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 “La tutela delle persone di età minore nelle relazioni educative”.

Cagliari, 1 Giu 2022 - “La tutela delle persone di età minore nelle relazioni educative» è il tema al centro del convegno previsto per sabato 4 giugno a partire dalle 9.15, presso l’Aula magna del Seminario arcivescovile di Cagliari (via monsignor Cogoni, 9).

 L’iniziativa, fortemente voluta dalla Diocesi di Cagliari e dal Servizio per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, in collaborazione con Giulia giornaliste, Casa Emmaus, dall’Ordine regionale dei giornalisti e da quello degli avvocati, si inserisce in un percorso di analisi e confronto sul fenomeno, a partire dalla consapevolezza che per affrontarlo è necessario guardare al suo complesso, a partire da tutte le sue specificità.

 Il tema relativo alla violenza sui minori, pone la società tutta davanti a profondi interrogativi e numerose riflessioni. Da qui la volontà di lavorare sinergicamente e in rete con i diversi attori del territorio, professionisti nei tanti ambiti connessi alla questione. Siamo tutti chiamati ad aprire gli occhi su una realtà che sancisce il fallimento di uno dei compiti più importanti dell’essere umano, ovvero quello di crescere e proteggere la generazione successiva, trasmettendo cose buone ai propri figli. Quello relativo agli abusi è un tema arduo da affrontare, che richiede una grande fatica interiore, e non ci si può voltare dall’altra parte.

A seguito dell’incontro mondiale in Vaticano sulla «Protezione dei minori nella Chiesa», convocato da papa Francesco nel febbraio 2019, sta nascendo una rinnovata coscienza nella chiesa rispetto alla tematica della tutela dei minori e delle persone vulnerabili: anche la Chiesa Italiana ha costituito in ogni diocesi un apposito «Servizio per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili», formato da professionisti del settore, con lo scopo di collaborare strettamente con il vescovo diocesano nell’adempimento delle sue responsabilità pastorali in materia di tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, di proporre iniziative per sensibilizzare il clero, le comunità ecclesiali e parrocchiali, gli organismi di partecipazione e gli uffici pastorali diocesani sotto il profilo della tutela dei minori. Il servizio mira inoltre a formare gli operatori pastorali, assistere e consigliare il vescovo collaborando, se richiesto, nell’ascolto e nell’accompagnamento delle vittime e nella gestione delle segnalazioni di abusi.

Esprime soddisfazione l’arcivescovo di Cagliari e vicepresidente della Conferenza episcopale italiana monsignor Giuseppe Baturi, affacciandosi al convegno promosso dalla Diocesi, in rete con gli altri attori sul territorio. «Sono contento – spiega - che questo incontro veda la convergenza di diverse istituzioni, sia pubbliche che private, in relazione ad un tema sul quale si misura la qualità della nostra civiltà, ovvero il rispetto dei più piccoli. È una priorità, quest’ultima, che non riguarda soltanto alcuni ma che deve coinvolgerci tutti, ciascuno secondo le proprie responsabilità, siano esse educative, repressive o promozionali. Il motivo per cui siamo convocati al convegno di sabato 4 giugno, è proprio la volontà comune di promuovere una alleanza a favore della custodia dei più piccoli e fragili. Attraverso la promozione di questo percorso sinergico – conclude - poniamo le basi per il futuro. Il Papa chiede un annuale rapporto sulle iniziative della Chiesa per la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili, un rapporto “affidabile”, trasparente per fare il punto sul cammino intrapreso e sulle cose da cambiare».

Un lavoro informativo e formativo che punta certamente a prevenire e a curare, ma allo stesso tempo intende diventare un approdo educativo al servizio delle comunità ecclesiali, ma non solo, per tutto quello che riguarda il pianeta minori e fragilità.

 Il referente diocesano del Servizio don Michele Fadda spiega che «sono oramai 226 i servizi diocesani attivi in Italia e 98 i nuovi centri di ascolto dedicati specificatamente a questo tema. Anche nella nostra diocesi – dettaglia – è massimo l’impegno nel promuovere iniziative di sensibilizzazione della comunità ecclesiale in un’ottica di prevenzione e di formazione del clero e degli operatori e delle operatrici pastorali, con la forte consapevolezza che, per contrastare il fenomeno degli abusi sui minori e sulle persone vulnerabili, e per promuovere un cambiamento culturale che aiuti la comunità cristiana a riconoscere il proprio ruolo primario nella cura dei minori, abbiamo bisogno di conoscere, collaborare ed entrare in rete con i numerosi soggetti pubblici e privati che nella società civile si impegnano sullo stesso tema. In questa prospettiva, lo scopo del convegno di sabato 4 giugno sarà quello di affrontare le problematiche connesse alla tutela dei minori a rischio, vittime di aggressioni emotive e materiali, nel contesto delle famiglie vulnerabili e degli ambienti educativi, in ordine all’individuazione di strumenti di intervento e del rafforzamento del lavoro in rete delle istituzioni, degli enti e delle associazioni che lavorano sulla tematica nel nostro territorio».

 Dal dialogo e dal confronto, oltre che un’analisi quantitativa e qualitativa del fenomeno, si auspica possano emergere priorità comuni e prospettive di collaborazione che permettano di rendere maggiormente incisivo l’impegno comune per la costruzione di una cultura della tutela e della prevenzione.

 La responsabile del Centro di ascolto diocesano, l’avvocata del foro di Cagliari e del Tribunale apostolico della Rota romana Valeria Aresti afferma che «con la riforma della legislazione penale canonica, necessaria e da tempo attesa, sono state introdotte norme penali universali più efficaci e adeguate alla tutela del bene comune e alle esigenze della giustizia. Oggi – sottolinea - il reato di abuso di minori, diversamente da quanto accadeva prima della riforma, è riconosciuto come reato commesso contro la dignità della persona. Si tratta di un cambio di prospettiva importante: l’ascolto della vittima è anteposto a tutto ed è il momento nel quale si aiuta e sostiene, anche attraverso l’ausilio di professionisti, nel percorso di attivazione degli interventi a sua tutela, compresa la formazione della denuncia nei confronti dei responsabili e l’informazione sull’investigazione e procedimento nei confronti dell’abusatore”. Com

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