Cagliari, 13 Ago 2021 - Prosegue la rapida riconquista dell'Afghanistan da parte dei Talebani, che hanno occupato un'altra città strategica chiave, Lashkar Gah, nella parte meridionale del Paese, come hanno confermato fonti della sicurezza afghana dopo le rivendicazioni degli stessi miliziani islamici. Secondo una fonte interpellata dall'agenzia Tass, i talebani hanno imposto un cessate il fuoco di 48 ore per l'evacuazione di civili e militari dalla città.
Conquistata anche Feruz Koh, nella provincia occidentale di Ghor, senza combattere. Secondo quanto riferito da esponenti politici locali, la città è stata abbandonata dalle forze di sicurezza e dai funzionari governativi questa mattina, e le forze di Talebani ora controllano tutti gli edifici governativi della città che ha circa 132mila abitanti.
Nell'avanzata di ieri, i Talebani hanno preso la seconda e la terza città più grandi dell'Afghanistan, Kandahar e Herat, dove fino a qualche settimana fa erano dispiegati i militati italiani. Sono così 15 i capoluoghi delle 34 province afghane caduti nelle mani dei Talebani in una settimana.
Herat, la terza città dell'Afghanistan è stata in gran parte conquistata dagli insorti talebani: in mano alle forze governative solo l'aeroporto e una base militare, secondo quanto ha confermato a Reuters un dirigente della provincia, Ghulam Habib Hashimo.
La presa di Kandahar, città di 651mila abitanti, è strategicamente e simbolicamente importante, essendo stata la roccaforte dei Talebani. Tutte le forze governative afghane hanno lasciato la città e si sono rifugiate nelle caserme del 205esimo battaglione, hanno riferito alla dpa i deputati Gul Ahmad Kamin e Arif Noorzai. La ritirata è avvenuta dopo duri combattimenti con le forze talebane avvenuti intorno e nella città nelle ultime 3 settimane.
Ora si teme un rapido assalto a Kabul, in una rioccupazione lampo che tra crescenti polemiche è stata innescata dal precipitoso ritiro delle truppe Usa da parte del presidente Joe Biden.
Secondo varie rivendicazioni, i talebani controllano tra il 60% e l'85% del territorio del Paese, compresi i distretti lungo i confini con cinque stati: Iran, Cina, Pakistan, Tagikistan e Turkmenistan.
Di fronte "all'evolversi della situazione di sicurezza" gli Stati Uniti riducono ulteriormente il personale civile a Kabul e "accelerano i tempi" del ponte aereo per portare fuori dall'Afghanistan gli interpreti e gli altri afghani che hanno collaborato con le forze Usa
È quanto hanno detto il segretario di Stato, Antony J. Blinken, e il segretario alla Difesa, Lloyd J. Austin, in un colloquio telefonico con il presidente afghano Ashraf Ghani durante il quale hanno "sottolineato che gli Stati Uniti rimangono impegnati per la sicurezza e la stabilità dell'Afghanistan di fronte alla violenza dei Talebani", si legge in un comunicato.
Blinken e Austin hanno poi "ribadito che gli Usa rimangono impegnati a mantenere forti relazioni diplomatiche e di sicurezza con il governo afghano". E hanno discusso con Ghani gli ultimi sviluppi sul terreno, con le nuove conquiste dei Talebani, "gli sforzi per ridurre la violenza e le iniziative diplomatiche in corso". Blinken ha affermato che "gli Usa rimangono impegnati a sostegno di una soluzione politica del conflitto", conclude la nota del portavoce del dipartimento di Stato.
Stati Uniti e Gran Bretagna hanno annunciato l'invio di migliaia di soldati a Kabul per evacuare diplomatici e civili. "La situazione è tale che il presidente (Biden) mette al primo posto la sicurezza degli americani all'estero", ha affermato il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price, che ha definito la riduzione del personale dell'ambasciata una "misura di prudenza". "Non è un'evacuazione totale, l'ambasciata resta aperta", ha precisato.
In particolare, gli Stati Uniti invieranno 3000 uomini all'aeroporto di Kabul, ha spiegato in un briefing alla stampa John Kirby, che ha insistito sul fatto che questo aumento della presenza militare americana nelle intenzioni di Washington non dovrebbe interferire con il ritiro definitivo delle truppe americane dal paese asiatico, previsto per il 31 agosto. A questi 3000 soldati si aggiungerà circa un migliaio di uomini che saranno schierati in Qatar con funzioni di supporto logistico, e circa altri 3.500-4.000, una "brigata di combattimento", saranno stanziati in Kuwait, pronti a intervenire se la situazione dovesse deteriorarsi ulteriormente.
Anche la Gran Bretagna ha annunciato l'invio di soldati in Afghanistan, 600 uomini, per fornire supporto ai cittadini britannici che sono in procinto di lasciare il paese, precisando che il personale della sua ambasciata sarà ridotto.
Secondo una fonte citata dall'Ap anche il Canada invierà forze speciali per assistere all'evacuazione del personale dell'ambasciata a Kabul prima della chiusura.
L'Unione europea ha avvertito i Talebani che rischierebbero di essere tagliati fuori dalla comunità internazionale se prendessero il potere con la violenza. "Se il potere viene preso con la forza e viene ristabilito un emirato islamico, i talebani dovranno affrontare il non riconoscimento, l'isolamento, la mancanza di sostegno internazionale e la prospettiva di un conflitto continuo e di un'instabilità prolungata in Afghanistan", afferma in una nota il capo della politica estera dell'Ue Josep Borrell.
I negoziatori di Kabul hanno proposto ai talebani la condivisione del potere in cambio della fine delle violenze in Afghanistan. Lo ha detto all'Afp una fonte del governo che partecipa ai colloqui in Qatar. "Sì, il governo ha sottoposto una proposta al Qatar in qualità di mediatore. La proposta consente ai talebani di condividere del potere in cambio della fine della violenza nel Paese", ha dichiarato la fonte.











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