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Vendita di pellet sul web: i carabinieri del comando provinciale di Oristano scoprono una mega truffa di oltre duecentomila euro. Indagate 39 persone delle province di Napoli e Caserta per truffa.

Oristano, 15 Apr 2022 - Più di 30 sono stati i siti web creati dai truffatori per i loro raggiri, intestati o a ditte inesistenti o ad altre completamente all’oscuro dell’attività illecita.

Al termine di un’indagine durata circa due mesi, i carabinieri delle stazioni di Seneghe (Or), Marrubiu (Or) e Solarussa (Or), coordinati dalla compagnia carabinieri di Oristano, hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di 39 persone, quasi tutte residenti nelle province di Napoli e Caserta, ritenute responsabili, in concorso tra loro, di truffa aggravata e continuata e sostituzione di persona. 

L’indagine ha preso spunto da una segnalazione del gruppo facebook “segnalazioni truffe vendita pellet”, composto da 1.100 persone già vittime di questo reato. I truffati, nell’intento di fare scorte di pellet di legno, si sono imbattuti nei diversi siti creati ad arte dai malviventi, i quali sfruttando nomi e ragioni sociali di ditte regolari del settore ed approfittando del momento di particolare congiuntura economica, rendevano particolarmente appetibile l’acquisto del combustibile proponendolo a prezzi estremamente vantaggiosi. E attratte dall’eccellente offerta, le vittime versavano varie somme di denaro tramite bonifico bancario senza, di fatto, ricevere mai la merce. Circa 200mila € la cifra indebitamente percepita.

Tra i principali elementi che hanno consentito ai carabinieri nel corso delle indagini di individuare i siti “fake”: le analoghe caratteristiche grafiche e di impaginazione, l’indicazione nei contatti di numeri di telefono fissi inesistenti e/o di cellulari intestati a persone extracomunitarie non meglio rintracciabili, gli indirizzi mail inesistenti, la mancanza di informazioni sulla partita iva e sul diritto di recesso obbligatorie per legge.

Infine, i riscontri incrociati sulle generalità delle persone che avevano richiesto (e pagato) la creazione dei siti “fake” alle società di “hosting web” (aziende da cui è possibile acquistare spazi web) con le informazioni bancarie degli intestatari dei conti correnti dove venivano eseguiti i bonifici, hanno consentito la certa identificazione degli indagati che sono stati denunciati alla procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere con la richiesta di sequestro ed oscuramento dei siti.

Quindi per individuare compiutamente i reati della stessa specie, portati a termine con il medesimo modus operandi, sono stati interessati i comandi arma territorialmente competenti sui luoghi di domicilio degli indagati.

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