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Trovato accordo nel consiglio dei Ministri con i Cinquestelle su modifica Giustizia.

Roma, 29 Lug 201 - È ripreso il Consiglio dei ministri, dopo una sospensione di oltre due ore, anche se fonti di governo spiegano che l'intesa sulla riforma del processo penale non c'è ancora.

Quindi è arrivata, dopo lunghissime ore, l’intesa nella maggioranza sulla proposta del governo per rivedere la riforma Cartabia sul processo penale. Riuscita la nuova mediazione, dopo una prima bozza che non aveva convinto il Movimento cinque stelle. Per i reati con l’aggravante mafiosa si parla di un termine transitorio di 6 anni per concludere il processo d’Appello, valido fino al 2024: dal 2025 in poi scenderà a 5 anni. Mentre i processi per associazione di stampo mafioso e voto di scambio politico-mafioso (416-bis e ter) potranno prolungarsi “sine die”. L’accordo è stato votato all’unanimità.

Il Consiglio dei ministri è quindi potuto, finalmente, terminare. Era ripreso intorno alle 17.30 dopo una sospensione di quasi tre ore. Stamattina invece era iniziato con due ore di ritardo e senza i ministri M5s, impegnati dalle 10 in un vertice fiume con Conte e i capigruppo. Federico D’Incà, Fabiana Dadone, Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli sono arrivati a Palazzo Chigi alla spicciolata soltanto dopo le 14. Ma nel frattempo filtrava lo scontento per la prima mediazione individuata: dai termini di improcedibilità, per il Movimento, devono essere esclusi anche i processi sui reati aggravati dall’articolo 416 bis.1 del codice penale, cioè quelli che agevolano l’attività delle associazioni di tipo mafioso o si avvalgono del metodo mafioso. Invece “nella bozza di accordo – spiegavano fonti 5 Stelle – questi reati sono rimasti fuori. Così non ci stiamo. Il M5s non transige sulla mafia”.

Intanto la Conferenza dei capigruppo della Camera, fatta slittare di due ore, tornerà a riunirsi al termine del Consiglio dei ministri. Sulla riforma della Giustizia, attesa domani in aula da calendario, ma ancora ferma in commissione Giustizia in attesa di un'intesa nella maggioranza, tra le ipotesi prese in esame dalla Conferenza dei capigruppo della Camera figura anche lo slittamento dell'approdo in Aula a domenica pomeriggio, anziché nella giornata di domani.

Era iniziato con oltre due ore di ritardo il Consiglio dei ministri con, sul tavolo, la proposta di riforma del processo penale. La riunione è iniziata dalla discussione su provvedimenti ordinari all'ordine del giorno, senza i ministri pentastellati, che hanno raggiunto Palazzo Chigi in seguito, ma è stata sospesa dopo circa un'ora.

I ministri M5S erano impegnati su una piattaforma telematica, assieme al leader in pectore Giuseppe Conte, a discutere punto per punto il testo della riforma della giustizia. Nei giorni scorsi, il Movimento aveva espresso perplessità su diversi punti del testo presentato in Cdm dalla ministra Marta Cartabia ed aveva chiesto delle modifiche come condizione per poter votare la fiducia sul provvedimento.

Non sarebbe stato ancora trovato un punto di intesa sui nodi della riforma del processo penale, dopo il confronto tra governo e forze politiche precedente all'avvio della riunione del Cdm, al centro del quale le proposte di mediazione avanzate dall'esecutivo. È quanto riferiscono fonti M5s. I pentastellati chiedono infatti da giorni che per tutti i reati di mafia non scatti l'improcedibilità, mentre nella bozza di mediazione le 'deroghe' riguarderebbero solo i reati previsti dagli articoli 416 bis e ter. Ovvero associazione di tipo mafioso e scambio elettorale politico-mafioso.

La riunione doveva iniziare alle 11.30 a Palazzo Chigi ma prima doveva essere raggiunta un'intesa piena per dare il via libera alla 'revisione' del testo uscito dal Cdm due settimane fa. "C'è caos", aveva dichiarato un ministro all'Adnkronos, assicurando però che il premier Mario Draghi vuole comunque chiudere la partita in giornata. Il presidente del Consiglio nelle ultime ore ha sentito i leader dei partiti, cercando di arrivare a un punto di caduta. L'obiettivo dell'esecutivo resta quello di arrivare con il testo in aula alla Camera venerdì per procedere poi all'approvazione, anche ponendo la fiducia.

Nel Consiglio dei ministri dovrebbe essere discussa anche la data delle prossime elezioni amministrative, si apprende da fonti di governo. Una ipotesi di mediazione rispetto alle richieste dei partiti sarebbe l'apertura delle urne il 3 ottobre. Sarebbe però ancora in piedi la data del 10.

La legge sulla concorrenza e il Ddl delega per la riforma del fisco andranno invece in Consiglio dei ministri a settembre. Lo indicano fonti di Palazzo Chigi. Il varo delle due riforme rispetta comunque la road map indicata nel Pnrr, precisano le stesse fonti.

È stato approvato dal Consiglio de ministri il Dpcm relativo al nuovo regolamento di organizzazione del Ministero dello Sviluppo economico che ridefinisce gli ambiti di competenza e le funzioni amministrative della struttura che ha il compito di pianificare e determinare la politica industriale e di rilancio del Paese.

Una delle principali novità contenute nel regolamento è la costituzione di una nuova Direzione generale, voluta fortemente dal ministro Giorgetti, dedicata alla riconversione industriale e alle grandi filiere produttive, che si occuperà tra l'altro di aerospazio, difesa, crisi d'impresa e amministrazioni straordinarie.

La seconda novità si riferisce invece all'istituzione di una Direzione generale dedicata all'innovazione e alle piccole e medie imprese, per l'elaborazione e attuazione di politiche per lo sviluppo e la competitività, la ricerca, il trasferimento tecnologico, tecnologie digitali, promozione delle catene del valore strategiche, startup, industria alimentare e made in italy, la sostenibilità ambientale.

Transizione ecologica Approvato all’unanimità in Consiglio dei ministri il Decreto del Presidente del Consiglio di riorganizzazione del Ministero della Transizione ecologica che modifica sostanzialmente il regolamento di organizzazione delle strutture amministrative che erano in precedenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, integrandole con le competenze in materia energetica sul piano nazionale e internazionale in precedenza assegnate al Ministero dello sviluppo economico.

Il “nuovo” Mite si articola in tre Dipartimenti e dieci Direzioni generali. La nuova articolazione permetterà di incrementare la dotazione di personale e avviare una digitalizzare dei processi, rispondendo alle nuove esigenze legate alla realizzazione delle iniziative e dei progetti collegati al Pnrr. Anche la nuova vocazione sul piano delle relazioni internazionali ne risulta rafforzata nei confronti dell’Unione europea e degli organismi internazionali.

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