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Carta Verde, Bombardieri: no del governo alla richiesta di far slittare l’obbligo al 30 ottobre.

Roma, 14 ott 2021 - Il governo mantiene la barra dritta sull'obbligo, da domani, della Certificazione Verde sui luoghi di lavoro. "Abbiamo chiesto di rinviare l'applicazione del Green pass almeno fino alla fine di ottobre, ma la risposta è stata negativa. Il governo ritiene che sia uno strumento indispensabile", ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, intervenendo a "Un giorno da pecora" su Rai Radio 1, riferendosi all'incontro di questa mattina a Palazzo Chigi con il premier Mario Draghi e rimarcando la posizione dei sindacati sulla gratuità dei tamponi. Su questo, il governo, ha ribadito Bombardieri, si è detto disponibile a "ragionare sul fatto che abbiano un prezzo calmierato. Verificheranno nelle prossime ore".

"Siamo determinati sulle nostre posizioni, ma siamo sempre disponibili a discutere con chiunque". Lo ha detto Alessandro Volk, componente del direttivo del Coordinamento lavoratori portuali Trieste, alla vigilia dello sciopero in porto. Tuttavia, se il Governo dovesse posticipare l'obbligo del Green pass, Volk anticipa che "nel caso prenderemmo nota e ci adegueremmo, non avrebbe senso domani bloccare il porto. Se ad esempio il governo proponesse una proroga al 30 ottobre sarebbe una mossa intelligente da parte del governo per prendere un po' di tempo e trovare poi una soluzione".

"Siamo disposti ad andare avanti fin quando il green pass non verrà tolto", aveva detto in precedenza a Rainews24 Stefano Puzzer, portavoce del coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste. "E' ora di fermare l'economia che forse è l'unico segnale che possiamo dare a questo Stato, per fargli capire che ci sono tante persone in difficoltà, tante persone che rimarranno senza uno stipendio, e solo perché hanno esercitato una scelta libera, quella di non farsi il vaccino. Adesso mi sembra ben chiaro che questo passaporto verde è solamente una manovra economica non sanitaria". Puzzer aveva aggiunto che se oggi "non ci saranno novità e il decreto non verrà ritirato domani bloccheremo il porto di Trieste, sia in entrata che in uscita".

Intanto a Palazzo Chigi il premier Draghi ha incontrato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil (Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri). Al centro della riunione i provvedimenti del governo in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Presente alla riunione anche il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. "Un incontro importante e positivo". Così lo definisce il leader Cgil Maurizio Landini. Nel decreto fiscale domani all'esame del Cdm ci sarà il rifinanziamento di altre 13 settimane di cassa integrazione straordinaria con causale Covid fino a fine anno per quei settori per cui il blocco dei licenziamenti scade il 31 ottobre, hanno confermato poi i sindacati.

Sulla questione Green pass, il governo valuterà, già nel corso del Consiglio dei ministri previsto per domani, la proposta, avanzata anche oggi dai sindacati nell'incontro di porre a carico delle aziende il costo dei tamponi dei lavoratori. Lo hanno confermato ai cronisti i leader di Cgil, Cisl e Uil al termine della riunione. "Abbiamo riproposto le nostre richieste di calmierare i costi e di trovare una soluzione per la quale sia possibile diminuire il costo a carico delle aziende. Vorrei fare presente che in questi giorni stiamo sottoscrivendo accordi per tamponi gratuiti in molti aziende". Pierpaolo Bombardieri spiega così che "come durante il periodo della pandemia, abbiamo chiesto al governo di non fare pagare ai lavoratori" quello che, sottolinea il leader Uil dopo l'incontro di oggi a Palazzo Chigi, "è un costo sulla sicurezza, che non va a carico dei lavoratori".

Non ci sarà un azzeramento dei costi per le aziende che vogliano pagare i tamponi ai dipendenti, ma il governo valuta in queste ore di introdurre ulteriori deduzioni per le imprese. È quanto specificano fonti governative alla vigilia dell'entrata in vigore del Green pass per i lavoratori. Stamane i sindacati, nell'incontro con il premier Mario Draghi, sono tornati a chiedere che siano le aziende a pagare i tamponi ai dipendenti. Il governo esclude di garantire la gratuità con un azzeramento dei costi per le imprese, ma sta riflettendo se rafforzare gli aiuti alle aziende, che hanno già un credito d'imposta al 30%. 

"Il costo dei tamponi, essendoci una disposizione di legge, deve essere a carico di coloro che devono fare il tampone. Da parte nostra questa è la posizione, non è cambiato nulla, non riteniamo sia questa la strada", ovvero la possibilità che il costo dei tamponi per ottenere il green pass sia a carico delle aziende, ipotesi che potrebbe essere valutata dal Cdm, ha detto il presidente di Confindustria al termine dell'incontro al Nazareno con il segretario d del Pd Enrico Letta.  "Siamo preoccupati perché c'è qualcuno che soffia sul fuoco, bisogna smorzare i toni. I problemi ci sono perché è una disposizione non facile da applicare, ma dobbiamo affrontarli insieme. Se qualcuno vuole utilizzare questa data per creare tensione nel Paese non è corretto", ha aggiunto.

Il blocco dell'attività a oltranza che intende attuare il Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste (Clpt) è stato dichiarato illegittimo dalla Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali: lo riporta l'edizione online de Il Piccolo. L'ente statale ha comunicato al ministero dell'Interno l'irregolarità dello sciopero che il Clpt ha indetto, per il momento, dal 15 al 20 ottobre: la Commissione ritiene fuori dalla legge lo sciopero di sei giorni dei sindacati Fisi e Confsafi, al quale il Clpt ha a sua volta aderito da Trieste. La stessa Commissione ha inviato una nota al Ministro dell'Interno in cui si esprime "particolare preoccupazione" in merito agli scioperi per il "possibile verificarsi, alla luce del delicato contesto sociale, di gravi comportamenti illeciti".

Le società di gestione al Porto di Palermo hanno già fatto sapere che non si faranno carico dei tamponi. Riunioni si sono tenute un po' in tutte le città portuali e la protesta rischia di estendersi ad altri scali della penisola. Il problema rischia tra l'altro di estendersi all'autotrasporto, tenuto contro che un camionista su tre non ha il Green pass, un dato che sale all'80% nel caso degli autisti stranieri.

Il caso è esploso dopo la circolare del Viminale che raccomandava alle imprese "di mettere a disposizione del personale sprovvisto di Green pass test molecolari o antigenici rapidi gratuiti". Poi era arrivata la precisazione che gli operatori economici "potranno valutare" in autonomia.

Alcuni terminalisti del porto di Genova pagheranno i tamponi ai dipendenti non vaccinati: lo ha comunicato il presidente dell'associazione dei terminalisti genovesi di Confindustria, Beppe Costa, al termine di una riunione in prefettura. All'iniziativa hanno aderito il terminal Psa di Pra' e il porto Petroli.

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