Cagliari, 1 Nov 2021 - "L'umanità ha esaurito il tempo sui cambiamenti climatici. Manca un minuto all'ora X e dobbiamo agire ora". Così il premier britannico Boris Johnson nel discorso che tiene oggi alla cerimonia di apertura della Cop26 a Glasgow, in Scozia, secondo le anticipazioni diffuse da Downing Street e riportate dalla stampa locale. "Se non prendiamo sul serio il cambiamento climatico oggi, domani sarà troppo tardi per i nostri figli", sottolinea Johnson che spingerà gli altri leader mondiali ad adottare misure concrete per eliminare gradualmente l'uso del carbone, accelerare la transizione ai veicoli elettrici e fermare la deforestazione.
Dopo i discorsi inaugurali, nel pomeriggio Johnson presiede una tavola rotonda — cui partecipa anche Mario Draghi — che vedrà assieme alcune delle maggiori economie mondiali con i Paesi più esposti al cambiamento climatico, per capire su quali fronti occorre agire e dare il tono alle discussioni delle prossime due settimane. Prima della tavola rotonda Johnson avrà una serie di incontri tra cui un bilaterale con il premier israeliano Naftali Bennet, e con quello libanese Najib Mikati.
La Cop26 oggi e domani vedrà a Glasgow i capi di Stato e di governo, che lanceranno in due giorni i messaggi politici necessari a dare il quadro alla Conferenza, per poi lasciare il campo ai negoziatori, fino al 12 novembre. Nella speranza che riescano a trovare un accordo, sotto le nuvole autunnali della Scozia. Non sarà presente ai lavori - per motivi di sicurezza - il Presidente turco Recep Tayyp Erdogan. Il ministro dell'ambiente Murat Kurum e altri alti funzionari del governo turco parteciperanno comunque al summit. La Turchia è stato l'ultimo paese del G20, e tra gli ultimi al mondo, a ratificare a inizio ottobre l'accordo di Parigi sul clima.
Gli obiettivi concreti della conferenza di Glasgow sono tre. Primo, fare quanto è necessario per mantenere il riscaldamento del pianeta intorno a 1,5 gradi centigradi, rispetto ai livelli preindustriali, come previsto dall'accordo di Parigi del 2015. E, per mantenere questo obiettivo in vista, servono più sforzi già in questo decennio, come ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Insomma, chi ha preso impegni lontani nel tempo dovrebbe presentare anche piani intermedi e concreti per attuarli, agendo già in questo decennio.
Secondo, mobilitare la finanza climatica, cioè gli aiuti finanziari dei Paesi più sviluppati (in gran parte responsabili del riscaldamento del pianeta) nei confronti di quelli più poveri, per aiutarli a passare ad un'economia meno inquinante, riuscendo a consegnare 100 mld di dollari l'anno già a partire dal 2022, e non dal 2023. Terzo, trovare un accordo sul 'rulebook', l'insieme delle regole che, su base scientifica, consentiranno di misurare le emissioni climalteranti e lo scambio di quote delle stesse tra i Paesi, evitando i doppi conteggi. È la parte più tecnica e complicata del negoziato, ma anche quella sulla quale a Bruxelles si respira un certo ottimismo.
Il Presidente della Commissione europea Von der Leyen parteciperà ad alcune iniziative collaterali alla Cop26. Con Joe Biden lancerà un impegno per ridurre entro il 2030 almeno del 30% le emissioni di metano (gas più dannoso per il clima della Co2) e con Bill Gates un’iniziativa per finanziare le tecnologie verdi e aiutare a portarle sul mercato. L’Ue poi, insieme ad altri, aiuterà il Sudafrica ad accelerare la propria uscita dal carbone, con una partnership che potrebbe essere replicata in altre parti del mondo.
È un evento gigantesco, con sfide complesse. Lo sciopero dei treni è stato scongiurato. Sugli alloggi stiamo facendo il possibile per accogliere tutti. Ma la cosa più importante ora è colmare, nelle prossime due settimane, il vuoto enorme che abbiamo sul clima. I leader mondiali avranno una responsabilità colossale. Il mondo non sta facendo abbastanza e questo summit deciderà le sorti del pianeta". A dirlo, in un'intervista a Repubblica, è la premier scozzese Nicola Sturgeon, che ospita la Cop26 a Glasgow.
"Il motto della Cop è di 'tener vivo il sogno di 1,5 gradi' e preparare il terreno affinché questo obiettivo possa essere raggiunto nei prossimi anni ed evitare così la catastrofe". Un obiettivo comune che ha fatto passare in secondo piano anche rivalità antichissime: "Nonostante molte nostre divergenze, con Londra c’è stata grande collaborazione negli ultimi mesi e spero che il governo britannico raggiunga un ottimo risultato con la Cop26. Inoltre, vogliamo essere un esempio: la Scozia si è impegnata, in maniera vincolante, a raggiungere emissioni zero entro il 2045 (cinque anni prima di Regno Unito e Ue), e ridurle del 75% entro il 2030".
"Bisogna avere - aggiunge poi Sturgeon - il giusto approccio alla transizione verde. Consumare di meno, sviluppare alternative energetiche, e allo stesso tempo riqualificare le decine di migliaia di persone che lavorano nei settori petroliferi e del gas. Il nostro partito indipendentista è stato eletto in passato anche per le promesse sullo sfruttamento del petrolio. Non possiamo lasciare indietro questi lavoratori. Quindi, sì, bisogna essere veloci nella transizione, e al momento quasi il 100% della nostra elettricità domestica viene da energia pulita. Abbiamo un enorme potenziale in quella eolica. Ma questa rivoluzione va fatta nella maniera giusta".
A fare pressione dall’esterno sulla Conferenza ci sono decine di migliaia di attivisti, discesi su Glasgow in queste ore: li guida Greta, che è stata accolta sabato sera alla stazione da una ressa di centinaia di persone, fotografi e poliziotti. La giovane svedese guiderà una manifestazione di giovani venerdì, per poi parlare sabato alla grande marcia di protesta: ma in questi giorni è già Greta-mania. Lei è comparsi ieri sugli schermi della Bbc, dove ha spiegato che "a volte dobbiamo far arrabbiare la gente" per riuscire far passare il messaggio giusto.










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