Press "Enter" to skip to content

Guerra in Ucraina: i capi di governo e di stato europei si ostinano a dialogare ancora con il criminale di Guerra Putin. Ultimo ad avere avuto la porta chiusa in faccia è stato Draghi che dopo la telefonata con Putin ha affermato: “Non vedo spiragli di pace in Ucraina”.

Roma, 27 Magg 2022 – I capi di Governo e di Stato europei continuano a cercare di dialogare con il dittatore russo, Putin e continuano ad avere porte chiuse in faccia con derisione. Ancora questi non hanno capito che per poter sconfiggere su tutti i fronti l’aggressore, è aiutare l’Ucraina aggredita, a vincere la guerra supportandoli militarmente e non comprando materie prime e secondo ancora dalla Russia facendo sì che il criminale di guerra Putin possa ancora avere i soldi per finanziere l’invasione dell’Ucraina. E se non lo fermano ora, se si sente vittorioso, non tratterà mai alcuna pace o cessate il fuoco. Quindi, l’ultima cantonato ieri la ha avuta il primo ministro italiano che al termine del Consiglio dei Ministri di ieri sera il premier Mario Draghi si è soffermato sulla telefonata con il presidente russo Vladimir Putin. Alla domanda se vedeva la possibilità di una strada verso la pace ha risposto in maniera netta: "Se ho visto degli spiragli per la pace? La risposta è no". 

Ha poi spiegato: "Attenzione, è un tentativo che mi sono sentito di fare, senza alcuna certezza che possa andare a buon termine, ma potrebbe finire nel nulla". Così Mario Draghi, in conferenza stampa, spiega che al prossimo Consiglio europeo di lunedì informerà gli alleati Ue del colloquio avuto con Putin sulla crisi del grano. Del tentativo di sbloccare i depositi di grano che giacciono nei porti ucraini "ne parlerò al Consiglio straordinario europeo, non è esattamente su questo del summit ma credo farò una breve informativa." Puntualizza il premier Mario Draghi. "La gravità della situazione ci impone di rischiare e provare cose che possono anche non riuscire - rimarca - proverò dunque a telefonare a Zelensky e vedrò se c'è una corrispondente disponibilità. Credo che da parte di tutti ci sia la consapevolezza della posta in gioco, ovvero la vita di milioni e milioni di persone".

"Putin ritiene che la colpa" della crisi alimentare "sia delle sanzioni, perché senza le sanzioni la Russia potrebbe esportare il grano" ha detto il premier. "Ovviamente le sanzioni sono lì perché la Russia ha attaccato l'Ucraina", ha aggiunto sottolineando che durante la telefonata avuta oggi con Putin "ha parlato quasi solo lui sul piano generale. Per me era importante vedere se si poteva sbloccare la questione del grano bloccato nei porti del mar Nero".

In merito al PNRR ha dichiarato "Oggi c'è stata un riunione del Cdm, una riunione positiva in cui abbiamo passato in rassegna gli obiettivi del Pnrr che devono essere raggiunti entro fine giugno. Sono molto tranquillo che gli obiettivi saranno tutti raggiunti. L'orizzonte si schiarisce. Rispetteremo tutti gli obiettivi. Gran parte ben prima del 30 giugno",

Mario Draghi ha poi ringraziato i partiti per l'accordo raggiunto sulla concorrenza per quanto riguarda la definizione degli indennizzi ai concessionari uscenti.

Comments are closed.