Roma, 8 Apr 2022 - In lieve calo la curva epidemica in Italia. Sono 63.992 i nuovi casi Covid nelle ultime 24 ore, contro i 66.535 di ieri ma soprattutto i 70.803 di sabato scorso, una riduzione su base settimanale del 10%.
I tamponi processati sono 438.449 (ieri 442.029) con un tasso di positività che scende dal 15,1% al 14,6%.
I decessi sono 112 (ieri 144): le vittime totali dall'inizio dell'epidemia salgono a 160.658. Invariate le terapie intensive nel saldo tra entrate e uscite (ieri -9), con 42 ingressi del giorno, e rimangono 462 totali. In calo invece i ricoveri ordinari, 79 in meno (ieri +24), 10.023 in tutto.
È quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.
In totale sono 15.238.128 gli italiani contagiati dall'inizio della pandemia, mentre i morti salgono a 160.658.
L'aumento delle reinfezioni da Covid è "effetto dell'aumentata circolazione delle varianti più contagiose del virus SarsCoV2 e dimostra che neppure i guariti sono esenti dal rischio di nuova malattia ma, fortunatamente, al momento non si rileva un effetto eccessivamente pesante in termini di maggiore ospedalizzazione". Lo sottolinea all'Ansa Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell'IRCSS Galeazzi di Milano, precisando come tuttavia sull'aumento delle reinfezioni nelle ultime settimane abbiano probabilmente pesato anche gli allentamenti alle misure anti-Covid.
"Le reinfezioni - spiega Pregliasco - riguardano soggetti che hanno già contratto il virus SarsCoV2 originario Wuhan o la variante Delta e si sono reinfettati con le nuove varianti Omicron, 1 e 2, anche se nuove varianti stanno emergendo come Xe e Xj". C'è dunque, sottolinea, "una capacità del virus di svicolare dalla risposta immunitaria sia della guarigione sia della vaccinazione e l'aumento delle reinfezioni dimostra come le varianti si stiano evidenziando con un peso sempre maggiore".
A questo punto, secondo Pregliasco, "lo scenario migliore è che queste varianti, così contagiose ma meno pesanti in termini di effetti sulla salute pubblica e sulle ospedalizzazioni, non facciano grossi danni ma giochino a nostro favore aumentando comunque l'immunità generale della popolazione infettata. Tuttavia, proprio perché neppure i soggetti guariti da Covid sono 'al sicuro', è verosimile immaginare un nuovo rigurgito dicasi verso l'autunno". Ciò che "è certo - conclude l'esperto - è però la necessità di mantenere un atteggiamento di prudenza, poiché non si può escludere lo scenario peggiore con la comparsa di ulteriori nuove varianti incontrollabili".
"Stiamo osservando una maggiore riluttanza da parte degli assistiti verso la vaccinazione anti Covid rispetto a tutte le dosi. Ed è prevedibile, anche da quello che percepiamo dai pazienti, una minore adesione verso la quarta dose nella popolazione che potrà farla. Lo abbiamo già visto per gli immunodepressi. Il pericolo è di avere un autunno ad alto rischio, peggiore degli altri, alla luce delle varianti, della stanchezza degli italiani distratti da molti altri problemi, e da una copertura vaccinale che si riduce". Lo dice all'Adnkronos Salute il segretario nazionale della Federazione dei medici famiglia (Fimmg), sottolineando come la pandemia preoccupi meno gli italiani.











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