Cagliari, 26 Feb 2022 - L’Europa ancora una volta è riuscita a far ridere il mondo. Le sanzioni annunciate doveva terrorizzare Putin e i suoi accoliti sanguinari, ma invece il dittatore russo dopo aver letto quali erano questi terribili provvedimenti contro di lui e altri, si è fatto una grassa risata. Sentite un po’ cosa si è inventata la Ue: appunto la pavida comunità europea, che non è mai d’accordo su niente, vorrebbe congelare i beni del satrapo russo e del suo ministro degli esteri, ma non possono sequestrare niente perché non sanno dove siano che chi li gestisce. Infatti Ue ha deciso il congelamento dei beni del presidente russo Vladimir Putin e del ministro degli Esteri Sergei Lavrov ma non sanno dove e contro chi intervenire. Così hanno fatto anche gli Stati Uniti ma loro conoscono bene cosa possiede Putin e il suo fidato e complice nell’eccidio degli ucraini, dove trovarli.
Ieri i ministri degli Esteri dei 27 Paesi Ue riuniti, ma disuniti su tutto, in un consiglio straordinario hanno adottato il secondo pacchetto di sanzioni contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina, dando seguito al via politico dei leader Ue della sera precedente: misure che colpiscono il settore finanziario, quello dell’energia e dei trasporti, l’esportazione di tecnologia a doppio uso (militare e civile), il sistema dei visti e un certo numero di personalità ed entità coinvolte nell’invasione dell’Ucraina. Inoltre i ministri hanno approvato un nuovo pacchetto, che è in fase di definizione, contro la Bielorussia.
Ma non basta. Dopo questa inutile decisione della Comunità europea, questi Illuminati presidente dei 27 paese che fanno parte dell’Europa mai unita, annunciano che forse, (forse) ci saranno altre sanzioni. E tra queste, finalmente dovrebbe entrare lo Swift, al momento non incluso, perché la discussione non era matura, alcuni paesi legati a doppio filo con Mosca si oppongono fermamente. Nel frattempo Putin e le sue truppe uccidono donne, bambini e massacrano i militari dell’eroico esercito ucraino. Ma niente è fuori da tutte le possibilità applicabili, ha detto l’Alto rappresentante per gli Affari europei Josep Borrell, nella conferenza stampa finale.
Non è un mistero che ci siano posizioni diverse sull’esclusione delle banche russe dal sistema internazionale di pagamenti Swift, una decisione che paralizzerebbe l’interscambio commerciale tra Ue e Russia oltre alle forniture di gas ai Paesi Ue, che vengono pagate con quel sistema. Germania e Italia, ma anche Cipro, sono tra i Paesi Ue che hanno manifestato più cautela.
Ieri pomeriggio la ministra degli Esteri Annalena Baerbock ha invitato a «mantenere la calma: è importante introdurre sanzioni che abbiano un effetto mirato sul sistema, non basta che appaiano solo come grandi». E ha ricordato tra gli «effetti ampi» che «ad esempio, non potrebbero più essere finanziati i progetti umanitari». Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, al termine della riunione, ha detto ai cronisti che «l’Italia ha sempre votato in maniera compatta con gli altri Paesi europei le proposte della Commissione e continuerà a farlo, non c’è alcun veto» aggiungendo che «siamo aperti alla proposta del terzo pacchetto».











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