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Guerra in Ucraina: oggi anniversario della sconfitta nazista ma non sarà quello della vittoria di Putin in Ucraina. Sempre il 9 maggio nasceva quella che sarebbe diventata l’Unione Europea.

Kiev, 9 Magg 2022 - Il 9 maggio è infine arrivato, il Giorno della Vittoria (nella seconda guerra mondiale) che ha un così grande valore simbolico per tutti i russi: di legittimazione dello status di grande potenza come lo volle Stalin. Ancora oggi, ma in realtà fino a poche settimane fa, veniva sbandierato da Putin come il giorno in cui avrebbero capitolato anche i 'nazisti' ucraini. Non è andata così. Certo, per dimostrare il successo in tempo per la festa del Giorno della Vittoria ieri l'esercito russo ha lavorato per completare la sua presa della città di Mariupol, che è stata sotto assalto incessante dall'inizio della guerra. La tentacolare acciaieria sul mare, dove circa 2.000 combattenti ucraini stavano facendo un'ultima resistenza, è l'unica parte della città non sotto il controllo russo. Tutte le donne, i bambini e i civili più anziani che si erano rifugiati con i combattenti nell'impianto Azovstal erano stati evacuati sabato. 

Le truppe ucraine ancora presenti hanno rifiutato di deporre le armi, sanno bene che non avrebbero scampo se venissero catturati vivi. In una conferenza stampa on line dall'acciaieria Azovstal di Mariupol, il comandante del battaglione Azov, Denis 'Radis' Prokopenko, ha assicurato che "combatteremo fino alla fine, la nostra priorità è la difesa dell'Ucraina". "Ci sono molti militari feriti da evacuare", ha aggiunto, osservando che "scappare è da codardi" (il riferimento è al comandante dei parà ucraini che aveva tentato di scappare da Mariupol nei giorni scorsi, ma è stato catturato dai russi). "Abbiamo l'ordine di difendere Mariupol e lo faremo", ha poi affermato il vice comandante del battaglione Azov, Svyatoslav Kalina Palamar. L'ufficiale ha anche detto che c'era una "moltitudine di vittime" nell'impianto. Un altro membro del Reggimento Azov, ha detto che c'erano "un paio di centinaia" di soldati feriti nell'impianto.  

La situazione potrebbe precipitare presto, anche oggi stesso. Non a caso il comando operativo sud dell'esercito ucraino riferisce che nel Mar Nero stazionano 6 navi da combattimento russe e 2 sottomarini armati con più di 50 missili da crociera e in piena prontezza di combattimento. 

Kiev non ha fatto molto per aiutare i soldati del reggimento Azov. Naturalmente le linee di rifornimento sono interrotte, da tempo a Mariuopol non entra nulla che i russi non vogliono e neppure vi esce, ma almeno un tentativo poteva essere fatto, è quello di cui ancora una volta si sono lamentati i soldati restati nella trincea. 

Gli ultimi civili evacuati da Mariupol sono stati oltre 170, di cui circa 40 dall'acciaieria Azovstal. Sono arrivati a Zaporizhzhia, la città del Sud-Est dell'Ucraina diventata un centro di accoglienza per le persone che fuggono dalle zone occupate dalle truppe russe. Tra costoro, bambini e persone anziane, una delle quali in sedia a rotelle: hanno viaggiato su una decina di pullman "dall'inferno di Mariupol", ha raccontato la coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite per l'Ucraina, Osnat Lubrani. Tra le persone salvate e arrivate a Zaporizhzhia c'è anche una bambina da sola. La piccola è stata evidentemente separata dalla madre: lo ha reso noto il consiglio comunale di Mariupol in serata. Alice, 4 anni, era diventata famosa il 17 aprile, quando il battaglione Azov aveva fatto circolare un video con lei, al buio, in qualche meandro nei sotterranei della struttura. Nel video, mentre sfogliava un libro, la piccola diceva che sognava di uscire dal bunker e tornare a casa. 

È andata molto meno bene a chi si era rifugiato nella scuola di Bilohorivka. Sono 60 le persone rimaste uccise nell'edificio bombardato sabato dai russi nell'Est dell'Ucraina: lo ha confermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "Ieri, nel villaggio di Bilohorivka, nella regione di Lugansk, una bomba russa ha ucciso 60 civili", ha affermato Zelensky in collegamento video con i leader del G7. I media ucraini avevano riferito che all'interno della scuola si erano rifugiate 90 persone e che circa 30 erano state tratte in salvo. 

Il 9 maggio marca anche un altro anniversario, non meno importante della sconfitta nazista. Con il discorso tenuto dall'allora ministro degli esteri francese, Robert Schuman, il 9 maggio 1950, sulla necessità di cooperazione tra la stessa Francia e la Germania, da poco sconfitta, nasceva quella che oggi è l'Unione europea. Un'isola di pace e democrazia per oltre 70 anni messa oggi duramente alla prova.

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