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Danza – I Temperamenti dell’Amore. Balletto Classico in 4 quadri regia e coreografia Marco Batti.

Cagliari, 18 Gen 2022 - Viaggio sul filo delle emozioni con “I Temperamenti dell'Amore”, nuova e originale creazione del coreografo Marco Batti per il Balletto di Siena in cartellone in prima regionale domani alle ore 21 all'Auditorium Comunale “Nelson Mandela” di Santa Teresa Gallura, giovedì 20 gennaio alle 21 al Teatro Civico di Alghero, venerdì 21 gennaio alle 21 al Teatro Civico “Oriana Fallaci” di Ozieri e sabato 22 gennaio alle 21 al Teatro Comunale di San Gavino Monreale sotto le insegne della Stagione di Danza 2021-2022 organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna.

Sotto i riflettori Elena Badalassi, Melvin Boschat, Matilde Campesi, Ramon Ceñera Castaño, Filippo Del Sal, Chiara Gagliardo, Giuseppe Giacalone e Elena Iannotta incarnano le differenti sfaccettature e declinazioni del sentimento più universale, in un avvincente racconto in quattro quadri sulle note evocative di Ludwig van Beethoven, con i costumi di Jasha Atelier che tracciano altrettante pennellate tra geometrie di corpi in movimento ispirate alle segrete ragioni del cuore.

Nella visione di Marco Batti (regista) “L'Amore Ideale” - «un amore per qualcosa di astratto, un amore portato all’estremo dell’idillio, ad una perfezione non reale» - si tinge di rosso e si rivela attraverso il «conflitto dinamico tra orchestra e pianoforte, che ne addolcisce sempre i contorni imponenti», impreziosito dalle sonorità di un glockenspiel, così da disegnare «una sfera intima ed isolata» in cui sboccia un sentimento delicato e quasi “spirituale”.

Immerso in «un’atmosfera burrascosa e tormentata, con note che cercano di delineare un senso di ordine nel caos aurorale e confuso», tra sfumature di grigio simbolo di una profonda inquietudine, prende forma sulla scena “L'Amore Libero”: «tutti hanno conosciuto almeno una volta nella vita il significato di amore impossibile, angosciato – sottolinea Marco Batti nella presentazione -, quell’amore da brivido e adrenalina che fatica a splendere».

Quattro “variazioni” sul tema affascinante e misterioso dell'attrazione fatale tra due esseri, che appartiene a tutti i popoli e le culture: un fuoco ardente che non conosce confini e barriere, ma può anche tradursi nel gelo dell'indifferenza, una forza divina cui gli antichi attribuivano le sembianze di un fanciullo capriccioso, capace di scatenare guerre come di dispensare armonia. “I Temperamenti dell'Amore” di Marco Batti indagano nei labirinti della mente e del cuore, mettono in luce aspetti diversi, perfino opposti e ipotetiche reazioni di fronte alla scoperta di inattese “affinità”: senza troppo indulgere alla tentazione del “romanticismo” il coreografo propone le molteplici interpretazioni di un sentimento trasfigurandole attraverso il linguaggio della danza.

Una pièce coinvolgente che attraverso la grammatica dei corpi e le invenzioni musicali del grande compositore tedesco suggerisce una riflessione sulle relazioni umane, un ideale itinerario attraverso l'immaginario e le suggestioni poetiche e letterarie, che sfida le convenzioni e la realtà presente – tra le regole del “distanziamento sociale” e le convenzioni, in cui perfino la passione e la tenerezza son diventate un miraggio o meglio una proiezione “virtuale” nel tempo “sospeso” della pandemia.

L'arte e la cultura - e in particolare il mondo dello spettacolo - hanno pagato un altissimo prezzo in quest'epoca complessa, nel difficile equilibrio tra i tentativi di contenimento dei contagi e le scelte economiche, con la chiusura dei teatri, come delle palestre e delle scuole: l'amore “negato” diventa così anche un simbolo della impossibilità di esprimersi, se non in forme “mediate”, in assenza anziché in presenza, fuori dalla dimensione dell'hic et nunc, il qui e ora, che appartiene imprescindibilmente alla rappresentazione e al “rito”. «Questo viaggio nei sentimenti – sottolinea Marco Batti - è anche un messaggio di speranza e rinascita per la danza in un periodo in cui è stata troppo spesso dimenticata». Com

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