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Mosca annuncia una tregua, aperti corridoi umanitari per le città di Mariupol e Volnovakha.

Cagliari, 5 Mar 2022 - Prosegue la marcia russa sull'Ucraina mentre è atteso un terzo round di negoziati tra Kiev e Mosca. Intanto il ministero della Difesa russo annuncia un temporaneo cessate il fuoco e la creazione di corridoi umanitari dalla mattina di oggi per l'evacuazione della popolazione civile dalle città di Mariupol e Volnovakha. "La Russia dichiara un corridoio umanitario e un cessate il fuoco dalle 10 ora di Mosca (le 8 in Italia) per l'uscita dei civili da Mariupol e Volnovakha. Corridoi umanitari e vie di uscita sono stati concordati con la parte ucraina" rende noto il ministero della Difesa.

La città ucraina di Mariupol comincerà alle 9, le 10 in Italia, l'evacuazione dei civili. Lo rende noto il sindaco dopo l'annuncio da parte russa della tregua nella città portuale per consentire corridoi umanitari. Le autorità municipali hanno inoltre indicato che l'evacuazione è prevista fino alle 14, le 15 in Italia. "A Mariupol e Volnovakha si preparano per l'apertura i corridoi di evacuazione umanitaria, sono state formate colonne di persone che devono essere evacuate. Le parti hanno temporaneamente cessato il fuoco nella zona dei corridoi", scrive su Twitter Mikhail Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensk

A preoccupare in queste ore è soprattutto l'avanzare verso una seconda centrale nucleare dopo quella di Zaporizhzhia, la più grande d'Europa, dove gli addetti lavorano da ieri sotto la minaccia delle armi. Si tratta dell'impianto di Yuzhnoukrainsk, nella regione di Mykolaiv, nell'Ucraina meridionale, un impianto composto da 4 reattori, dal quale ormai le truppe di Mosca si trovano a una trentina di chilometri. Dopo la conquista del sito di Zaporizhzhia, con l'Aiea che ha assicurato che non si è registrata "alcuna fuoriuscita di radiazioni", sembra chiara, secondo gli esperti, la strategia di Mosca di assicurarsi il controllo dei centri che garantiscono la fornitura di elettricità all'intero Paese. La sola centrale di Zaporizhzhia, infatti, garantisce il 40% della produzione di energia elettrica dell'intera Ucraina.

Si sono intensificati i combattimenti anche in altre zone dell'Ucraina, con le forze russe che stanno ponendo un "drammatico" assedio alla strategica città di Mariupol, nell'Ucraina orientale. E nella notte in cui si temeva la presa di Odessa, i russi hanno stretto la morsa intorno alla città. Il sindaco Vadim Boichenko ha denunciato "attacchi spietati" e ha chiesto la creazione di un corridoio umanitario: "Per il momento stiamo cercando soluzioni ai problemi umanitari e tutti i modi possibili per far uscire Mariupol dal blocco", ha detto in un messaggio pubblicato sull'account Telegram dell'ufficio del sindaco di questa città di circa 450.000 abitanti, situata sul Mar d'Azov. "La nostra priorità è l'istituzione di un cessate il fuoco in modo da poter ripristinare le infrastrutture vitali e creare un corridoio umanitario per portare cibo e medicine in città", ha aggiunto il sindaco. La conquista di Mariupol permetterebbe ai russi di collegare le forze che hanno già preso i porti chiave di Berdiansk e Kherson, dalla già annessa Crimea con le truppe separatiste e russe nel Donbass.

Il ministero della Difesa britannico ha fornito questa mattina un aggiornamento dell'intelligence. Secondo l'ultimo report, il tasso di attacchi aerei e militari russi è diminuito nelle ultime 24 ore. Nel frattempo, le città di Kharkiv, Chernihiv e Mariupol rimangono in mano ucraina. È probabile che queste città, insieme a Sumy, "siano tutte circondate dalle forze russe". Stando a quanto riferito dal ministero della Difesa britannico poi, "le forze russe stanno probabilmente avanzando nella città portuale meridionale di Mykolaiv. C'è una possibilità realistica che alcune forze tenteranno di aggirare la città per dare la priorità alla progressione verso Odessa".

L'ufficio del presidente francese, Emmanuel Macron, ha riferito che Parigi proporrà presto misure concrete per garantire la sicurezza dei cinque principali siti nucleari in Ucraina. Le misure saranno elaborate sulla base dei criteri dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Macron, riporta la nota della presidenza, è "estremamente preoccupato per i rischi per la sicurezza nucleare, la protezione e l'attuazione delle salvaguardie internazionali derivanti dall'invasione russa dell'Ucraina". Il presidente francese ha sottolineato che la Russia "deve cessare immediatamente le sue azioni militari illegali e pericolose" e consentire alle autorità ucraine il pieno controllo su tutti gli impianti nucleari all'interno dei confini internazionalmente riconosciuti del paese. Inoltre, ha esortato Mosca a consentire "l'accesso libero, regolare e senza ostacoli al personale della struttura per garantire il loro continuo funzionamento sicuro".

È polemica intanto sulla decisione della Nato di non adottare la No Fly Zone sui cieli ucraini. "Abbiamo la responsabilità come alleati della Nato, di prevenire che questa guerra si estenda oltre l'Ucraina. Perché sarebbe ancora più pericoloso, più devastante e costerebbe ancora più sofferenza umana", ha spiegato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al termine della riunione straordinaria con i ministri degli Esteri dell'Alleanza atlantica. "Quindi non interveniamo in Ucraina né sul terreno né nello spazio aereo. Ovviamente l'unico modo per attuare una no fly zone è inviare aerei Nato e abbattere gli aerei russi. La nostra valutazione è che comprendiamo la disperazione ma crediamo che se lo facessimo finiremmo in qualcosa che potrebbe portare a un conflitto europeo che coinvolge molti più Stati e causerebbe molto più sofferenza", ha aggiunto Stoltenberg.

Per il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, la decisione della Nato equivale all'aver dato "luce verde all'ulteriore bombardamento di città e villaggi ucraini, rifiutandosi di stabilire una no-fly zone". Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha invece difeso l'esclusione di una No fly zone "perché questo coinvolgerebbe direttamente la Nato nel conflitto, e scatenerebbe un conflitto almeno a livello continentale che avrebbe degli effetti devastanti su tutta l'Europa e questo non lo vogliamo".

Con l'intensificarsi delle guerre di norma si infittiscono anche i tentativi di controllare l'informazione, o di impedirla, a seconda dei casi. L'autorità per le telecomunicazioni russa (Roskomnadzor) ha deciso infatti di bloccare l'accesso a Twitter e Facebook nella Federazione Russa, accusati di "discriminazioni contro i media e le risorse informative russe". Un provvedimento che si somma all'adozione di una legge sui media che prevede fino a 15 anni di carcere per la diffusione di notizie ritenute false. Un provvedimento che ha portato numerose testate straniere a decidere di sospendere temporaneamente la copertura giornalistica dalla Russia. La prima a muoversi è stata la Bbc, seguita dalla canadese Cbc da Bloomberg, ABC fino alla nota emittente americana Cnn.

PayPal ha annunciato la sospensione di tutti i suoi servizi in Russia, in seguito alla situazione in Ucraina. Lo riferiscono i media internazionali. Si allunga così la lista di aziende e società che interrompono le proprie attività in Russia

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