Press "Enter" to skip to content

Governo, Draghi “striglia” la maggioranza e chiede chiarimenti sul voto al Milleproroghe.

Roma, 17 Feb 2022 - Un Draghi molto risentito, secondo quanto riferiscono fonti ministeriali, ha utilizzato i 45 minuti di riunione della cabina di regia per chiedere spiegazioni su quanto accaduto la notte scorsa nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera dove il governo è andato sotto quattro volte nelle votazioni del decreto Milleproroghe.

Il presidente del Consiglio avrebbe sottolineato la necessità che la maggioranza garantisca compattezza. È stata una vera e propria "strigliata", riferiscono le stesse fonti, nella quale Draghi avrebbe sottolineato con forza che "il governo deve fare cose e il Parlamento deve portarle avanti". Ai capidelegazione Draghi ha chiesto di "garantire i voti in Parlamento o non si va avanti".

La maggioranza in effetti si è spaccata nel corso della notte proprio sul Milleproroghe. Nelle commissioni riunite Bilancio e Affari costituzionali della Camera il governo è andato sotto quattro volte. Dal tetto all'uso del contante alla questione delle bonifiche dei siti inquinati di Taranto, fino alla proroga di tre anni dell'applicazione dei divieti di sperimentazione sugli animali: gli emendamenti presentati dai partiti sono stati approvati con il parere contrario dell'esecutivo. Una modifica di FI sulle graduatorie degli insegnanti, è stata invece respinta nonostante il parere favorevole del governo.

Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, sui social evidenzia l'inciampo. La proposta targata FdI che lascia la soglia dell'uso del contante a 2.000 euro fino all'inizio del 2023, sostiene, è "un provvedimento importante per famiglie e imprese: siamo riusciti a portare a casa un primo, piccolo, ma significativo risultato per favorire l'economia reale" che dimostra "che un'alternativa alla deriva tecno-finanziaria dell'ultimo decennio è possibile". La norma, è passata con 39 voti favorevoli contro 38 contrari. È stata votata da alcuni deputati di Forza Italia e della Lega e anche da uno delle Autonomie.

Giovanni Vianello del Gruppo Alternativa, esulta invece per lo stop all'articolo 21 del provvedimento: "Volevano sottrarre i fondi delle bonifiche delle aree escluse dell'ex Ilva di Taranto per destinarli alla continuità produttiva del siderurgico. Le risorse economiche sequestrate ai Riva tornano invece alle bonifiche. Il nostro emendamento è stato approvato contro la volontà del Governo da tutti i partiti, solo la Lega e Fratelli d'Italia hanno votato conformemente al parere del Governo".

Tema scuola: nel Movimento 5 stelle Lucia Azzolina, ex ministra dell'Istruzione, commenta con favore la bocciatura dell'emendamento proposto da Forza Italia - il governo aveva espresso parere favorevole - "che non avrebbe permesso quest'anno l'aggiornamento delle graduatorie e il contemporaneo rinnovo delle graduatorie per le supplenze". La Lega, sottolinea, "ha invece votato a favore. Non potevamo permettere che venissero bloccati migliaia di giovani e precari. Il Governo ora non perda tempo e proceda con gli atti necessari. Le graduatorie ad esaurimento e le graduatorie per le supplenze vanno aggiornate subito", conclude.

La riunione della cabina di regia - afferma uno dei presenti all'incontro a palazzo Chigi - è stata "tutta politica" e non dovrebbe influire sul Consiglio dei Ministri che dovrebbe essere convocato per domani per approvare il decreto legge contro il caro bollette, che dovrebbe prorogare le misure su oneri di sistema e iva al secondo trimestre.

Alla riunione della cabina di regia, presieduta dal Presidente del Consiglio Draghi, erano presenti i capi delegazione delle forze politiche di maggioranza con i ministri Patuanelli, Giorgetti, Gelmini, Orlando, Bonetti, Speranza. L'incontro è terminato dopo appena tre quarti d'ora.

Il nuovo Consiglio dei ministri, previsto per domani mattina, ma non ancora convocato ufficialmente, è chiamato a decidere le misure per contrastare il rincaro dei prezzi dell'energia con il forte impatto sulle bollette. Secondo quanto riferiscono fonti di Governo, si va verso una accelerazione per le fonti rinnovabili con misure volte a semplificare quanto più possibile le installazioni e gli impianti per privati e Pubblica amministrazione: una sorta di "liberalizzazione". Sul tavolo, poi, il capitolo gas con la priorità di aumentare la produzione nazionale valorizzando i siti di estrazione già esistenti, in Sicilia e in Emilia Romagna, a Ravenna, mentre sembrano accantonati interventi in Alto Adriatico. Una maggiore quantità di gas a disposizione da consegnare, poi, a prezzi calmierati, alle imprese energivore. Accanto a queste misure, al ministero dell'Economia si valutano risorse per sostenere famiglie e imprese che dovrebbero aggirarsi sui 4,5-5 miliardi.

More from ARCHIVIOMore posts in ARCHIVIO »

Comments are closed.