Cagliari, 27 Dic 2021 - l presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, torna a chiedere la revisione delle quarantene. "Omicron è una variante molto contagiosa. Ogni positivo - ha detto a Radio Cusano Campus - può aver avuto, di media, dai 5 ai 10 contatti. Se dovessimo avere un milione di positivi vuol dire che potrebbero esserci dai 5 ai 10 milioni di contatti da mandare in quarantena e questo non è possibile. Chi ha fatto il vaccino con la terza dose è più difficile si contagi e quindi bisognerebbe rivedere le regole per questa categoria. La persona vaccinata anche con terza dose deve vedere la sua quarantena ridotta".
"Dobbiamo entrare in una gestione sanitaria, economica e sociale della pandemia. Ad esempio sono un fautore della mascherina Ffp2 nei locali al chiuso, quella chirurgica può considerarsi ormai un rimedio 'omeopatico', protegge molto poco", ha detto Cartabellotta. "L'obbligo di mascherina all'aperto ha più una funzione di tipo sociale. Ci vuole buon senso - ha aggiunto. Sono anche un fautore dell'obbligo vaccinale. Basta parlare di prime, seconde e terze dosi. Bisogna che il vaccino diventi una misura di sanità pubblica che andrà somministrato periodicamente. Del resto il vaccino, nonostante il virus circoli, permette di non affollare gli ospedali".
Sulla stessa linea anche il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, che a LaPresse dice: "Le regole sulla quarantena vanno necessariamente riviste. Con l'aumento di casi positivi al Covid, bloccare a casa per precauzione ogni contatto, fa saltare il tracciamento: con questi numeri il personale non basta per fare tutti i tamponi". "Ci vuole buonsenso - prosegue Anelli - mettendo in isolamento chi presenta i sintomi". "Ci vuole un occhio di riguardo nel tracciamento dei pazienti più fragili e di chi non è vaccinato. L'obiettivo resta quello di ridurre la mortalità".
Analogo il parere dei presidenti delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia. "È ragionevole cominciare a fare una riflessione sulla quarantena per il vaccinato", ha dichiarato il presidente del Veneto, Luca Zaia, nel consueto punto sul Covid, precisando che andrebbe rivista "in particolare quella prevista per chi ha fatto la terza dose, ora uguale a quella degli altri".
"Condivido la riflessione che vada rivista la quarantena per i vaccinati. Massima sicurezza senza bloccare il Paese". Lo scrive su Twitter, Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni.
"Ho visto file mostruose. Il tampone dev'essere fatto con logica e su consiglio del medico", "i tamponi, fatti così, a caso, danno false sicurezze. E poi non possiamo portare via un tampone a chi ne ha veramente bisogno". Lo afferma, in una intervista a Libero, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri
"Il Natale 2021 è completamente diverso dal Natale 2020: non possiamo continuare a mettere in atto le stesse misure di un anno fa, quando nessuno era vaccinato". Lo afferma, intervistato dal Corriere della Sera, Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie Infettive all'Ospedale San Martino di Genova, che propone di mettere in quarantena solo chi è contagiato e non i suoi contatti.
"La quarantena andrebbe riservata solo ai positivi - prosegue Bassetti - non ha senso chiudere in casa anche i familiari e i contatti stretti, se sono in salute. Per non parlare dell'isteria da tamponi: i vaccinati dovrebbero farselo solo se hanno sintomi. Peraltro ricordiamo ancora una volta che il tampone dà una falsa sicurezza, perché è l'istantanea di un attimo e può dare falsi negativi".










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