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Ucraina, Biden minaccia con inutile per il dittatore russo con nuove sanzioni: Putin: “no a espansione Nato”.

Cagliari, 8 Dic 2021 - Si è concluso il colloquio in videoconferenza tra i presidenti di Russia e Stati Uniti Vladimir Putin e Joe Biden. È durato circa due ore. Il faccia a faccia è proseguito a porte chiuse. Putin si è collegato dalla residenza di Bocharov Ruchei, a Sochi mentre Biden era nella "Situation Room" della Casa Bianca.

Il capo della Casa Bianca ha ribadito il sostegno alla sovranità dell'Ucraina ed alla sua integrità territoriale, chiedendo una "de-escalation ed il ritorno alla diplomazia". Lo ha reso noto l'amministrazione americana dopo il summit. Biden ha manifestato le profonde preoccupazioni degli Usa "e dei nostri alleati europei sull'escalation delle forze russe intorno all'Ucraina", mettendo in chiaro - così fonti della Casa Bianca - "che gli Stati Uniti ed i loro alleati risponderanno con forti misure economiche e di altro genere in caso di escalation militare".

In caso di escalation militare russa contro l'Ucraina, gli Usa risponderanno con misure specifiche e robuste, che non sono state prese nel 2014 quando Mosca invase la Crimea: lo ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan.

Il presidente russo ha illustrato la "linea distruttiva di Kiev volta al completo smantellamento degli accordi di Minsk e degli accordi raggiunti nel cosiddetto formato Normandia", ha fatto sapere il Cremlino al termine del vertice. Putin "ha espresso grave preoccupazione per le azioni provocatorie di Kiev contro il Donbass". Il presidente russo - nel colloquio con Joe Biden - ha sottolineato che la responsabilità della crisi nei rapporti fra Russia e Occidente "non dovrebbe essere addossata sulle spalle della Russia: poiché è la Nato che sta facendo pericolosi tentativi di conquistare il territorio ucraino e sta aumentando il suo potenziale militare ai nostri confini". 

I presidenti hanno incaricato i loro assistenti di lavorare sugli argomenti discussi dai leader durante la videochiamata. Durante il lungo colloquio Biden e Putin hanno discusso - oltre che dell'Ucraina - anche del dialogo Usa-Russia sulla stabilità strategica, degli "attacchi ransomware" e dell'Iran. Ne ha dato notizia in una nota la Casa Bianca.

L'agenda del meeting tra i due leader prevedeva - tra le altre cose - la discussione sulla situazione in Ucraina, l'allargamento della Nato ad Est, la stabilità strategica ed i rapporti bilaterali con particolare focus sulla "sicurezza regionale", compresa la situazione in Afghanistan.

"La crisi interna ucraina e la mancanza di progressi nell'attuazione degli accordi di Minsk sono stati il tema principale" del colloquio tra i presidenti della Federazione russa e degli Stati Uniti, Vladimir Putin e Joe Biden. Lo riferisce il Cremlino in una nota. "Il posto predominante nei colloqui è stato occupato dai problemi associati alla crisi interna ucraina e alla mancanza di progressi nell'attuazione degli accordi di Minsk del 2015, che sono la base incontrastata per una soluzione pacifica", si legge nel comunicato.

Nato Garanzie "legalmente vincolanti" che escludano qualsiasi ulteriore espansione verso est della Nato e che i suoi sistemi di attacco offensivi non vengano schierati nei Paesi vicini alla Russia. Le ha chieste il presidente russo, Vladimir Putin, al suo omologo statunitense, Joe Biden, durante il colloquio virtuale incentrato sulla crisi ucraina. Secondo quanto riferito in una nota dal Cremlino, il colloquio è stato franco e Putin ha denunciato l'atteggiamento "distruttivo" dell'Ucraina nella regione del Donbass. Inoltre ha definito un errore mettere tutta la responsabilità per le attuali tensioni sulle spalle della Russia.

Joe Biden ha già riferito l'esito del vertice con Vladimir Putin telefonando ai leader di Francia, Germania, I’alia e Gran Bretagna, mentre giovedì parlerà con il presidente ucraino: lo ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan

Putin e Biden - riporta il governo russo sul sito ufficiale - "hanno convenuto d'incaricare i loro rappresentanti di impegnarsi in consultazioni sostanziali sulle questioni delicate" affrontate nel corso della loro conversazione: ad esempio la richiesta di Putin di avere "garanzie affidabili" sullo stop all'espansione della Nato nell'Europa dell'Est, ed "il dispiegamento di sistemi di armi offensive d'attacco negli stati adiacenti alla Russia". 

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