azione" per il paese, costruendo dei "compromessi".

"Da parte nostra c'è una mano tesa verso tutti coloro che vogliono mandare avanti il Paese": così la portavoce del governo, Olivia Gregoire, annunciando quindi l'intenzione di "cercare alleanze" con gli altri partiti per il bene della Francia.

La Francia non è ingovernabile ma ci vorrà "molta immaginazione" per agire, ha detto il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, dopo i risultati del secondo turno delle elezioni legislative.

Se la premier Elisabeth Borne è stata confermata nella circoscrizione di Calvados, sono molti i fedelissimi di Macron sconfitti che dovranno probabilmente lasciare il proprio incarico. La ministra della Salute, Brigitte Bourguignon, è battuta nella sesta circoscrizione del Pas-de-Calais, arrivata seconda dietro a Christine Engrand, candidata del Rassemblement National. Sconfitta e si dovrà dimettere anche la ministra della Transizione Ecologica, Amelie de Montchalin, esponente di punta del governo francese, come la sottosegretaria con delega per il mare, Justine Benin. Sconfitti anche il presidente dell'Assemblea Nazionale, Richard Ferrand, e il capogruppo di En Marche in parlamento, Christophe Castaner.

I Repubblicani francesi si dicono indisponibili a un'alleanza di governo

Le Republicains dicono no, per ora, a un'alleanza con il governo francese per consentirgli di ottenere la maggioranza? E' questo, dopo le prime proiezioni sui risultati del secondo turno delle legislative che escludono che la coalizione del presidente Emmanuel Macron possa raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi, il commento di Christian Jacob, presidente di LR, è intervenuto dalla sede del partito, rue de Vaugirard. "Abbiamo fatto una campagna all'opposizione, siamo all'opposizione e rimarremo all'opposizione. Le cose sono molto chiare ", ha detto il leader del partito di ispirazione neogollista.

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