Press "Enter" to skip to content

Pfu Pneumatici fuori uso – Le bombe ecologiche che danneggiano l’ambiente e le imprese di ricambio gomme. In Sardegna si alza la protesta di gommisti e rivenditori.

Cagliari, 16 Ago 2021 - Sono brutti da vedere, occupano i piazzali delle imprese, sono ricettacolo di roditori e insetti e, se non adeguatamente smaltiti o riciclati, possono arrecare gravissimi danni all’ambiente. In più creano anche ingenti danni economici alle attività di ricambio e manutenzione gomme che possono essere sanzionate amministrativamente e penalmente per il superamento dei quantitativi consentiti in deposito temporaneo. Insomma, delle vere e proprie bombe ecologiche.

È una storia infinita quella del mancato ritiro dei PFU, pneumatici fuori uso, nei piazzali dei gommisti. Ed è alta la protesta tra i gommisti e gli autoriparatori della Sardegna che hanno ormai sature la maggior parte delle aree destinate al momentaneo stoccaggio delle gomme. Infatti, con il pieno riavvio delle attività, dopo la lunga fase di lockdown, le imprese di ricambio e manutenzione delle ruote, si ritrovano letteralmente sommerse di materiale da smaltire e, tra l’altro, con il rischio di subire pesanti sanzioni da parte delle Autorità di controllo.  

“E’ una situazione esplosiva che si protrae ormai da parecchi mesi, se non da anni, che crea disagi ormai intollerabili e che più volte abbiamo segnalato - commenta Daniele Serra, Segretario Regionale di Confartigianato Imprese Sardegna - benché le imprese paghino regolarmente la quota relativa al contributo necessario allo smaltimento sugli acquisti dei pneumatici nuovi, le gomme usate vengono ritirate con una frequenza non sufficiente a smaltire tutto ciò che le imprese accumulano e che vorrebbero venisse portato via con puntualità. Lo pneumatico fuori uso è un rifiuto speciale e come tale richiede un trattamento adeguato”.

Il problema dei PFU nasce a monte, perché, come più volte segnalato dagli esperti, nel settore manca un sistema di tracciamento e controllo, che permetta di contrastare l’ingresso irregolare di pneumatici in Italia, che è stimato attorno alle 30/40 mila tonnellate all’anno. Rimane dunque fondamentale trovare delle soluzioni a questo problema per prevenire le emergenze future, ma è altrettanto fondamentale affrontare e risolvere il problema che oggi mette in difficoltà gli operatori e l’ambiente.

 Quello dei pneumatici fuori uso rivenduti on line illegalmente o smaltiti senza pagare il contributo è un fenomeno che, a livello nazionale, vale 100 milioni all’anno e centinaia di migliaia di siti inquinati. I dati vengono dall'Osservatorio sui PFU, nato nel 2016 per monitorare un settore che in Italia rappresenta un’eccellenza nonostante le storture e le truffe. Ciò che funziona è la piattaforma di whistleblowing riservata agli operatori, che denunciano chi non rispetta le regole e offrono alle forze dell'ordine lo strumento per intervenire. Nuovi, usati e a fine vita. Secondo il rapporto “I Flussi illegali di pneumatici e PFU in Italia”, si stima, infatti, che siano tra 30 e 40mila le tonnellate di pneumatici che ogni anno vengono immessi illegalmente nel mercato nazionale: con un mancato versamento del contributo ambientale per raccolta e riciclo di circa 50 milioni di euro, un’evasione dell’IVA stimabile in circa 80 milioni e un’esposizione al rischio di abbandono nell’ambiente di gomme fuori uso derivanti da attività illegali, che non esistono e sono dunque fuori dalle regole del sistema nazionale.

“La Confartigianato si è impegnata tanto, ma abbiamo bisogno del supporto della Politica – conclude il Segretario di Confartigianato Sardegna – l’e-commerce degli pneumatici va regolamentato una volta per tutte. Basta a strane triangolazioni di vendita. Chiediamo che venga posto fine a questo scempio, che ha già distrutto migliaia di posti di lavoro, e che venga regolamentato il mercato online delle gomme, conferendo una più equa competitività a tutti gli operatori del settore. In che modo? Ad esempio combattendo l’evasione fiscale con una serie di controlli per chi vende sul web”.

More from ARCHIVIOMore posts in ARCHIVIO »

Comments are closed.