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In Gallura 23mila aziende e 37mila addetti ma mancano regia, servizi, infrastrutture e visione del futuro.

Olbia, 28 Sett 201 - Con più di 23mila aziende in totale, di cui 5mila artigiane, che danno lavoro a 37mila addetti, con oltre 9mila impiegati nelle realtà artigiane, il nord est della Sardegna soffre ma resiste alle avversità economiche create dalla crisi Covid 19. Proprio il comparto artigiano gallurese rappresenta il 23,4% sul totale del sistema imprenditoriale del territorio.

Sono questi, in sintesi, i dati che emergono dal Dossier “Artigianato e MPI della Gallura”, realizzato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, su fonte UnionCamere e Istat.

Il report, che ha analizzato i numeri delle attività produttive, artigiane e non, presenti in ognuno dei 26 comuni galluresi tra il 2019 e 2021, ha focalizzato anche l’attenzione sul rapporto nati-mortalità delle imprese artigiane, sull’occupazione e sul settore del turismo.

Nel triennio analizzato, le attività produttive sono cresciute dello 0,2% (+53 unità) mentre, nello stesso periodo, tra le imprese artigiane si è registrata una contrazione dell’1.7%, con la perdita di 94 realtà. Però, in questo specifico settore in questo anno in corso, il bilancio iscrizioni-cessazioni, dopo anni di “segni meno”, è tornata crescere sensibilmente (+56 attività).

“Quello gallurese è un territorio in sostanziale crescita per nati/mortalità imprese e per presenza piccole imprese – commenta Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Gallura – un tessuto economico costituito per il 99,7 per cento da imprese con meno di 50 dipendenti”. “Osservando il dato demografico imprenditoriale di Olbia, in crescita in ogni indicatore d’impresa – continua il Presidente - è significativo di come questa faccia da attrattore svuotando, al contrario, i piccoli centri limitrofi, che soffrono e perdono terreno, situazione simbolica anche di un fenomeno che riguarda la differenza tra le diverse aree del territorio. Un dato simbolico di quello che sta avvenendo nel nord Sardegna”. Numeri, questi, che aprono un dibattito e qualche ragionamento.

Secondo il Presidente di Confartigianato Gallura “all’interno di un quadro generale di politiche di sostegno comuni, servono azioni specifiche differenziate perché non siamo di fronte allo stesso problema alla stessa situazione e non possiamo trovare soluzioni uguali per contesti differenti”.

Al primo trimestre 2021 nell’Area della Gallura che conta 26 comuni della provincia di Sassari -Aggius, Ala' Dei Sardi, Arzachena, Berchidda, Bortigiadas, Buddusò, Calangianus, La Maddalena, Luras, Monti, Olbia, Oschiri, Palau, Aglientu, Santa Teresa Gallura, Tempio Pausania, Trinità d'Agultu e Vignola, Telti, Badesi, Golfo Aranci, Loiri, Porto San Paolo, Sant'Antonio di Gallura, Padru, San Teodoro, Budoni e Luogosanto – si contano 23.726 imprese totali, pari al 41,7 % delle imprese dell'intera provincia di Sassari.

Si tratta di 53 unità in più (+0,2%) rispetto al I trimestre dell'anno pre pandemia (2019) e di 149 unità in più (+0,6%) rispetto al I trimestre 2020. La dinamica di tenuta (+0,2%) rilevata per i Comuni dell’Area della Gallura al I trimestre 2021, rispetto al I trimestre 2019, si contrappone al trend negativo rilevato per l'intera provincia di Sassari (-0,8%). Nei primi tre mesi del 2021 il trend di crescita caratterizza anche le nuove iscrizioni: +25 rispetto al I trimestre 20219 (in controtendenza al risultato dell'intera provincia -12,2%) e +118 rispetto al I trimestre 2020. Le cessazioni risultano invece in decremento: tale dinamica, con ampia probabilità, sottende una platea nascosta di imprese che attualmente non hanno sospeso l'attività per accedere alle misure di sostegno introdotte dal Governo (Movimprese, 2021).

In questo territorio circa un’impresa su quattro (23,4%) è artigiana. Nei primi tre mesi del 2021 l’artigianato conta 5.551 imprese. Per questo segmento d'impresa si rileva una contrazione delle imprese registrate sia rispetto al I trimestre pre pandemia (-1,7%) che rispetto al I trimestre 2020 (-1,0%). Anche in tal caso le iscrizioni mostrano trend positivi e le cessazioni negativi.

Gli addetti occupati nelle imprese dislocate nei 26 comuni della Gallura sono oltre 37.986, di cui 9.102, pari al 24,1%, impegnati in imprese artigiane.

Le micro-piccole imprese con meno di 50 addetti sono le protagoniste della struttura imprenditoriale dell’area: rappresentano, infatti, il 99,7% delle imprese e danno lavoro all’87,4% degli addetti.

Nel 2020 dei primi 10 comuni della provincia per maggior numero di presenze di turisti 8 sono collocati nell’area della Gallura. Inoltre, i comuni di Arzachena, Olbia, San Teodoro e Palau figurano anche tra i primi 10 comuni più visitati dai turisti dell’intera Isola.

Rispetto al 2019, escluso il comune di Santa Maria Coghinas, che vede crescere le presenze di turisti, tutti gli altri comuni a vocazione turistica della provincia registrano, a causa della pandemia, riduzione delle presenze turistiche negli esercizi ricettivi: meno ampie per Porto Torres (-45,5%), Valledoria (-48,7%) e La Maddalena (-51,5%); e più pesanti per Arzachena (-66,9%), Tempio Pausania (-69,0%) e Budoni (-72,2%).

Dall’analisi realizzata dall’Associazione Artigiana, il dato demografico del Nord est mostra anche comuni in difficoltà se ci si allontana dalla costa e comunque dai centri nei quali sono presenti una serie di servizi. Dei comuni con il maggior numeri di presenze turistiche, tra i primi dieci, otto sono nell’area della Gallura, con cali importanti in termini di numeri assoluti, ma con un dato percentuale che colloca il territorio del nord est come quello, comunque più vocato a questo tipo di economia. Altro dato importante è quello della forte dipendenza dal turismo soprattutto per alcuni comuni, in un momento di crisi mondiale legata alla pandemia ha immediatamente corrisposto con un saldo migratorio in uscita importante, come Arzachena.

Secondo gli Artigiani galluresi, crescita demografica, forte vocazione turistica, necessità crescente di servizi, sono tre temi prioritari in qualsiasi ragionamento di sviluppo del territorio. E quindi, come dare risposta in termini di servizi di opportunità di dotazione infrastrutturale ad un’area che si deve confrontare con un fenomeno complesso e dalle dimensioni importanti sotto il profilo dell’attrattività per la vita e il lavoro?

E proprio i servizi sono l’altro elemento della rivendicazione territoriale dell’Associazione che ricorda come non basti un solo elemento, come il lavoro, per poter essere attrattivi, ma di occorrano anche altri elementi per dare continuità e solidità alla crescita territoriale.

Secondo Confartigianato Gallura, i fenomeni demografici che si sono ormai consolidati da anni e che sono dentro le proiezioni di tutti gli scienziati della materia, dicono che il territorio continuerà a crescere di popolazione, nei saldi naturali e soprattutto in quelli migratori. Questo non è opinabile e un sistema di servizi pubblici già in sofferenza oggi andrà inevitabilmente in crisi.

L’analisi delle priorità sulle quali lavorare per accompagnare le imprese della Gallura, secondo Confartigianato è questa: garantita una dotazione adeguata di infrastrutture viarie, la questione si sposta sulla dotazione di infrastrutture immateriali: una rete di centri di formazione scolastica, professionale e universitaria, dotate di un’offerta formativa coerente con le vocazioni del territorio, una rete di servizi pubblici sanitari, di giustizia e amministrativi in linea con i fabbisogni reali della popolazione. Questi sono tre elementi di contesto senza i quali sarà impensabile dare un supporto adeguato alla naturale vocazione alla crescita di quest’area della Sardegna.

Da Meloni poi un appello alla politica, alle persone che ricoprono incarichi istituzionali e agli amministratori locali: “Si faccia un patto per lo sviluppo del nord est che ci veda uniti su battaglie che riguardano tutti noi. Il pericolo concreto è che nell’affannata ricerca di una dote per il proprio ambito locale si perda di vista la strategia generale e fra pochi anni non saremo in grado di colmare il divario con territori che hanno avuto la capacità di chiedere e realizzare progetti strategici e di prospettiva nel tempo, piuttosto che piccole concessioni per operazioni di tipo ordinario che non hanno la capacità di incidere effettivamente sull’attrattività di una località”.

Inoltre, secondo il Presidente “a questi problemi locali vanno sommati tutti gli atavici problemi di una nazione che non premia chi fa e chi prova a crescere, ma mortifica lo sforzo e l’impegno individuale sommergendolo di difficoltà burocratiche, di accesso al credito quasi impossibile e di un sistema di tassazione e di tutele per l’impresa decisamente non adeguato. Anche in questo i nostri rappresentanti devono agire per semplificare ciò che è possibile al livello locale garantendo procedure snelle e risposte in tempi certi”.

Per l’Associazione, dal punto di vista della dinamica imprenditoriale e dell’occupazione in artigianato e nelle piccole imprese, i dati emersi dal dossier mostrano un grande fermento nel nord est, ma segnalano anche la mancanza di una strategia generale. Le imprese hanno paura di quello che potrebbe succedere nel medio periodo e quindi non tutti hanno la forza il coraggio di programmare investimenti e azioni che abbiano il respiro di anni, ma si limitano. Questo non è positivo perché limita gli investimenti, limita la crescita. Certamente il clima di incertezza creato dalla pandemia non ha contribuito a costruire un ambiente favorevole allo sviluppo, ma dobbiamo sforzarci di lavorare per le cose importanti, non solo per le urgenze e oggi le risorse del PNRR e della programmazione comunitaria sono un’opportunità che dobbiamo cogliere con prontezza.

Per gli Artigiani galluresi, questo risultato di lavorare uniti verso un risultato, non si ottiene per caso, e senza sforzo. Com

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