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Cagliari, 25 Magg 2022 – “Enrico Berlinguer è stata una figura fondamentale della storia politica del Paese, cavaliere di profondi e radicali cambiamenti epocali sempre dinanzi a un bivio cruciale della storia che egli seppe interpretare sempre in modo assolutamente originale”.

Lo afferma in una nota il Presidente della Regione Sardegna ha ricordato la figura di Enrico Berlinguer nel corso della cerimonia organizzata dall’università di Sassari per celebrare il centenario della nascita dell’ex segretario del Partito Comunista Italiano, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella che il capo della Giunta sarda, riferendosi alla difficile emergenza sanitaria e nella complessa congiuntura internazionale connessa agli scenari di guerra, ha definito “riferimento solido e sicuro per i cittadini e le Istituzioni democratiche nella salvaguardia dei principi valori fondanti della Repubblica”.

Il Presidente davanti ai figli di Berlinguer, Laura, Bianca, Maria Stella e Marco, al ministro dell'Università, Maria Cristina Messa, al Magnifico Rettore dell’Ateneo sassarese, Gavino Mariotti, alle Autorità civili, religiose e militari, ha delineato dettagliatamente la storia di Berlinguer, dalla nascita alla crescita a Sassari fino al suo impegno politico in Sardegna e poi, tagliato il cordone ombelicale con le cose politiche sarde, nella dimensione nazionale che avrà al centro delle proprie posizioni, questioni e orizzonti nazionali e internazionali.

Il Presidente Solinas ha così ricordato i momenti più significativi che, attraverso fatti e azioni, a distanza di 40 anni dalla morte consentono di commemorare una tra le figure più importanti della storia politica italiana di cui anche il Presidente Mattarella, intervenendo a fine cerimonia, ha sottolineato “la tensione morale costantemente espressa e sollecitata e il profondo rispetto per la Costituzione e le sue regole. Due aspetti inscindibili fra loro – ha detto il Presidente Mattarella - strettamente collegati, che rappresentano un messaggio sempre attuale per la nostra Repubblica”.

“Il pensiero e l'azione di Enrico Berlinguer, soprattutto nel suo ruolo di segretario generale del PCI, non possono essere letti al di fuori del contesto socio economico e politico del tempo – ha evidenziato il Presidente -  Il lungo cursus honorum interno al partito, nelle sue espressioni internazionali, fino al 13esimo congresso di Milano, si caratterizzò per la continua affermazione di una via italiana al marxismo, distinta dal PCUS e dal fallimentare sistema sovietico al quale contrappose una sintesi di comunismo, libertà, democrazia e pluralismo che, in sintonia con i percorsi dei leader del socialismo europeo Willy Brandt e Olof Palme, offrisse risposte concrete all’insostenibile squilibrio tra l’opulenza delle società avanzate e la fame delle aree del malessere e del degrado”.

“Berlinguer è l’espressione di una politica fatta di passione civile e di rigore intellettuale e morale. Si tratta di un'eredità complessa perché figlia di un percorso politico incompiuto, tragicamente stroncato dalla sua prematura scomparsa - ha concluso – Berlinguer comprese che i problemi più drammatici del mondo venivano dagli squilibri socioeconomici tra area del benessere e della fame. La sua condanna del consumismo più sfrenato andò di pari passo con la costante denuncia dell'occupazione partitica delle Istituzioni che stava alla base della questione morale, del degrado del sistema politico istituzionale italiano”. Il Presidente ha concluso il suo intervento citando direttamente Berlinguer: “La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del Paese e la tenuta del regime democratico”. Com

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