Cagliari, 27 Gen 2022 - Questa mattina, presso la Sala Consiliare del Palazzo del Governo in Cagliari, si è tenuta una cerimonia commemorativa del “Giorno della Memoria”, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
Il permanere dell’emergenza epidemiologica non ha consentito di organizzare un momento celebrativo con la partecipazione in presenza, come di consueto, dei massimi rappresentanti delle Istituzioni del territorio e della società civile, nonché di alunni e studenti delle scuole di ogni ordine e grado.
L’evento, pertanto, si è svolto, nel rispetto delle misure di contenimento e di controllo previste per la situazione epidemiologica in atto, con la presenza di sole pochissime autorità, degli insigniti e dei loro familiari.
Tuttavia, considerato l’altissimo significato e la solennità della ricorrenza in parola, è stato disposto un collegamento in streaming sul canale YouTube della Città Metropolitana di Cagliari. Affinché tutti gli interessati potessero assistere all’evento da remoto, il link di accesso è stato condiviso con le autorità militari, civili e religiose, con le scuole di ogni ordine e grado, con l’Università degli Studi di Cagliari, nonché diffuso sui principali canali social, oltre che sul sito della Prefettura di Cagliari, del Comune di Cagliari e della Città Metropolitana di Cagliari. La trasmissione in diretta dell’evento via streaming ha fatto registrare una notevole partecipazione all’evento.
Dopo l’esecuzione dell’Inno Nazionale, la cerimonia ha preso avvio con gli interventi del Prefetto Gianfranco Tomao, dell’Arcivescovo della Diocesi di Cagliari Giuseppe Baturi, del Consigliere del Comune di Cagliari Roberto Mura, intervenuto in vece del Sindaco del Comune di Cagliari Paolo Truzzu, e della Vice Presidente della Regione Sardegna Alessandra Zedda, intervenuta in vece del Presidente della Regione Sardegna Christian Solinas, che hanno sottolineato l’importanza della ricorrenza e la necessità di salvaguardare il ricordo di quei di quei fatti, per conservarne la memoria nel tempo, specie da parte dei più giovani, che rappresentano il nostro presente e il nostro futuro. E’ stata, inoltre, affermata l’importanza di riconoscere l’individuo come valore assoluto e di coltivare la conoscenza della storia come strumento per capire la tragedia che oggi vivono le popolazioni oggetto di sopraffazioni, nonché come antidoto contro i numerosi episodi di violenza e antisemitismo, visti anche di recente, commessi nei confronti di donne e persone fragili.
La presentazione e la lettura di uno stralcio dell’elaborato a cura di quattro studenti della citata classe è stata introdotta dall’esecuzione, in diretta, dell’Inno Europeo - secondo la sua interpretazione musicale - da parte del giovanissimo Francesco Sirigu, autore insieme ai compagni di classe anche dell’elaborato in argomento. La partecipazione attiva dei ragazzi, così come i loro apprezzati contributi, ha consentito di realizzare una cerimonia solenne, ma, al contempo, sentita e toccante. Attraverso i propri interventi e la condivisione dell’iniziativa, infatti, hanno dimostrato di avere compreso la portata della terribile lezione offerta dei fatti ricordati, che ancora scuotono le coscienze e la cui memoria risulta indispensabile preservare e trasmettere.
A conclusione della cerimonia il Prefetto, unitamente ai Sindaci di Assemini e di Sestu, del Consigliere Comunale di Cagliari e di un Assessore del Comune di Quartu Sant’Elena, ha consegnato cinque Medaglie d’Onore commemorative, concesse dal Presidente della Repubblica in memoria dei Signori Antonio Lai, Delio Mancosu, Attilio Nioi, Elvezio Putzolu e Nicolò Succu, deportati militari nei campi nazisti.
La commozione palpabile dei familiari degli insigniti ha reso la cerimonia ancora più toccante e sentita da tutti i presenti, come ha sottolineato il Prefetto Tomao nel saluto conclusivo.
Nel ringraziare coloro che, durante la cerimonia, hanno offerto interessanti spunti di riflessione con il proprio contributo, il Prefetto ha voluto sottolineare come il senso di queste iniziative sta non solo nell’alimentare il flusso dei ricordi, ma nell’affermare il rifiuto di qualsiasi forma di razzismo e di violenza etnica, religiosa o di genere, nel rafforzare i valori che sono alla base della Costituzione, e nel diffondere, soprattutto nelle giovani generazioni, la cultura della non violenza, della tolleranza e della pace. Com












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